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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


31070
DDL2554-0002
Progetto di legge Camera n. 2554 - testo presentato - (DDL12-2554)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2554. TESTIPDL
...C2554.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2554 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- La legge 1^ giugno 1990, n.
  137, ha trasformato l'Ente Autonomo la Triennale di Milano da
  istituzione meramente espositiva con attività periodica (una
  rassegna ogni tre anni) in istituzione di attività permanente
  con il compito di svolgere "attività di ricerca, di
  documentazione e di esposizione settoriale e interdisciplinare
  nei campi dell'architettura, dell'urbanistica, dell'arte
  decorativa, del  design,  dell'artigianato, della
  produzione industriale, della moda, della comunicazione
  audiovisiva e di quelle espressioni artistiche e creative che
  a diverso titolo ad essi si riferiscono".
    Con questi presupposti il consiglio di amministrazione in
  carica ha varato un intenso programma di attività
  documentarie, espositive, convegnistiche, e pubblicistiche.
  Dall'autunno 1994 il Palazzo dell'arte è aperto al
  pubblico in modo continuativo.
    Questo corso radicalmente nuovo della vita e dell'attività
  dell'Ente, che ne rivoluziona il ruolo nel panorama culturale
  italiano e la fruibilità da parte del pubblico, potrebbe
  essere seriamente compromesso a causa del perdurare di
  condizioni totalmente inadeguate riguardo alle risorse umane
  di cui l'Ente dispone.
    La definizione dei nuovi compiti dell'Ente sancisce precise
  istanze espresse dal mondo della cultura da oltre un decennio
  nei confronti di un'istituzione che sembrava portare in sé
  potenzialità ben superiori alla semplice organizzazione
  periodica di una Esposizione internazionale.
    Tale attività, infatti, sebbene avesse contribuito in
  passato a promuovere
 
