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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3182
DDL0199-0002
Progetto di legge Camera n. 199 - testo presentato - (DDL12-199)
(suddiviso in 16 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C199. TESTIPDL
...C199.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC199 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Nelle precedenti legislature a
  partire dagli anni cinquanta molti parlamentari hanno
  presentato diversi progetti di legge tendenti ad intervenire
  in una materia alquanto delicata, ma che era giustamente
  ritenuta meritevole di norme atte a riportare precise regole
  in un settore che, pur vedendo funzionanti sul territorio
  nazionale ben quattro case da gioco, non era supportato da
  alcuna legge che ne prevedesse la presenza e ne dettasse i
  criteri di controllo della gestione.
    Infatti queste quattro case da giuoco sono operanti, pur in
  presenza degli articoli 718 e seguenti del codice penale che
  vietano espressamente il gioco d'azzardo su tutto il
  territorio nazionale, senza che vi sia una legge che deroghi
  espressamente -
  come necessario in materia penale - a questo divieto.
    Per questi motivi - e per gli altri che successivamente
  illustreremo - nella X legislatura furono presentate alla
  Camera dei deputati ben dieci proposte di legge che poi la
  Commissione attività produttive, con un lavoro lungo ed
  impegnativo, riuscì a trasferire in un testo unificato, frutto
  di ampie convergenze politiche dovute alla disponibilità ed al
  contributo dei parlamentari di tutti i gruppi presenti in
  Commissione, sia di maggioranza che di opposizione.
    Questo risultato, di per sé indicativo di una legge da
  tutti ritenuta necessaria, deve impegnare il Parlamento a dare
  una risposta urgente alle problematiche che l'assenza di una
  norma legislativa solleva in
 
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  una materia delicata com'è appunto il gioco d'azzardo.
    Questa convinzione maturò nella X Commissione della Camera
  dei deputati perché l'approfondimento della materia,
  attraverso un lavoro di ricerca sulla legislazione vigente nei
  Paesi europei e negli Stati Uniti, unitamente a verifiche
  dirette  in loco,  ha consentito di percepire con
  chiarezza i problemi insiti nella paradossale situazione del
  nostro Paese, unico Stato in Europa privo di una legislazione
  in materia, ma con alcuni  casinò  funzionanti!
    A questo punto non possiamo non ricordare come su questo
  specifico argomento sia stata emanata dalla Corte
  costituzionale la sentenza n. 152 del 6 maggio 1985, nella
  quale dichiara che: "mentre è messa in grado di esaminare per
  la prima volta profili di legittimità costituzionale che
  riguardano le case da gioco aperte nel nostro Paese, non può
  esimersi dal rilevare che la situazione normativa formatasi a
  partire dal 1927 è contrassegnata da un massimo di
  disorganicità...  Si impone quindi la necessità di una
  legislazione organica che razionalizzi l'intero settore...".  E
  conclude: "queste esigenze di organica previsione normativa su
  scala nazionale (le quali si fanno valere soltanto
  nell'ipotesi che il legislatore voglia mantenere le deroghe
  agli articoli 718 e 722 del codice penale), vanno soddisfatte
  in tempi ragionevoli, per superare le insufficienze e
  disarmonie delle quali si è detto".
    Da questo preciso e chiaro richiamo della Corte
  costituzionale discende, in modo inequivocabile, onorevoli
  colleghi, che, non avendo il Parlamento ottemperato nei tempi
  ragionevoli (sono già trascorsi quasi nove anni), alla
  predisposizione di una "organica previsione normativa su scala
  nazionale" - alla cui approvazione è strettamente correlata,
  secondo la Corte costituzionale, la possibilità di mantenere
  le deroghe agli articoli 718 e 722 del codice penale - anche
  le attuali quattro case da gioco sono ormai da ritenersi in un
  quadro di "insufficienze e disarmonie" legislative non più
  accettabili in un momento in cui la chiarezza legislativa e la
  trasparenza delle situazioni sono indispensabili, da parte dei
  partiti e delle istituzioni (leggi: Ministero dell'interno),
  in ordine ad una materia delicata come quella in questione.
