| Onorevoli Colleghi! -- Tra le censure più gravi che si
muovono alla partitocrazia ci sono senza dubbio quelle del
perverso rapporto instaurato, attraverso l'occupazione
istituzionale, con lo scambio tra consenso e clientela
politica. La quale non si manifesta solo attraverso il
conferimento illegittimo di appalti o la stipula di
concessioni ma anche attraverso l'affidamento di favore di
incarichi professionali, in violazione del fondamentale
principio amministrativo dell'obbligo di imparzialità della
pubblica amministrazione.
Gli effetti di questo bassissimo livello gestionale
dell'amministrazione pubblica sono gravissimi e molteplici,
specie nei comparti tecnici e forensi.
Assistiamo così da un lato alla completa emarginazione
degli uffici tecnici e
di quelli legali (con la conseguente dequalificazione e
frustazione dei professionisti addetti) e dall'altro al
cumulo di incarichi da parte di professionisti senza scrupoli
- che proliferano all'ombra ed al servizio di amministratori
comunali, delle unità sanitarie locali, delle province e delle
regioni - anch'essi privi di senso morale, se il cumulo
assurdo di incarichi e laute parcelle professionali provocano,
tra i tanti liberi professionisti esclusi, il triste fenomeno
della sottoprofessione e quello non meno censurabile di una
miriade di professionisti sottopagati che hanno il solo
compito di prestare il loro nome e la loro firma.
Desideriamo occuparci con questa proposta, alla quale ne
seguiranno altre sulla committenza delle società a
partecipazione statale e delle aziende autonome,
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della regolamentazione degli incarichi forensi.
E' sugli incarichi giudiziari che questa proposta di legge
si sofferma, chiedendo alla vostra sensibilità e
responsabilità di volerla approvare per contribuire alla
cancellazione del triste fenomeno del "voto di scambio" e del
consenso e dell'esercizio del potere acquisito e "legittimo"
non per scelta politica ma con la induzione alla
"prostituzione" - anche se la parola sembra forte -
professionale.
La nostra proposta di legge - che si riferisce
all'affidamento di incarichi agli avvocati procuratori sia per
attività di consulenza che relativamente ai mandati giudiziari
- instaura il registro degli incarichi professionali presso
gli enti interessati e collega l'affidamento degli incarichi
ad un tetto di valore ed al principio della rigida rotazione
tra coloro che risultano iscritti, precisandosi nell'allegato
articolato tutti i particolari a garanzia dell'affidamento,
non clientelare ma equilibrato e diffuso, dei relativi
incarichi.
Ai consigli dell'ordine, affidatari della tenuta dei
relativi albi professionali, viene delegata la vigilanza sulla
corretta tenuta degli elenchi e sull'applicazione
delle relative norme per l'affidamento degli incarichi.
Onorevoli colleghi, come abbiamo brevemente indicato più
sopra, la questione di fondo che va affrontata è quella di
rendere uguale per tutti la possibilità effettiva di accesso
agli incarichi professionali, cancellando i privilegi in
favore di pochi eletti per volontà del partitismo, figlio
legittimo e non degenere di un sistema politico per sostituire
il quale, quando finalmente saranno approvate le urgenti ed
indispensabili riforme istituzionali, sarà comunque tardi.
Nell'esprimere la certezza che lo schieramento -
trasversale ai vari gruppi parlamentari - di coloro che il
sistema dei partiti vogliono profondamente rinnovare e
cambiare, sia più ampio di quello di coloro che vogliono
invece conservarlo per non perdere i vantaggi diretti ed
indiretti della "rendita di posizione" partitocratica,
confidiamo nell'approvazione da parte vostra della presente
proposta di legge, per realizzare così un passo avanti sulla
strada della giustizia sociale e della sovranità popolare,
espropriata dal clientelismo partitocratico.
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