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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3223
DDL0203-0002
Progetto di legge Camera n. 203 - testo presentato - (DDL12-203)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C203. TESTIPDL
...C203.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC203 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Intendiamo ripresentare questa
  proposta di legge, già presentata nella scorsa legislatura.
    L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono
  ancora oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo
  nella integralità dell'articolato e della relazione.
    A tutti è noto il persistente fenomeno dello spopolamento
  della montagna, e più di una volta attraverso la televisione
  abbiamo potuto vedere immagini di deliziosi paesini, o
  agglomerati, a media e alta quota, dove, nelle strade ormai
  deserte, appariva solamente qualche raro anziano.
    Sono paesi che stanno fisiologicamente morendo, nonostante
  da parte dello Stato si sia cercato di arrestare il fenomeno,
  a cominciare dalla legge 25 luglio 1952, n. 991, con la quale
  furono previste erogazioni di mutui per miglioramenti agricoli
  e per l'artigianato.
    Si prevedevano inoltre sussidi da parte dello Stato per
  migliorie agricole, contributi per la gestione dei patrimoni
  silvoculturali, ed altri interventi impegnativi come opere di
  bonifica nell'ambito di un piano generale per la montagna.
    A questa legge fece seguito l'altra del 3 dicembre 1971, n.
  1102 (tanto per citare quelle fondamentali), che creò le
  comunità montane, dettò le norme sulle "comunioni familiari",
  e previde agevolazioni fiscali per i passaggi di proprietà dei
  fondi rustici, la legge 23 marzo 1981, n. 93, sui
  finanziamenti delle comunità montane, nonché la legge 31
  gennaio 1994, n. 97, recante nuove disposizioni per le zone
  montane.
    Nonostante questo indubbio e protratto intervento dello
  Stato, la montagna si spopola.
    Abbiamo di recente ricevuto una memoria della comunità
  montana delle Valli Borbea e Spinti, che è un grido di
  allarme, se non anche di angoscia, che non può essere
  disatteso e che riportiamo nelle sue parti fondamentali.
    "Nella parte medio-alta (di queste valli) da parecchio
  tempo si sta registrando il
 
                               Pag. 2
 
  grave fenomeno dello spopolamento perché è una montagna
  povera dove non si riesce a far confluire investimenti.
    L'economia è andata via via degradando, così che i giovani
  hanno dovuto cercare in massa il lavoro a fondo valle o in
  altre zone.  Sono rimasti gli anziani, per la maggior parte
  pensionati.
    Paesi e piccoli borghi, che avevano nel dopoguerra decine e
  decine e centinaia di abitanti, sono ormai al collasso: alcuni
  sono già completamente disabitati, altri ospitano ancora poche
  unità o qualche decina di pensionati".
    In questa situazione, denuncia la comunità, si sono
  inserite, con tutto il loro peso, recenti disposizioni
  fiscali, tali che "i negozi, le trattorie, che ancora
  rimangono come ultimo presidio di una qualche attività
  economica, sono costretti a chiudere per la gravosità della
  pressione fiscale, troppe tasse, troppi contributi per chi ha
  entrate misere che permettono a stento una vita di mera
  sussistenza.
    Meglio la pensione, se le persone sono anziane; meglio
  l'emigrazione se si è ancora nell'età per cercare altrove
  lavoro".
    E l'esposto prosegue, osservando che: "molto frequentemente
  televisioni e giornali riportano pronunciamenti di forze
  politiche e di personaggi importanti sulla necessità di
  salvare la montagna, affinché rimanga almeno un presidio umano
  a conservare un ambiente così bello, così caratteristico, così
  salubre, che deve comunque essere salvaguardato dal degrado
  dell'incuria e dell'abbandono.
    Si sostiene apertamente che è assolutamente prioritario
  agevolare in tutti i modi l'attività dei montanari".  E qui
  l'esposto diventa amaro: "Nella realtà, poi le cose marciano
  in modo molto diverso.  E' il caso dei registratori di cassa,
  giusta soluzione per cercare di raggiungere una equa parità
  fiscale, ma che sono stati installati in piccoli esercizi,
  quasi insignificanti, ai
  quali a volte occorrono anni di lavoro per ammortizzarne il
  costo di acquisto e di gestione, senza tenere nel debito conto
  il trauma psicologico prodotto in persone prevalentemente
  anziane".
    E la comunità montana non può non porre in rilievo che:
  "così, giorno dopo giorno, negozi e trattorie si dissolvono
  nei paesi della nostra comunità.  Potremmo elencarne molti
  (circa 40), ma ci rincresce soprattutto constatare che
  piccolissimi borghi, con poche decine di abitanti, in
  prevalenza pensionati, debbono restare privi di un servizio
  così necessario come quello della vendita dei generi
  alimentari".
    Poi, quasi un senso di disperata impotenza, ma non ultimo
  anche un filo di speranza. "E tutto questo rigore fiscale nei
  confronti di gente così svantaggiata risalta maggiormente di
  fronte a notizie eclatanti di evasione fiscale, che in questi
  ultimi anni hanno riempito le pagine dei giornali ...  La
  nostra gente prima di cedere di fronte ad una così cruda
  realtà, ricerca l'aiuto ...  Aiutateci a pagare tasse e
  contributi, e noi terremo aperti i nostri negozi, continueremo
  ad offrire un servizio ai pochi pensionati che ancora
  sopravvivono nei nostri borghi".
    Abbiamo, quindi, ritenuto doveroso presentare questa
  proposta di legge che, senza creare "carrozzoni", senza
  incentivare uffici già pletorici, senza proporre nuovi enti di
  gestione miracolistici, intende aiutare il singolo che ancora,
  con la sua attività, mantiene vivo il necessario lavoro per la
  sopravvivenza di quei paesi.
    Proponiamo, perciò, che tasse e imposte erariali, comunali,
  e gli altri oneri che in quelle località gravano sulle
  attività commerciali, artigiane e produttive in genere, siano
  ridotti alla metà, e nello stesso tempo siano ridotte del 50
  per cento le tariffe dei servizi (luce, acqua ed altro) che
  servono per lo svolgimento di queste attività.
 
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