| Onorevoli Colleghi! -- Sono noti lo sdegno e l'allarme
sociale che hanno pervaso i cittadini e l'opinione pubblica,
quando, nell'ambito delle indagini dell'operazione giudiziaria
"mani pulite", si è appresa la notizia che, anche segretari
nazionali, politici od amministrativi, di partiti hanno
assunto la veste di inquisiti in seguito alla contestazione
loro mossa di corposi e circostanziati capi di accusa per
reati varianti dalla ricettazione alla corruzione, dalla
concussione al peculato, dalla malversazione alla violazione
della legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
L'iniziativa penale nei loro confronti sta seguendo il suo
corso e noi abbiamo
ben presente la regola di cui all'articolo 27 della
Costituzione secondo la quale "l'imputato non è considerato
colpevole sino alla sentenza definitiva": tuttavia si ritiene
necessaria - al fine di restituire ai cittadini fiducia nelle
Istituzioni - l'urgente approvazione di una legge che colpisca
in maniera idonea (scioglimento e confisca dei beni)
l'"ossatura" di quei partiti i cui segretari nazionali si
siano resi responsabili dei gravi reati sovramenzionati, ed i
cui conseguenti illeciti profitti (di anche rilevante
consistenza), oltre che avere probabilmente "impinguato" le
loro personali tasche, sono confluiti nelle casse dei relativi
partiti di appartenenza.
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Conseguentemente la presente proposta di legge è stata
formulata nella convinzione di interpretare il pensiero di
tanti cittadini.
Con quanto si propone non si viene a scalfire il principio
della libertà associativa consacrato nell'articolo 49 della
Carta costituzionale: infatti, dopo le sanzioni da noi
previste, i cittadini iscritti ai disciolti partiti sarebbero
pur sempre liberi di associarsi politicamente!
In concreto, il progetto di legge prevede:
a) all'articolo 1, un decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno,
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, per
sciogliere e confiscare i beni di quei partiti i cui
responsabili politici od amministrativi di vertice siano stati
condannati (o dopo un normale processo o dopo il rito
"abbreviato" oppure in seguito a patteggiamento della pena)
per gravi e rilevanti episodi di
corruzione, ricettazione, concussione, peculato, o
malversazione a danno dello Stato, in relazione a quanto
previsto dalla normativa sul finanziamento pubblico dei
partiti;
b) all'articolo 2, l'irrogazione delle medesime
sanzioni anche nelle ipotesi in cui dovessero venire
depenalizzati o amnistiati i reati di cui alla lettera
a);
c) agli articoli 3 e 4, la possibilità di un
sequestro cautelare dei beni disposto con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, una volta iniziata l'azione penale, e la facoltà per
ogni elettore di costituirsi parte civile.
Si auspica che gli onorevoli colleghi vogliano approvare
questa proposta di legge, esprimendo in tal modo un inequivoco
segnale politico volto a ridare ai cittadini la fiducia nelle
Istituzioni.
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