| Onorevoli Colleghi! -- La conclusione anticipata della
precedente legislatura non ha consentito di portare a termine
l' iter della presente proposta di legge e delle altre
collegate nonostante che la lunga e approfondita discussione
svolta presso la Commissione affari sociali avesse prodotto
l'approvazione di un testo unificato.
Su tale testo erano convergenti i pareri favorevoli delle
forze politiche componenti la Commissione, che aveva
ripetutamente consultato esperti ed amministratori interessati
con la finalità di dare la più ampia attualità alla proposta
stessa.
Va ricordato che per due volte detta proposta di legge è
stata assegnata in sede
legislativa; una prima volta era stata ritirata per
l'intervento del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, che intendeva alienare le terme ex
EAGAT nell'ambito della liquidazione dell'EFIM. La seconda
assegnazione non è andata a buon fine per la conclusione della
legislatura, come già ricordato.
Diventano sempre di più validi i motivi per portare a
termine l' iter legislativo della presente proposta di
legge in quanto si aggravano le condizioni socioeconomiche
delle realtà territoriali interessate le quali vengono colpite
non solo dal calo dei curandi ma anche dalla riduzione delle
attività indotte e collegate al termalismo.
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La proposta di legge definisce il ruolo delle cure termali
e le modalità di erogazione nell'ambito del Servizio sanitario
nazionale, attribuendo alle regioni un ruolo centrale.
Gli articoli 6, 7 e 8 riguardano l'erogazione da parte
dell'INPS e dell'INAIL di
prestazioni termali a scopo di prevenzione secondaria e
terziaria e del trattamento terapeutico riabilitativo delle
diverse situazioni cliniche. Gli articoli 10, 11, 12, 13 e 14
contengono le disposizioni relative alle aziende termali già
inquadrate nell' ex EAGAT.
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