    Dalla necessità di regolamentare l'esistente e di sopperire
  all'assenza di una legislazione in grado di affrontare le
  problematiche del settore, si è mossa la X Commissione nella X
  e nella XI legislatura, per pervenire ad un testo unificato
  che si pone l'ambizioso obiettivo di predisporre una nuova
  regolamentazione per moralizzare il settore.
    Riteniamo, infatti, che non si possa affrontare una materia
  tanto delicata ponendoci solo il problema di mettere al riparo
  la situazione esistente dai divieti del codice penale,
  attraverso l'approvazione di una organica normativa su scala
  nazionale, ma anche quello di dare una risposta ai problemi
  morali e politici che la enorme diffusione del gioco d'azzardo
  sul territorio nazionale pone a tutti.
    Riteniamo inoltre che, per le ripercussioni economiche e
  sociali, oltre che morali (che sono indubbiamente di grande
  valenza per i credenti), che il gioco d'azzardo ha, il
  Parlamento sia obbligato ad un intervento legislativo che sia
  finalizzato e che porrebbe fine anche a gran parte delle
  problematiche delle cosiddette "bische clandestine", che sono
  una realtà fortemente diffusa su tutto il territorio nazionale
  e che sono in grado di manovrare, come risulta dalle ricerche
  non solo di tipo giornalistico ma anche di istituti di ricerca
  nazionali, diverse migliaia di miliardi, somme che vengono
  gestite, normalmente, dalla criminalità organizzata e
  reimpiegate in attività criminose di valenza penale molto più
  grave (droga, usura, ricettazione, eccetera) rispetto al gioco
  d'azzardo clandestino.
    E' noto infatti come le bische clandestine siano anche, per
  la delinquenza di piccolo-medio spessore, non solo uno
  strumento di finanziamenti di altre attività illecite, ma
  anche un mezzo di corruzione e di ricatto che consente di
  avvicinare, "spennare" e poi ricattare personaggi importanti e
  insospettabili della vita pubblica ai vari livelli locali,
  ottenendo
 
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  quindi omertà e coperture nell'apparato pubblico, attraverso
  le quali, spesso, si costruiscono carriere criminali di grosso
  livello.
    Noi siamo convinti che una presenza adeguata su tutto il
  territorio nazionale di case da gioco pubbliche, private e
  controllate in base ad una normativa rigorosa come quella
  della presente proposta di legge, ridurrebbe drasticamente -
  anche se non si avrebbe una loro eliminazione totale - il
  fenomeno delle bische clandestine.
    Mentre sottolineiamo questa prioritaria necessità di
  trasparenza e di moralizzazione di un settore come il gioco
  d'azzardo, fenomeno largamente presente in tutti gli strati
  sociali del nostro Paese e tenacemente sostenuto dallo stesso
  Stato in molti suoi aspetti ("gioco del lotto", che si rivolge
  peraltro proprio ai meno abbienti con probabilità di vincita
  decine di volte inferiori che non alla  roulette;  "corse
  dei cavalli", dove si puntano liberamente anche cifre enormi
  con scarsissimi controlli sulla regolarità delle corse a
  garanzia dei giocatori; e via via a tutti gli altri, dal
  totocalcio all'enalotto ed alle varie lotterie, tanto che
  possiamo ritenere non infondata l'accusa di chi dice: "Stato
  biscazziere!"), ciononostante riteniamo, proprio sulla base
  degli accertamenti ed anche delle verifiche fatte  in loco
  da alcuni deputati della X Commissione della Camera dei
  deputati nella X legislatura, di poter sfatare l'idea della
  presenza di fenomeni negativi come droga, prostituzione e
  mafia all'interno dei quattro  casinò  esistenti.
    Vi sono certamente stati episodi di corruzioni e ruberie,
  ma sono riconducibili non alla struttura in sé, ma alla
  presenza di alcuni (fortunatamente pochi!)  croupiers
  disonesti, spesso in accordo con amministratori locali
  corrotti: ma questo, onorevoli colleghi, è stato reso
  possibile proprio da una precisa responsabilità del Governo e
  del Parlamento che sino ad oggi non hanno ritenuto di
  intervenire per regolamentare, con norme di legge adeguate, la
  presenza e la gestione di strutture nelle quali ogni giorno
  passano cifre enormi, tali sicuramente, in mancanza di severe
  regole, da "indurre in tentazione" i più sensibili a questo
  tipo di "sirena".