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  scambi culturali ed economici importanti ed a favorire
  l'affermarsi di un'immagine "internazionale" di Milano e
  dell'Italia, in particolare per quanto riguarda la qualità del
  prodotto industriale, aveva subito il contraccolpo delle
  trasformazioni culturali e sociali degli anni '70.
    Nel 1975 l'Ente era stato inserito fra quelli previsti
  dalla legge 20 marzo 1975, n. 70, per il riordinamento degli
  enti pubblici, legge che tuttora ne condiziona il rapporto di
  lavoro col personale dipendente nonché l'amministrazione e la
  contabilità (ovviamente anche attraverso successivi
  regolamenti che ad essa fanno riferimento).
    Ma la solida tradizione, la sperimentata capacità di
  aggregare forze intellettuali ed economiche, la disponibilità
  di uno spazio unico in italia (e non solo) convogliavano sulla
  Triennale le aspettative per la realizzazione, anche nel
  nostro Paese, di una struttura destinata a comunicare cultura
  in maniera adeguata alle trasformazioni in corso nel mondo
  contemporaneo.
    La volontà degli amministratori di allora, condivisa e
  supportata dal personale, di rispondere a questa forte istanza
  faceva sì che, dalla fine degli anni '70 e per tutti gli anni
  '80, la Triennale fosse capace di offrire al pubblico un
  cospicuo numero di mostre (alcune delle quali rimaste
  memorabili) e di altre attività, riuscendo a riacquistare
  credito sia sul piano economico (il finanziamento passò da 80
  milioni a 5 miliardi annui) che su quello del prestigio, anche
  internazionale, come dimostrano il successo delle ultime
  esposizioni internazionali (1988 e 1992) e la riassunzione di
  un posto privilegiato in seno al  Bureau International des
  Expositions.
    La legge del 1990 ha costituito però un cambiamento
  radicale, conferendo legittimità e nuovo impulso ad una
  attività che, sebbene tra molte difficoltà, aveva
  caratterizzato il precedente decennio.  Ha dato, in
  particolare, la possibilità di trattare a pieno titolo, in
  aggiunta agli ambiti tematici tradizionali, nuove discipline
  quali la moda e la comunicazione audiovisiva, nonché di
  offrire legittimo spazio all'interdisciplinarietà.
    L'attuale consiglio di amministrazione, insediatosi nel
  luglio del 1993, ha quindi affrontato il compito di dare
  attuazione a quella legge.
    Come primo passo ha stipulato una convenzione con il comune
  di Milano per l'uso permanente del Palazzo dell'arte.  Ha poi
  iniziato un piano di lavori volti a rendere il Palazzo un
  centro di incontro per gli studiosi e il pubblico, un luogo
  accogliente fruibile in qualsiasi giorno dell'anno.
    Al piano terreno, su progetto di Umberto Riva, sono stati
  sistemati ampi spazi di accoglienza e rappresentanza -
  l'ingresso, con guardaroba e biglietteria, e l'"Impluvium",
  destinato a convegni e incontri - mentre sono in corso di
  realizzazione libreria e caffetteria; sempre al piano terra,
  Gae Aulenti ha progettato la "Galleria", 1500 metri quadrati
  di superficie espositiva allestiti in via permanente per
  presentare mostre, sia prodotte sia ospitate, ottemperando ai
  più aggiornati requisiti tecnici per la sicurezza e la
  conservazione dei materiali esposti.
    Al piano giardino, con affaccio sul parco Sempione, è in
  corso di sistemazione il Centro di documentazione, progettato
  da Angelo Cortesi, comprendente la biblioteca e l'archivio
  storico e fotografico della Triennale, nonché gli archivi
  informatizzati dei piani urbanistici (nazionale) e del
  design  (internazionale).
    Dall'ottobre del 1994 il Palazzo è permanentemente aperto
  al pubblico, con un programma fittissimo di attività.
    Un discorso particolare meritano le attività permanenti,
  varate anch'esse nel corso dell'ultimo anno nell'ambito di
  quella competenza di ricerca e documentazione auspicata dalla
  legge, i cui primi risultati saranno presto visibili: il Museo
  del  design,  di cui un primo nucleo scaturirà dalla
  mostra sul  Design  italiano dal '45 al '63, attualmente
  in corso, l'Archivio internazionale del  design  e
  l'Archivio nazionale dei piani urbanistici, ambedue
  informatizzati (di cui è stato recentemente presentato un
  primo campione) l'Osservatorio della moda e l'Archivio storico
  della Triennale.
 
