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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


30591
DDL2529-0002
Progetto di legge Camera n. 2529 - testo presentato - (DDL12-2529)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2529. TESTIPDL
...C2529.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2529 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Il processo di definizione
  autonomistica degli atenei italiani avviato dalla legge 9
  maggio 1989, n. 168, è in corso, ma procede con tempi diversi
  da quelli auspicati dal movimento riformatore della fine anni
  '80 che ha sostenuto l'articolato processo legislativo guidato
  dall'allora Ministro Ruberti.
    E' quindi necessario da parte del Parlamento riprendere con
  decisione alcune tematiche che hanno caratterizzato tale
  azione riformatrice, guidando la dinamica in corso con
  l'indicazione prioritaria di alcuni limitati ma qualificanti
  obiettivi.
    Nell'ampio quadro delle misure che devono ancora essere
  adottate dagli atenei per imprimere una costruttiva
  accelerazione al processo autonomistico, un punto di rilievo
  deve essere assunto dalle misure
  che possono portare ad una effettiva partecipazione degli
  studenti alla vita degli atenei.
    Gli studenti sono stati fino ad oggi costretti a recepire
  passivamente e acriticamente i "servizi" dell'istituzione
  universitaria, senza alcuna effettiva capacità di
  controllo.
    In assenza di questa indispensabile funzione, è cresciuta
  negli studenti la sfiducia nella possibilità di un
  cambiamento, con una conseguente disaffezione agli studi,
  mentre di pari passo il mondo accademico e universitario si è
  sentito inattaccabile e non ha ricevuto o non ha voluto
  recepire gli stimoli innovativi che dagli studenti
  provenivano.
    D'altro canto, la parte innovativa della legge di riforma
  degli ordinamenti didattici
 
                               Pag. 2
 
  universitari, la legge 19 novembre 1990, n. 341, non ha
  ancora dispiegato tutte le proprie potenzialità di indirizzo
  nel campo dell'attività didattica.  Infatti, molti atenei - a
  cominciare ad esempio dall'università "La Sapienza di Roma" -
  ancora non hanno adottato un "regolamento didattico d'ateneo",
  come previsto dall'articolo 11 di tale legge, che doveva
  garantire l'attuazione di una piena autonomia didattica nel
  quadro più ampio di un'autonomia statutaria.
    Pertanto lo scopo prioritario di questa proposta di legge
  vuole essere quello di coniugare gli aspetti di partecipazione
  studentesca agli organi di governo degli atenei, di competenza
  degli statuti autonomi, con gli aspetti di valutazione e
  monitoraggio sull'attività didattica, ritenuti fondamentali da
  tutte le componenti universitarie, per una maggiore
  qualificazione dell'offerta formativa delle nostre
  università.
    Prima di tutto, quindi, la valenza di questa proposta è di
  indirizzo per le componenti accademiche e studentesche di
  quegli atenei che sono ancora nella fase di elaborazione degli
  statuti autonomi e dei regolamenti didattici di ateneo, come
  volontà da parte del Parlamento di presidiare questi temi
  nell'ambito del processo in corso.
    In secondo luogo l'approvazione di questa proposta
  garantirebbe l'implementazione nella vita degli atenei di
  queste norme, la cui adozione sarebbe qualificante
  per il sistema universitario italiano.  Infatti, qualora
  gli studenti potessero sottoporre a verifica la qualità degli
  studi, dotando i loro rappresentanti di un reale peso
  istituzionale, il funzionamento degli atenei riceverebbe uno
  stimolo particolarmente innovativo.
    La proposta di legge si compone di quattro articoli.
    L'articolo 1 pone un termine per l'adozione del
  "regolamento didattico" d'ateneo previsto dall'articolo 11
  della legge n. 341 del 1990, contro qualsiasi ulteriore
  ritardo.  Inoltre si prevede l'inserimento delle norme
  contenute nella presente legge, negli statuti autonomi e nei
  regolamenti didattici degli atenei.
    L'articolo 2 propone l'istituzione obbligatoria di
  "commissioni miste di valutazione didattica" di docenti e
  studenti, con parere vincolante degli atti deliberativi dei
  consigli di facoltà e dei consigli di corso di laurea.
    L'articolo 3, focalizzato sulle modalità della
  "partecipazione studentesca" agli organi di governo degli
  atenei, garantisce il voto deliberativo degli studenti nei
  consigli di facoltà e di corso di laurea e prevede il voto dei
  rappresentanti studenteschi all'elezione del rettore.  Con tale
  articolo si propone inoltre l'allargamento del senato
  accademico alla partecipazione studentesca per tutti gli atti
  deliberativi inerenti gli studenti e, in particolare modo,
  l'attività didattica dell'ateneo.
 
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