    Certamente le case da gioco sono strutture fortemente
  promozionali per il turismo e quindi la loro localizzazione
  può portare con sé (od anche aumentarli considerevolmente se
  già presenti) quei fenomeni negativi che sono tipici dei
  centri a forte sviluppo turistico; questo non può impedirci di
  regolamentare il settore ma deve semmai obbligare, come noi
  abbiamo fatto nella presente proposta di legge, a tenere ben
  evidente il problema al momento della indicazione delle sedi
  ove localizzare le nuove case da gioco.
    Ma vi sono anche, onorevoli colleghi, precisi motivi di
  ordine economico e sociale a sostegno della necessità di
  regolamentare, con una adeguata presenza su tutto il
  territorio nazionale, le case da gioco.
    Come tutti sappiamo, dal 1^ gennaio 1993 si ha la
  possibilità di circolare liberamente, non solo come persone ma
  anche come capitali, tra i vari Stati.  Ebbene, il nostro Paese
  in questo settore si presenta con solo quattro case da gioco,
  disposte tutte nel nord del nostro territorio, mentre è
  circondato da ben 346 case da gioco presenti negli altri Paesi
  europei.
    Se pensiamo che, già ora, noi siamo i migliori clienti dei
  casinò  europei (si organizzano voli aerei appositi verso
  Malta, Nizza, Montecarlo, eccetera) cosa succederà, sul piano
  economico-finanziario, in futuro?
    E' ipotizzabile che si possa continuare a mantenere una
  tale disparità, rispetto agli altri Paesi europei, sia nel
  numero che nella localizzazione su scala nazionale, facendo
  mancare uno strumento promozionale come questo alla nostra
  industria turistica rispetto a quella di altri Paesi nostri
  concorrenti?  Noi pensiamo di no!
    Ma vi è, a nostro parere, dal punto di vista
  economico-sociale anche un altro motivo che ci spinge a
  presentare la presente proposta di legge.
    Infatti, come abbiamo già detto, le case da gioco sono
  strutture fortemente promozionali per il turismo, per cui
  riteniamo che la loro localizzazione possa essere
  positivamente utilizzata per un più adeguato
 
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  sviluppo di aree turistiche che necessitano di ulteriori
  incentivazioni.  In effetti, l'esperienza europea dimostra che,
  normalmente, esse sono localizzate in centri turistici
  medio-piccoli perché, oltre ad un riequilibrio territoriale,
  consentono maggiori possibilità di controllo dal punto di
  vista dell'ordine pubblico rispetto ai centri turistici più
  congestionati.
    Onorevoli colleghi, la proposta di legge che presentiamo
  alla vostra attenzione risponde completamente, a nostro
  parere, alle problematiche sottolineate dalla Corte
  costituzionale nella ricordata sentenza n. 152 del 1985, in
  quanto regolamenta in modo organico su scala nazionale:
      1) l'esistenza delle quattro case da gioco già presenti
  sul territorio, riconducendole, nei tempi e nei modi più
  consoni, ad una normativa di legge comune per tutto il settore
  (articolo 1);
      2) l'indicazione delle nuove case da gioco, con il
  coinvolgimento di tutte le regioni attraverso la previsione di
  ambiti territoriali comprendenti una o più regioni, in modo da
  rendere la localizzazione dei nuovi  casinò  la più
  equilibrata possibile dal punto di vista del territorio, del
  numero degli abitanti e delle caratteristiche socio-economiche
  degli ambiti regionali interessati (articolo 1);
      3) l'indicazione delle nuove localizzazioni che in sede
  di prima applicazione, è fatta direttamente per legge
  (trattandosi di una deroga al codice penale, quindi di
  competenza del Parlamento), ma con previsione di intervento
  della regione nelle fasi successive (articolo 1);
      4) la gestione, che viene affidata in concessione, da
  parte dei comuni destinatari dell'autorizzazione,
  esclusivamente a società private ma con un forte controllo del
  Ministero dell'interno attraverso l'istituzione e con la
  previsione per legge di incisivi controlli sulla proprietà e
  altro (articoli 4 e 5); con questa scelta viene fatta
