| Onorevoli Colleghi! -- Intendiamo presentare questa
proposta di legge già proposta, nella scorsa legislatura,
all'attenzione degli onorevoli colleghi.
L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono
ancor oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo
nella integralità dell'articolato e della relazione.
Con la legge finanziaria del 1988 (legge 11 marzo 1988, n.
67) fu disposta la proroga fino al 31 dicembre 1992
dell'obbligo al pagamento dei contributi GESCAL o, per meglio
dire, ex-GESCAL. Infatti, come è noto, sin dal 1974, quando il
19 gennaio è stata approvata la legge n. 9, veniva disposta la
liquidazione della GESCAL e l'articolo 5 di quella stessa
legge disponeva che "i contributi previsti...sono versati per
un ulteriore periodo di quattro mesi...". Sembrava che il
legislatore avesse deciso di
eliminare questo tributo dal già pesante carico fiscale che
ogni lavoratore deve sopportare. Ma così non fu, e oggi - dopo
un ventennio - ancora vediamo rinnovarsi l'obbligo di questa
imposizione.
Non sono certo necessarie altre precisazioni per far
sorgere il sospetto circa la "correttezza" di un simile modo
di operare.
Ma il dissenso non si ferma qui: decenni di tributi versati
non hanno risolto il problema della casa, e molte famiglie
trovano ancor oggi gravi difficoltà per poter disporre di un
bene essenziale quale è l'abitazione.
In altre parole il problema della casa rimane, così come
rimane il dubbio circa la efficacia della linea politica
intrapresa da sempre in questo settore.
Per questi motivi, la novità della nostra proposta di legge
è l'aver individuato
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- nella concessione di mutui agevolati - un nuovo metodo di
operare, che consente di innestare un volano di gran lunga più
ampio per l'accesso alla prima casa da parte dei lavoratori.
In particolare di quelli con un reddito medio-basso, che
spesso sono oggi impossibilitati alla proprietà della casa,
cosa che - al contrario - è sancita anche dalla nostra
Costituzione.
Il meccanismo è semplice: il sistema sino ad oggi adottato
della edilizia cosiddetta popolare si è dimostrato
insufficiente rispetto alla domanda di alloggi; il che ha
comportato una "spartizione" non sempre regolare, in sede di
assegnazione degli immobili.
Ciò che noi proponiamo è invece la concessione di mutui
agevolati in modo da soddisfare le esigenze di un numero assai
più elevato di utenti. Inoltre eliminiamo i molteplici e
scandalosi fatti che si registrano nei perversi meccanismi
degli appalti edilizi.
Sarà lo stesso beneficiario del mutuo (che d'altronde è
anche il beneficiario della casa) a seguire i lavori di
costruzione
e manutenzione, facendosene pieno carico, ed egli starà bene
attento a soddisfare le proprie esigenze nel rispetto della
massima economia.
Ma vi è di più: nell'ambito di una politica per il recupero
dei centri storici - che da sempre persegue la nostra parte
politica - si riconosce anche la possibilità di utilizzare il
mutuo agevolato da noi proposto anche per il recupero di
immobili già esistenti; beninteso sempre rientranti nella
stessa tipologia: cioè sono esclusi gli immobili di lusso.
Onorevoli colleghi, anche se brevemente - ma i fatti non
hanno bisogno di molte parole - siamo certi di aver ben
evidenziato le finalità della proposta di legge che ora
affidiamo alla vostra approvazione, certi di un iter
breve ed immediato:
1) una migliore utilizzazione dei fondi
ex-GESCAL;
2) la possibilità di una casa per tutti i
lavoratori;
3) la eliminazione di favoritismi clientelari in
questo settore dell'edilizia.
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