| Onorevoli Colleghi! -- Il GPL, che nel dopoguerra si
era imposto sul mercato nel solo settore domestico, ha
successivamente trovato applicazione in tutti gli altri usi
grazie alle sue eccellenti caratteristiche di versatilità e
semplicità di impiego, alle elevate prestazioni, unitamente
alle caratteristiche ecologiche che permettono di definirlo il
migliore tra i combustibili di natura petrolifera.
Nel 1994 ha rappresentato oltre il 4 per cento del totale
delle immissioni di prodotti petroliferi sul mercato interno,
soddisfacendo la domanda di 6 milioni di utenti di bombole, 1
milione di serbatoietti e 1.100.000 automobilisti.
Facendo riferimento in particolare agli usi domestici
(riscaldamento, produzione di acqua calda sanitaria e cottura
cibi)
occorre tener presente che il GPL viene utilizzato per lo più
in zone decentrate, da utenti prevalentemente a basso reddito
e con consumi unitari piuttosto modesti.
D'altra parte, l'orografia del nostro paese è tale che in
moltissime località il GPL rappresenta l'unico combustibile
utilizzabile grazie alla sua facile trasportabilità.
La conseguenza è che le popolazioni meno fortunate dal
punto di vista della ubicazione non solo non hanno la
possibilità di scegliere tra più combustibili alternativi tra
loro ma sono anche costrette a sopportare un onere più
elevato. E ciò è inaccettabile dal punto di vista dell'equità
sociale. Infatti, l'estrema capillarità della distribuzione
occorrente per raggiungere questa tipologia di consumatori
comporta
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già di per sé costi molto elevati. Tra l'altro, il prodotto
necessita, per essere distribuito, di contenitori il cui
valore supera di gran lunga quello del GPL in essi
contenuto.
Infine, i prezzi di cessione da parte dei paesi produttori,
spesso influenzati da fenomeni speculativi o di semplice
stagionalità, contribuiscono anch'essi a determinare un costo
della caloria del GPL che negli ultimi tempi ha fatto perdere
competitività a questo prodotto rispetto ad altre fonti
energetiche.
Comunque, è da tener presente che il GPL è un combustibile
che, per la sua stessa natura chimico-fisica, brucia dando
luogo al più basso livello di emissioni inquinanti e che,
avendo un rendimento tecnico altissimo, determina consumi
ridotti in assoluto. Non è errato, perciò, affermare che il
GPL è un combustibile "due volte ecologico".
I principali paesi europei hanno tenuto ben conto di tutti
questi fattori premiando così il GPL attraverso la leva
fiscale. L'attuale misura delle accise: 0012 (Ecu x
1000 Kcal.), colloca, invece, l'Italia agli ultimi posti
della graduatoria.
Oltre alla evidente difformità di trattamento sotto il
profilo delle accise tra l'Italia e gli altri paesi europei,
va sottolineata anche l'incongruenza che il GPL è l'unico
prodotto che, a parità di tipo di consumo, viene assoggettato
ad aliquote IVA differenti in relazione al tipo di contenitore
con cui viene distribuito (bombole 10 per cento, serbatoietti
e reti canalizzate 19 per cento).
Ai problemi sopra indicati risponde la presente proposta di
legge che prevede all'articolo 1 una riduzione del 30 per
cento dell'imposta di fabbricazione dei gas di petrolio
liquefatti, utilizzati per usi domestici di riscaldamento o
produzione di acqua calda e cottura di cibi ed all'articolo 2
l'unificazione dell'IVA, applicabile alla somministrazione di
GPL utilizzati ai sensi dell'articolo 1, a quella prevista al
n. 126 bis, parte III, Tabella A, allegata al decreto del
Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.
Si confida, pertanto, nella più sollecita approvazione di
questa proposta di legge.
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