  chiarezza tra il ruolo del comune concedente ed il momento
  gestionale, in quanto il comune eserciterà esclusivamente
  compiti di controllo sull'attività di gestione (unitamente
  all'istituendo Comitato di coordinamento e di vigilanza
  (articolo 9), per cui non vi sarà alcuna compromissione tra
  amministratori locali controllori-controllati (vedi frequenti
  casi di corruzione avvenuti nei nostri  casinò  a gestione
  pubblica), realizzando quindi la massima trasparenza;
      5) criteri di gestione molto precisi e severi che, con
  l'accoglimento di suggerimenti di esperti del settore,
  consentono di addivenire ad una gestione formalmente e
  sostanzialmente corretta, impedendo o rendendo molto
  improbabile fatti penalmente perseguibili (articoli 6 e
  13);
      6) una equa ripartizione degli utili che, coinvolgendo
  direttamente un ampio numero di enti locali, tutte le regioni
  (e, attraverso esse, tutti i comuni italiani), nonché il
  Ministero dell'interno, consente quella perequazione, in tema
  di distribuzione dei proventi, che la Corte costituzionale
  richiama in modo preciso nella sua sentenza (articolo 7);
  questo darà la possibilità di portare nelle casse pubbliche
  (dello Stato, delle regioni e dei comuni) alcune centinaia di
  miliardi all'anno, cosa che in questo momento di difficoltà
  per la finanza pubblica è certamente importante.  Verrà,
  inoltre, rilanciata l'attività turistica di importanti aree
  del Paese, con notevoli benefìci per l'occupazione diretta (le
  quattro case da gioco esistenti hanno circa 2.600 dipendenti!)
  e indotta in questo settore determinante per l'economia della
  nostra Nazione;
      7) norme molto severe per un controllo permanente sulla
  gestione, attraverso l'istituzione presso il Ministero
  dell'interno di un Comitato di coordinamento e di vigilanza
  (articolo 9), e di un nucleo speciale di polizia (polizia dei
  giochi), alle dipendenze di una istituenda Direzione centrale
  per il controllo degli ippodromi e delle case da gioco (vedi
  articolo 12).
    Il complesso di queste norme è certamente l'unica risposta
  valida per fare si che le case da gioco non possano in alcun
  modo essere utilizzate per attività che potrebbero essere
  motivo di forte preoccupazione,
 
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  come riciclaggio di denaro sporco, tentativi di
  penetrazione mafiosa o camorristica nella gestione,
  eccetera.
    Per quanto attiene il numero delle case da gioco da
  ammettere all'esercizio, è da ricordare la necessità
  costituzionale di una equilibrata presenza su tutto il
  territorio nazionale, per cui il numero di dodici nuove
  autorizzazioni è da ritenersi accettabile.
    Un esempio illuminante per valutare questo aspetto può
  venire dall'Austria che, pur avendo meno abitanti ed anche
  meno potenziale economico della Lombardia, ha sul proprio
  territorio ben 11  casinò!
    Certo la localizzazione delle nuove case da gioco,
  specialmente in aree già ad alto tasso di criminalità e quindi
  con possibili effetti incentivanti dovuti alla sua presenza,
  richiede una particolare attenzione, per cui su questo
  aspetto, come su tutta la materia, il Ministero dell'interno,
  che nel passato ha brillato - inspiegabilmente per
  certi versi, comprensibilmente per altri - per l'azione
  frenante della sua struttura burocratica, dovrà dare un
  contributo doveroso, essenziale e determinante.
    Onorevoli colleghi, a conclusione di questa relazione,
  vogliamo sottolineare nuovamente l'esigenza e l'urgenza di
  approvare in tempi rapidissimi una moderna e severa
  legislazione in materia:
      per adeguare il nostro Paese agli altri Stati di
  diritto;
      per essere presenti in Europa in una situazione analoga a
  quella degli altri Paesi;
      per dare rigorosi strumenti di controllo oggi
  inesistenti.
    Insomma, per fare un'opera di trasparenza e di
  moralizzazione in un settore in cui questi aspetti sono
  estremamente necessari, ma sino ad oggi inesistenti!
 
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