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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3346
DDL0220-0002
Progetto di legge Camera n. 220 - testo presentato - (DDL12-220)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.2 dello stampato)
...C220. TESTIPDL
...C220.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC220 ZZ12 ZZRL ZZPR
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    Onorevoli Colleghi! -- La presente proposta di legge ha
  come oggetto l'istituzione di una Commissione parlamentare di
  inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni
  criminali similari, per la durata della XII legislatura, a
  norma dell'articolo 82 della Costituzione.
    Nella storia dell'Italia repubblicana hanno già operato,
  dal 1962 ad oggi, quattro Commissioni parlamentari che -
  valendosi di poteri variamente definiti dalle rispettive leggi
  istitutive - hanno posto al centro delle proprie indagini e
  delle proprie iniziative il fenomeno della mafia, nelle sue
  diverse espressioni, nella sua morfologia, nei suoi
  collegamenti con la vita sociale e politica.
    La prima Commissione antimafia fu istituita nel dicembre
  del 1962 e terminò i suoi lavori nei primi mesi del 1976.  Essa
  aveva essenzialmente il compito di "proporre le misure
  necessarie a reprimere le manifestazioni e ad eliminare le
  cause" della mafia.  I suoi lavori trovarono una conclusione
  dopo quattordici anni di attività, non avendo la legge fissato
  un termine finale.
    La seconda Commissione antimafia fu istituita nel settembre
  1982 dalla così detta "legge Rognoni-La Torre".  Essa non aveva
  poteri d'inchiesta e le fu attribuito il compito di verificare
  l'attuazione delle leggi antimafia, di accertare la congruità
  della normativa e della conseguente azione dei pubblici
  poteri, di suggerire al Parlamento misure legislative ed
  amministrative.  I suoi lavori terminarono nel 1987, con lo
  scadere della IX legislatura.
    La terza Commissione antimafia venne istituta nel marzo
  1988.  Aveva poteri d'inchiesta e terminò i suoi lavori con la
  fine della legislatura nel 1992.
    La quarta Commissione antimafia, istituita nell'agosto
  1992, con poteri d'inchiesta,
  ha svolto i suoi lavori per circa sedici mesi e li ha
  conclusi alla fine della XI legislatura.
    Negli stessi anni in cui ciascuna di queste Commissioni ha
  preso vita ed ha adempiuto i propri compiti, il fenomeno
  mafioso ha subito profonde modificazioni.  E' cambiata la
  natura dei suoi rapporti con la società e con le istituzioni;
  si è accresciuto il volume degli affari gestiti o controllati
  dalle grandi organizzazioni criminali; sono cambiati i
  rispettivi gruppi dirigenti; l'attacco alla legalità è
  divenuto più duro ed insidioso, assumendo un carattere
  eversivo.
    Le Commissioni hanno acquisito un ampio patrimonio
  conoscitivo.  Negli anni '60 e '70 ciò è avvenuto in una
  situazione nella quale il contributo di accertamento della
  verità proveniente dall'autorità giudiziaria era assai scarso.
  Dall'inizio degli anni '80 in avanti la situazione è cambiata.
  E' stata l'iniziativa giudiziaria ad imprimere una svolta ed è
  storicamente di grande rilievo il ruolo svolto dal  pool
  antimafia dell'ufficio istruzione presso il tribunale di
  Palermo.  Nell'ordinanza di rinvio a giudizio del così detto
  maxiprocesso, depositata l'8 novembre 1985, i giudici
  istruttori di Palermo avvertirono l'esigenza di dedicare molte
  pagine, in apertura del provvedimento, per la descrizione
  specifica del fenomeno "Cosa nostra", non sufficientemente
  conosciuto.  Una Commissione antimafia si era ricostituita nel
  1982, dopo un vuoto di sei anni, e per i suoi lavori il
  contributo della magistratura inquirente di Palermo fu in
  quegli anni un punto di riferimento essenziale.
    Nelle Commissioni che hanno operato durante gli anni '80 vi
  è stato un fortissimo sviluppo dell'attività propositiva,
  specialmente durante il quadriennio 1988-1992: negli stessi
  anni in cui l'attività giudiziaria
 
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  subiva battute di arresto, a cominciare dallo smaltellamento
  del  pool  antimafia di Palermo.
