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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


31077
DDL2556-0002
Progetto di legge Camera n. 2556 - testo presentato - (DDL12-2556)
(suddiviso in 19 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2556. TESTIPDL
...C2556.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2556 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Con la presente proposta di
  istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle
  convenzioni stipulate dalle unità sanitarie locali del Veneto
  con strutture private, si intende affrontare il problema dei
  rapporti tra la sanità pubblica e quella privata, diventato
  ancora più scottante a seguito della attuazione della
  riorganizzazione ospedaliera prevista dalla recente
  legislazione regionale.
    La finalità primaria della presente proposta di legge è
  quella di far fronte alla preoccupazione che, in sede di
  riorganizzazione ospedaliera, la regione Veneto adotti criteri
  che, più o meno coscientemente, ridimensionino il servizio
  pubblico favorendo quello privato.  La possibilità è fondata e
  tale preoccupazione può dunque essere giustificata.
    Bisogna anche però tenere conto di due considerazioni:
        a)  l'istituto del "convenzionamento" è in corso di
  sostituzione con quello dell'"accreditamento" di cui al comma
  5 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e
  successive modificazioni;
        b)  con l'accreditamento le strutture private
  assumono dignità pari alle strutture pubbliche: cade l'obbligo
  del ricorso prioritario alla struttura pubblica, l'assistito
  acquisice l'effettivo diritto di libera scelta sulla base del
  gradimento delle prestazioni offerte.
    Non a caso il comma 7 dell'articolo 6 della legge 23
  dicembre 1994, n. 724, ha abrogato quella parte del comma 5
  dell'articolo 8
 
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  del decreto legislativo n. 502 del 1992, la quale
  stabiliva che le unità sanitarie locali per l'erogazione delle
  prestazioni, si avvalgono dei propri presidi, delle aziende
  ospedaliere e di altre istituzioni pubbliche (ospedali
  militari) o private "sulla base di criteri di integrazione con
  il servizio pubblico".
    Va anche tenuto conto del fatto che (articolo 4 della legge
  30 dicembre 1991, n. 412, richiamato dal comma 7 dell'articolo
  8 del citato decreto legislativo n. 502 del 1992) è previsto
  il pagamento delle prestazioni sulla base di una tariffa
  adottata con legge regionale, valida sia per il pubblico (da
  applicare entro tre anni) che per il privato (applicata dal 1^
  gennaio 1995), che renderà la prestazione tanto più
  vantaggiosa quanto migliori sono le capacità organizzative e
  gestionali della struttura.  In altre parole la preoccupazione
  che la soppressione di determinati servizi pubblici possa
  favorire quelli privati (meglio organizzati) dovrebbe venire
  meno per il fatto che, con la nuova legislazione, la scelta
  non è più condizionata dal diritto di priorità concesso al
  servizio pubblico dalla legislazione precedente, ma è libera
  manifestazione della volontà del cittadino che può scegliere,
  tra pubblico e privato, quello che offre prestazioni
  migliori.
    Tutto ciò premesso, si deve inoltre giustificare il perché
  si propone il mezzo della inchiesta parlamentare per far luce
  su tale eventualità che può ancor più distorcere il problema
  della "malasanità" nel nostro Paese.  E ciò è dovuto al fatto
  che ormai solo e soltanto il Parlamento, ancor più del mezzo
  legislativo, che poi ha sempre problemi di incerta attuazione,
  può costituire lo strumento idoneo a risolvere situazioni in
  atto meritevoli di soluzioni chiare e durature.
    Giustificata dunque la struttura prescelta, occorre
  illustrare ulteriori considerazioni sul contenuto della
  proposta di legge.
    Chiara la motivazione sostanziale che la giustifica:
  soprattutto in questi ultimi mesi nei quali, tra le altre, la
  regione Veneto ha iniziato l'opera di riorganizzazione delle
  strutture ospedaliere, i sindaci dei comuni ove insistono
  nosocomi soggetti a forte ridimensionamento o chiusura,
  sostenuti dalle popolazioni delle località interessate, hanno
  organizzato pubbliche manifestazioni di protesta contro la
  tanto decantata riorganizzazione ospedaliera.  I criteri
  adottati dalla regione Veneto nella ripartizione delle
  competenze tra soggetti pubblici e privati sono rispondenti
  soprattutto a interessi politici e particolaristici, anziché
  essere razionali e tenere conto di eccezionalità di carattere
  sociale, ambientale, turistico e viario.
    Si riscontra pertanto in questi mesi nei quali la regione
  Veneto studia ed attua la riorganizzazione ospedaliera, che,
  ad esempio, si chiudono e si ridimensionano nel pubblico
  servizi e reparti presenti nelle strutture ospedaliere private
  convenzionate con le unità sanitarie locali.
    Quando i sindaci e i comitati cittadini discutono con i
  rappresentanti politici della regione Veneto della
  riorganizzazione ospedaliera, che dovrebbe tendere ad una
  razionalizzazione della spesa sanitaria e ad un miglioramento
  del servizio stesso, e chiedono che vengano ripensate anche le
  convenzioni con le strutture sanitarie ed ospedaliere private,
  l'argomento volutamente non viene recepito e cade nel
  vuoto.
    Sempre più spesso l'autorità giudiziaria viene interessata
  da parte di associazioni, enti pubblici, politici locali ed
  anche da semplici cittadini della mancata od insufficiente
  corresponsione dei servizi sanitari da parte delle strutture
  private convenzionate.
    L'autorità giudiziaria si vede, dunque, investita di un
  compito arduo: quello di verificare la rispondenza al vero di
  quanto da più parti lamentato in ordine alla mancata od
  insufficiente corresponsione di servizi sanitari, così
  malamente ripartiti tra pubblico e privato.
    Risulta necessario, allora, armonizzare questo rapporto
  attraverso l'individuazione e la repressione di comportamenti
  ed azioni che dequalificano la realtà sanitaria ed ospedaliera
  con l'obiettivo manifesto di favorire strutture private al di
  là delle
 
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  reali ed oggettive necessità tecniche e professionali.
    La istituenda Commissione parlamentare di inchiesta avrà,
  dunque, il compito di accertare la concreta situazione dei
  servizi sanitari prestati ai cittadini e di rilevare le
  irregolarità che, purttroppo, caratterizzano la ripartizione
  degli stessi tra il settore pubblico e quello privato.
    E confidiamo nella approvazione della stessa da parte degli
  onorevoli colleghi, e soprattutto nel proficuo lavoro di
  indagine a cui vorranno adempiere coloro che verranno chiamati
  alla responsabilità operativa di tale Commissione, nella utile
  prospettiva di fare la più ampia luce in un settore nel quale
  tanti mali oscuri hanno così dolorosamente danneggiato il
  nostro Paese.
    Più precisamente, si intende sapere se le unità sanitarie
  locali del Veneto abbiano, fino ad oggi, stipulato convenzioni
  con soggetti privati sulla base di effettive necessità e
  carenze della sanità pubblica o se, più verosimilmente,
  abbiano soddisfatto interessi di parte; si vuole conoscere la
  pregnanza e la frequenza dell'impegno della regione Veneto nel
  controllare l'attività dei privati convenzionati; se la
  normativa vigente, relativa al nuovo regime
  dell'accreditamento che ha sostituito quello delle
  convenzioni, ha effettivamente trovato applicazione.
 
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