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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


34036
DDL2825-0002
Progetto di legge Camera n. 2825 - testo presentato - (DDL12-2825)
(suddiviso in 9 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2825. TESTIPDL
...C2825.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2825 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- La ceramica artistica ha da
  sempre rappresentato uno degli elementi qualificanti
  dell'artigianato italiano, che in alcune zone d'Italia ha
  raggiunto vertici tuttora ineguagliati nel mondo.
    A testimonianza di ciò, le collezioni esistenti nei
  principali musei del mondo, nei quali la ceramica italiana
  rappresenta tuttora motivo di eccezionale interesse per il
  visitatore e di studio per l'esperto.
    Pur nell'evolversi dei gusti, la ceramica d'arte ha
  conservato intatto il fascino esercitato nei secoli; appositi
  istituti d'arte preparavano in passato coloro che dovevano
  tramandare la tradizione delle antiche "botteghe", dalle quali
  uscirono, recandosi in tutto il mondo civile, artigiani sommi
  e veri artisti.
    Molte regioni e località d'Italia, alcune con continuità,
  altre saltuariamente,
  siedono importanti esposizioni, sovente caratterizzanti la
  zona; altre hanno diffuso con larghezza tipi di forma ed
  ornamentazione, assorbiti rapidamente da zone e località
  confinanti e lontane.
    Questo ha costituito il patrimonio regionale accumulato nei
  secoli, patrimonio al quale ogni località ed ogni zona è
  particolarmente legata, tanto da sentire l'esigenza di
  riprenderlo e divulgarlo, sia con intenti culturali, storici
  ed estetici, quale emblema del proprio passato, sia per motivi
  di promozione e di valorizzazione economica delle stesse
  zone.
    Sino a metà degli anni '80, l'attività di produzione
  ceramica in Italia aveva raggiunto livelli elevatissimi, con
  sempre più imponenti riflessi di natura socio-economica sulle
  località nelle quali la produzione della ceramica d'arte è
  venuta a crearsi, sia in relazione al numero di
 
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  addetti, sia per l'entita dell'esportazione, con dirette,
  positive conseguenze anche sulla bilancia commerciale e dei
  pagamenti.  Una valutazione approssimativa della produzione
  ceramica d'arte in Italia - secondo esperti di mercato - ne
  fissa il valore intorno ai 120-150 miliardi di lire.
    La recente storia del comparto della ceramica artistica, a
  seguito delle ricorrenti crisi mondiali dei consumi degli anni
  '80, ha però portato ad un repentino ridimensionamento del
  settore, che ha visto il dimezzarsi, in un solo decennio,
  degli addetti, accompagnato da una riduzione di circa il 30
  per cento delle unità produttive.
    Questa situazione ha determinato un grande esubero di mano
  d'opera che ha causato una forte perdita delle professionalità
  peculiari della produzione ceramica.
    A ciò si aggiunge che il lungo periodo di crisi della
  categoria e la sua fin troppa pubblicizzazione hanno portato
  ad una radicata sfiducia nel comparto tanto che un gran numero
  dei migliori addetti, temendo per il proprio futuro, ha
  cercato un collocamento in altri settori considerati meno a
  rischio.
    Accanto al problema della perdita di professionalità, negli
  ultimi dieci anni non ci sono state trasformazioni
  significative delle tecniche di produzione e dei prodotti.
  Nella maggior parte dei casi gli imprenditori si sono adattati
  a realizzare prodotti tradizionali con tecniche a basso valore
  aggiunto (colaggio, decoro non artistico, etc.) inseguendo
  strategie di compressione dei costi, anziché strategie di
  differenziazione ed investimento nella valorizzazione
  economica del prodotto finito.
    La salvaguardia di quest'arte, antica quanto l'uomo, è
  stata anche affermata in sede UNESCO, che ha raccomandato ai
  Governi di adottare i necessari provvedimenti atti a tutelare
  un patrimonio di grande rilievo storico, artistico, etnico,
  culturale, economico.
    La presente proposta di legge vuole quindi restituire
  dignità a questa nobile arte, affinché, da una adeguata
  tutela, tutte le zone di antica tradizione vedano esaltata la
  loro produzione.
    All'articolo 1 sono precisate le finalità della legge.
    La proposta stabilisce all'articolo 2, che per il triennio
  1995-1997 siano stanziati 90 miliardi, destinati alle opere di
  potenziamento, innovazione e ristrutturazione delle imprese
  operanti nel settore della ceramica artistica sul territorio
  nazionale.  Sovvenzioni sono altresì destinate alla creazione
  di strutture dedite alla ricerca tecnologica, alla creazione
  di consorzi per la promozione e l'esportazione dei prodotti
  realizzati, alla realizzazione di iniziative che tendano a
  favorire l'inserimento dei giovani nel comparto.  Beneficeranno
  delle sovvenzioni anche quelle imprese ceramiche che, sulla
  base delle direttive CEE sull'igiene e sicurezza del lavoro
  (si vedano in proposito, i decreti legislativi 15 agosto 1991,
  n. 277, e 19 settembre 1994, n. 626), provvederanno alla
  delocalizzazione ed al risanamento ambientale.
    Destinatari delle agevolazioni per la realizzazione degli
  interventi (articolo 3) di cui all'articolo 2 saranno le
  imprese ed i consorzi di imprese operanti nel settore della
  ceramica artistica e tradizionale, prodotta secondo forme,
  decori, tecniche e stili divenuti patrimonio storico e
  culturale delle zone di affermata tradizione ceramica, ovvero
  secondo le innovazioni ispirate alla tradizione e nel settore
  della ceramica di qualità, così come determinato ai sensi
  della legge 9 luglio 1990, n. 188.
    Alla copertura finanziaria (articolo 7) si provvederà
  attraverso la corrispondente riduzione del capitolo 9001 dello
  stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1995,
  all'uopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
  dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
    Onorevoli colleghi, la crisi del settore ceramico impone a
  tutti noi una profonda riflessione circa la necessità della
  tutela e del sostegno di questo settore così tipico
  dell'artigianato italiano.  Non si può disperdere un simile
  patrimonio culturale,
 
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  al quale occorre guardare, oltre che sotto l'aspetto più
  direttamente economico, anche e forse di più dal punto di
  vista del gusto, dell'inventiva, in una parola della civiltà
  di tante zone nel nostro Paese.  Le prossime scadenze di messa
  a norma dei laboratori secondo le direttive CEE
  rischiano di dare un colpo gravissimo a molte imprese, senza
  offrire l'occasione di un passo avanti verso l'ammodemamento e
  la sicurezza.  Di qui l'urgenza di questo provvedimento che dia
  all'opinione pubblica un forte segnale di interesse da parte
  delle istituzioni, del Parlamento  in primis.
 
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