    Infine, la Commissione antimafia istituita nella XI
  legislatura ha svolto una imponente attività, nonostante il
  breve periodo in cui ha operato, conseguendo risultati assai
  rilevanti, sia sul terreno delle conoscenze sia su quello
  delle proposte.  Per la prima volta il tema delle connessioni
  tra le organizzazioni mafiose ed il sistema
  politico-istituzionale è stato messo a fuoco compiutamente.
  Sono state approvate, a larghissima maggioranza, due
  relazioni: la prima sul fenomeno "Cosa nostra", la seconda su
  quello della camorra, ponendone in luce le interrelazioni.  In
  esse, tra l'altro, la valutazione relativa alle responsabilità
  politiche veniva rigorosamente distinta dall'accertamento di
  specifiche responsabilità penali, e ciò contribuiva ad una
  impostazione più corretta dell'analisi e del giudizio sulle
  forme diffuse di debolezza istituzionale e di degenerazione
  della politica che hanno favorito i poteri mafiosi.
    Nella XI legislatura la Commissione ha tenuto 89 sedute in
  sede e ha svolto 29 missioni, visitando 43 località.  Ha
  ascoltato complessivamente 1810 persone, ha approvato 12
  relazioni, ha costituito 8 gruppi di lavoro, ha tenuto 54
  riunioni dell'ufficio di presidenza, ha preparato 6
  dossier  di documentazione, ha promosso tre  forum
  (sulle forze di polizia in Europa, sulle procure distrettuali
  e sulla procura nazionale antimafia, su economia e
  criminalità), con operatori e specialisti dei diversi
  settori.
    Si tratta di un lavoro che occorre proseguire con
  continuità, approfondendo le conoscenze finora raggiunte,
  aggiornando l'analisi e soprattutto verificando la
  funzionalità degli strumenti istituzionali da impiegare
  nell'azione di contrasto contro la mafia, nella prevenzione
  delle attività criminali e della illegalità.
    Presentiamo all'inizio della XII legislatura questa
  proposta di legge e ci adopereremo subito per la sua sollecita
  approvazione,
  allo scopo di evitare ogni interruzione nell'impegno
  antimafia del Parlamento italiano, sia sul terreno delle
  conoscenze sia su quello delle proposte e dei controlli.
    In piena continuità con le norme che istituivano la
  Commissione nella passata legislatura, noi proponiamo che essa
  abbia il carattere di una Commissione parlamentare di
  inchiesta: che dunque proceda, secondo il dettato
  dell'articolo 82 della Costituzione, "alle indagini e agli
  esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni
  dell'autorità giudiziaria".
    L'articolo 1 della proposta di legge, oltre a fissare tale
  carattere della Commissione, ne indica i compiti: accertare e
  valutare la natura e le caratteristiche del fenomeno mafioso,
  i suoi mutamenti e tutte le sue connessioni; verificare e
  valutare l'attuazione delle leggi, la loro congruità, la loro
  efficacia rispetto all'azione antimafia e più in generale la
  qualità dell'impegno dei pubblici poteri; riferire al
  Parlamento al termine dei propri lavori, ogni volta che la
  Commissione lo ritenga opportuno e comunque annualmente.
  L'ambito di competenza della Commissione si estende
  naturalmente a tutte le associazioni di tipo mafioso (articolo
  416 bis  del codice penale), nelle varie aree geografiche
  del Paese.
    L'articolo 2 definisce la composizione della Commissione,
  la nomina del presidente, scelto di comune accordo dai
  Presidenti delle due Assemblee, la elezione di due
  vicepresidenti e di due segretari.
    L'articolo 3 regola le audizioni e le testimonianze rese
  davanti alla Commissione.
    Gli articoli 4 e 5 disciplinano la materia relativa agli
  atti e documenti che interessano il lavoro della Commissione,
  i vincoli di segretezza ai quali tali documenti possono essere
  assoggettati e l'obbligo di rispettare la segretezza, che
  incombe sui componenti la Commissione, sui funzionari, sul
  personale addetto, sui collaboratori.
    L'articolo 6 regola infine la organizzazione interna della
  Commissione.
 
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