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    Infine, la tradizionale e gloriosa Esposizione
  Internazionale, arrivata alla sua diciannovesima edizione, sul
  cui tema "Identità e differenze" si è dibattuto in un
  seminario-mostra lo scorso novembre, si terrà nel 1996 con il
  contributo di un gruppo internazionale di esperti.
    Non solo la Triennale offre cultura e servizi, ma mette
  parte dei suoi spazi a disposizione di chi voglia a sua volta
  fare promozione di cultura su temi pertinenti con la sua
  attività.
    A questo punto non è difficile valutare come, in questi
  ultimi mesi, si stiano verificando quelle condizioni,
  perseguite da anni, tali da rendere la Triennale
  un'istituzione vivace e moderna, capace di richiamare
  competenze di altissimo livello, di compendiare tradizione e
  attualità, di dialogare con analoghe istituzioni e con un
  pubblico, di specialisti e appassionato, che sempre più
  travalica l'ambito cittadino.
    Risulta evidente quale importanza abbiano, in un quadro
  come quello qui adombrato, le risorse umane che consentono
  alle attività dell'Ente di prendere forma e di svilupparsi con
  efficienza.  Dalla prima idea, al progetto completo, alla
  realizzazione concreta di un'attività, sino alla sua
  comunicazione efficace, il personale dell'Ente, di questo vera
  struttura portante, ne segue passo passo ogni fase.  Le
  iniziative, sempre nuove e diverse tra loro, richiedono
  sensibilità per i contenuti, familiarità con discipline e
  competenze diverse, capacità previsionali, organizzative e di
  gestione dei rapporti umani, conoscenza delle procedure
  amministrative, pianificazione e rispetto delle scadenze,
  insomma una complessa professionalità coniugata ad un'alta
  efficienza.  Tradotto in termini di pianta organica, quanto
  sopra detto significa una struttura consistente, ma pur sempre
  agile, che dia ampio spazio e riconoscimento alle funzioni
  intellettuali ed organizzative di alto livello.
    La struttura attuale, composta da alcuni dipendenti con
  lunga anzianità e consolidata esperienza e da altri reclutati
  negli anni '80 con severi concorsi nazionali, svolge da anni
  le funzioni sopra descritte in condizioni drammatiche: la
  pianta organica
  e le qualifiche rivestite sono ancora quelle risalenti
  al primo inquadramento avvenuto in seguito alla legge n. 70
  del 1975, vale a dire un organico di 21 elementi con
  qualifiche che vanno dal III al VII livello (in realtà i
  dipendenti effettivi sono addirittura 16).
    Già prima dell'entrata in vigore della legge del 1990, in
  ragione dell'attività realmente svolta, la Triennale aveva
  chiesto di poter ampliare l'organico a 28 elementi con un
  incremento proporzionalmente maggiore delle qualifiche
  superiori.
    I ripetuti blocchi delle assunzioni (che hanno impedito
  persino di reintegrare i posti rimasti vuoti negli ultimi anni
  per pensionamento, dimissioni o trasferimento di alcuni
  dipendenti) e la legge intervenuta nel 1993 hanno aggravato e
  congelato una situazione già insostenibile.
    Il personale attualmente in forza (16 unità), preparato e
  altamente motivato, ha finora supportato e reso possibile
  quanto la Triennale ha realizzato, superando con abnegazione e
  senso di responsabilità gli ostacoli e le difficoltà che hanno
  scandito la lunga preparazione del "salto" compiuto dall'Ente
  nell'ultimo periodo.
    Ma la situazione è oggi al limite del collasso: per poter
  consolidare e completare il proprio rinnovamento la Triennale
  ha bisogno di rafforzare la propria struttura, rendendola
  pienamente funzionale ai compiti statutari e conferendo il
  giusto riconoscimento alle professionalità presenti.
    Sarebbe insensato, ingiusto e deleterio, sia sotto il
  profilo culturale che economico, troncare il processo di
  sviluppo di questo Ente, che è oggi unanimemente riconosciuto
  sia in Italia che all'estero.
    Di qui l'esigenza che, all'interno della nuova tabella
  organica, il consiglio di amministrazione sia messo in grado
  di provvedere ad attribuire al personale interno le posizioni
  corrispondenti alle attività svolte, nel pieno riconoscimento
  delle professionalità acquisite e risultanti da atti certi e
  documentati.
    E' per i motivi sopra esposti che viene presentata la
  seguente proposta di legge, intesa a consentire all'Ente
  Autonomo la
 
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  Triennale di Milano di assolvere ai propri compiti di
  istituto anche attraverso l'incremento della pianta organica
  ed il nuovo inquadramento del personale dipendente in
  servizio, riconoscendo a quest'ultimo quelle funzioni di
  ideazione, promozione, coordinamento e controllo sia delle
  attività e procedure interne sia delle molte professionalità
  esterne di cui l'Ente di volta in volta si avvale.
    Il provvedimento prevede altresì di delegare il ridisegno
  della pianta organica e
  le modalità di inquadramento di cui sopra al consiglio di
  amministrazione dell'ente, organo per sua natura atto a far
  fronte ad esigenze mutevoli nel tempo e che vede al suo
  interno e nel collegio dei revisori dei conti la presenza di
  rappresentanti della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri
  vigilanti.
    La presente proposta non rappresenta onere per lo Stato, in
  quanto non comporta modifiche al contributo erogato all'Ente a
  norma di legge.
 
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