| Onorevoli Colleghi! -- Intendiamo presentare questa
proposta di legge già proposta, nella XI legislatura,
all'attenzione degli onorevoli colleghi.
L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono
ancor oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo
nella integralità dell'articolato e della relazione.
Affrontare i temi legati al mondo del lavoro non è certo
cosa semplice, specie alla luce delle molteplici problematiche
di carattere sociale che si vanno a toccare. Non sfugge,
quindi, la inderogabile necessità di un contemperamento delle
varie istanze, fra le quali non può essere sottaciuta anche
l'esigenza di un contenimento del costo del lavoro.
Ed è proprio con questo spirito, nell'intento di una
armonizzazione dei vari aspetti, che abbiamo sentito
l'esigenza di una proposta di legge per la istituzione di un
contratto ad orario ridotto da applicarsi
alle persone che, giunte all'età della pensione,
sentono di voler, e di poter fare parte dell'Italia che
lavora. Infatti si vuole riconoscere, da un lato, la
possibilità di prestare ancora servizio mantenendo le mansioni
svolte fino a quel momento, dall'altro il datore di lavoro può
contare su una persona professionalmente capace che, peraltro,
può meglio indirizzare al lavoro i giovani che ad esso si
affacciano.
Se noi consentiamo al lavoratore che ha raggiunto l'età
pensionabile con il massimo dei versamenti contributivi di
poter ancora prestare il suo lavoro, risolviamo un grosso
problema di carattere sociale in quanto consentiamo ad una
persona ancora nel pieno delle sue forze di sentirsi attiva ed
utile alla società. Tuttavia, sempre per quanto attiene ad un
approccio sociale del problema, si riconosce la necessità, per
una persona che lavora già da
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decine di anni, di avere maggiore spazio e più tempo da
dedicare alla sua vita privata: in tal senso abbiamo ritenuto
indispensabile la riduzione dell'orario di lavoro, dimezzando
la sua giornata lavorativa.
Per il datore di lavoro sarà certo utile avere una persona
già esperta e capace, sulla quale poter ancora contare.
Inoltre - da un punto di vista meramente economico - un
contratto di lavoro di questo tipo viene ad essere molto
vantaggioso anche per il datore di lavoro, che dovrà
corrispondere uno stipendio dimezzato rispetto all'ultimo
stipendio percepito dal lavoratore (infatti esso è
proporzionato al ridotto orario di lavoro) e i versamenti
contributivi sono dovuti solo nell'ammontare minimo oggi
stabilito per i contratti di formazione e lavoro (articolo 2).
E' un impegno minimo che si richiede al datore di lavoro, ma
che, forse, può essere un piccolo aiuto in una politica - da
sempre perseguita dalla nostra parte politica - finalizzata al
riconoscimento di una pensione decorosa per tutti i
lavoratori.
L'INPS quindi, per un periodo massimo di tre anni, dovrà
corrispondere a dei "pseudo-pensionati" solamente la metà
della pensione da loro maturata (infatti hanno già versato il
massimo dei contributi)
e riceverà quei versamenti che verranno distribuiti in
forma di più eque pensioni. Terminato questo triennio (o anche
prima se il lavoratore lo decide) la pensione decorrerà in
misura integrale, a partire dal mese successivo alla data di
risoluzione del contratto ad orario ridotto.
Per quanto attiene al lavoratore abbiamo già fatto cenno
agli aspetti positivi che attengono alla sfera sociale; non ci
resta che sottolineare i vantaggi economici: il compenso
totale (metà della pensione e metà dello stipendio) che egli
percepirà alla fine di ogni mese, sarà comunque superiore
all'ammontare della sola pensione.
Quindi, lasciando al lavoratore la facoltà di farne
richiesta esplicita, il datore di lavoro dovrà assumerlo
secondo le norme indicate in questa nostra proposta di legge,
che riconosce comunque la possibilità di potere recedere dal
contratto anche prima dello scadere del triennio. Possibilità
che, come è evidente, viene riconosciuta al solo
lavoratore.
Onorevoli colleghi, la linearità degli scopi che ci
proponiamo di perseguire attraverso questa nostra iniziativa
ci consente di essere ottimisti sui tempi di approvazione
della proposta che oggi affidiamo alla sensibilità di questa
Camera.
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