| Onorevoli Colleghi! -- Intendiamo presentare questa
proposta di legge già proposta, nella X e nella XI
legislatura, all'attenzione degli onorevoli colleghi.
L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono
ancor oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo
nella integralità dell'articolato e della relazione.
Scopo della presente proposta di legge è quello di elevare
sino a cinque milioni di lire la somma deducibile - oggi
riconosciuta in soli due milioni e mezzo di lire - nella
dichiarazione dei redditi annuale, sul totale di quanto pagato
come premi per le assicurazioni sulla vita.
L'esigenza di ricorrere alle assicurazioni sulla vita è
sentita in misura sempre
maggiore, anche perché attualmente le polizze di questo
genere hanno quasi perso la loro tipologia originale
(liquidazione di una somma di danaro alle persone indicate
dall'assicurato in caso di decesso), per acquistare sempre più
la finalità di un contributo a carattere pensionistico che
ognuno, attraverso il risparmio, cerca di assicurarsi
preventivamente.
Inoltre il costante aumento dell'inflazione, dei prezzi e,
di conseguenza, degli stessi premi assicurativi costituisce -
a nostro avviso - un freno alla diffusione di questo genere di
polizze che invece deve essere incentivato proprio perché
rappresenta un importante strumento di educazione al
risparmio.
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Ed è attraverso l'agevolazione dello sgravio fiscale che
noi pensiamo si debba gratificare il cittadino che, con
responsabilità, voglia accedere a questo, per così dire,
diverso modo di investimento e di risparmio.
Purtroppo non possiamo tralasciare di soffermare per un
attimo la nostra attenzione sul grave dissesto gestionale in
cui da tempo versa l'INPS, che vacilla sempre più sotto la
spinta delle forti uscite conseguenti agli impegni assunti,
con un deficit di bilancio che lo Stato non riesce a
pareggiare.
Tale situazione ci potrebbe autorizzare a ritenere che gli
utenti si rivolgano verso le polizze di assicurazione-vita per
bilanciare i servizi che l'INPS oggi non riesce a
garantire.
Ma, nonostante ciò, gli stessi operatori del settore
affermano che il successo ottenuto da questo tipo di polizze
si basa proprio sulla deducibilità fiscale che rimane, quindi,
l'argomento più importante.
Da ultimo devono essere presi in considerazione altri due
ordini di fattori: in
primo luogo che la disposizione in materia di oneri
deducibili parla, come noto, di "importo complessivo" fra i
premi di assicurazioni sulla vita, i premi di assicurazioni
contro gli infortuni ed i contributi volontari (cioè non
obbligatori per legge) che il contribuente intende
sottoscrivere, quindi la somma di lire due milioni e mezzo che
oggi è consentito portare in detrazione ci appare quanto mai
insufficiente, considerando anche - e questo è il secondo
aspetto - che la cifra di lire cinque milioni che indichiamo
nella nostra proposta di legge è stata individuata sulla base
dei parametri già adottati negli altri Paesi della Comunità
europea e, quindi, serve ad uniformare l'Italia agli
standard della politica comunitaria.
Affidiamo pertanto la nostra proposta di legge
all'approvazione degli onorevoli colleghi, certi di
interpretare sia la necessità di incentivazione al risparmio
quale elemento portante dell'economia nazionale, sia le
esigenze di tutti i lavoratori italiani.
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