| Onorevoli Colleghi! -- Riteniamo doveroso presentare
la seguente proposta di legge, affinché si faccia luce e
finalmente chiarezza su una delle piaghe più dolorose del
nostro tempo: la droga.
Il problema della tossicodipendenza, dell'uso e abuso di
sostanze stupefacenti e psicotrope rimane insoluto nonostante
i numerosi interventi, non solo legislativi, sulla materia.
Affinché si possa davvero trovare quale sia la giusta via
per annientare il commercio e quindi l'utilizzo di
qualsivoglia prodotto che possa alterare l'equilibrio
psicofisico della persona, si rende dunque necessario
innanzitutto conoscere le condizioni reali in cui operano i
narcotrafficanti da un lato, i tossicodipendenti dall'altro e
tutti coloro i quali cercano, in un modo o nell'altro, di
collaborare per la soluzione del problema.
Si propone, quindi, l'istituzione di una Commissione
parlamentare d'inchiesta che possa indagare sul fenomeno, non
limitandosi ad una mera raccolta di dati statistici, bensì
studiando a fondo le lacune che il legislatore fino ad oggi
non è riuscito a colmare.
L'istituenda Commissione dovrà svolgere le sue indagini
tenendo conto che, al di là delle manifestazioni più evidenti
del fenomeno, esiste un mondo poco conosciuto, se non
addirittura del tutto ignorato.
I compiti della Commissione saranno quelli di condurre
indagini atte a far luce sull'uso delle sostanze stupefacenti,
comprese le cosiddette "droghe leggere", la cui diffusione tra
i giovani è a dir poco allarmante; di indagare sulle attività
svolte dalle comunità terapeutiche pubbliche e private, al
fine di verificare la loro
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utilità effettiva sul recupero dei tossicodipendenti, nonché
le condizioni in cui operano.
La Commissione dovrà altresì verificare lo stato di
attuazione delle normative vigenti, valutando la loro
incidenza nella lotta al fenomeno e la loro capacità di
combattere il traffico ed il commercio dei prodotti
stupefacenti, nonché acquisire conoscenze sulle misure
adottate all'estero per la prevenzione e la soluzione del
fenomeno, onde consentire un'analisi comparata degli
interventi apportati.
Approfondito lo studio sulla materia, la Commissione,
tenendo opportunamente informato il Parlamento sull'attività
svolta, suggerirà le necessarie soluzioni al fine di debellare
il fenomeno o almeno ridurne la diffusione. Non si ritiene,
infatti, condivisibile la tesi di chi, definendosi
antiproibizionista e garante dei diritti dell'uomo,
nega la possibilità d'intervento dello Stato nella lotta alla
droga. Denunciando una illegittima invasione della sfera
privata da parte del potere pubblico costoro dimenticano che
tra i compiti dello Stato, il più importante è proprio quello
della tutela della salute, lato sensu intesa, dei suoi
cittadini. Non può, altresì, negarsi che l'uso di qualsivoglia
droga, pesante o leggera che sia, alteri, più o meno
irreversibilmente, l'equilibrio psico-fisico della persona.
Lo Stato, dunque, non può esser tenuto fuori con la
semplicistica motivazione per cui ognuno fa di sé ciò che
vuole, dal momento che chi si avventura nel tunnel del non
ritorno, non sa cosa realmente voglia, e anche in
considerazione dell'enorme ed incalcolabile costo, economico
ma soprattutto sociale, che la tossicodipendenza determina.
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