| Onorevoli Colleghi! -- Con la presente proposta di
legge intendiamo porre all'attenzione del legislatore,
disciplinandolo, il problema dell'assistenza a domicilio del
malato in fase preterminale e terminale. Attraversiamo una
fase critica di riordino per il rinnovamento del Servizio
sanitario nazionale, convinti come siamo che occorra
accelerare ed implementare i processi di efficienza ed
efficacia del sistema sanitario al fine di offrire un'adeguata
assistenza ai cittadini dal momento preventivo a quello
curativo e riabilitativo. Tuttavia, pur consapevoli che la
criticità è tipica delle fasi di transizione da vecchi a nuovi
modelli organizzativi e funzionali di erogazione
dell'assistenza sanitaria non ci sfugge che, spesso, tutto ciò
rischi di smarrire
il focus fondamentale delle azioni riformatrici:
il cittadino con il suo diritto alla salute sancito
dall'articolo 32 della nostra Costituzione. Se dunque come noi
crediamo, ogni azione di modifica dell'attuale offerta di
servizi e prestazioni sanitarie deve mirare all'obiettivo del
miglioramento della qualità dell'assistenza al cittadino, nel
rispetto dell'integrità psicofisica della persona e
dell'unitarietà degli atti terapeutici volti a prevenire,
curare, ristabilire lo stato di salute, non può sfuggirci
quanto nel dibattito politico-culturale e nelle disposizioni
legislative del nostro Paese poca sia l'attenzione prestata al
concetto di assistenza rivolto a tutti coloro che, affetti da
mali incurabili, si avviano alla fase preterminale e terminale
della
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loro vita. Sorge dunque spontanea la domanda sul come sono
assistiti nel nostro Paese i malati pre e terminali. Potremmo
rispondere che esistono due modelli sostanzialmente di
risposta al problema.
Il primo che va dall'asettico divisorio mobile in una
corsia d'ospedale alla sofferta dedizione dei familiari nella
propria casa.
Il secondo che vede, soprattutto negli ultimi anni, la
ricerca e la presenza della solidarietà attiva attraverso una
gamma di associazioni volontarie e centri che svolgono
attività di assistenza oltre che sanitaria soprattutto
psicologica e sociale ai malati terminali.
E' nostra convinzione, al di là delle poche evidenze di
ricerca esistenti nel nostro Paese, che la realtà
dell'assistenza ai malati terminali abbia avuto
un'accelerazione su base volontaria molto forte, poiché è
sempre più diffusa la coscienza consapevole dell'umanizzazione
delle cure e dell'assistenza, anche quando il responso alla
malattia è inesorabile e ci si avvia alla morte.
Il fatto è che, a nostro avviso, l'organizzazione, le
esperienze, i programmi di assistenza delle associazioni e dei
centri che svolgono tale tipo di attività rimangono ancora
spesso al di fuori delle normali procedure organizzative
operanti nella struttura pubblica e talvolta trovano puntuali
ostacoli nell'apparato burocratico periferico.
Inoltre le poche esperienze avviate in alcune regioni
italiane di attuazione di programmi di ospedalizzazione a
domicilio e di assistenza domiciliare integrata dimostrano che
assistenza sanitaria, sociale e psicologica costituiscono un
valido supporto soprattutto quando, di fronte al responso
inequivocabile dell'avvio alla fase preterminale e terminale,
ciò di cui ha bisogno il paziente è di trovare nel suo
habitat affettivo-domiciliare la sicurezza di interventi
a carattere palliativo di ordine medico e assistenziale
perché, fino in fondo, il percorso di assistenza sia lenitivo
del dolore e della sofferenza, rispettoso dell'integrità
psicofisica del paziente, solidale e a sostegno della
famiglia.
Perciò riteniamo che nell'ambito della realizzazione del
progetto obiettivo del Piano sanitario nazionale 1994/1995
"lotte alle neoplasie" sia predisposto un atto di indirizzo e
coordinamento che affronti la messa in campo delle diverse
tipologie di assistenza a domicilio, per i pazienti in fase
preterminale e terminale, stabilendo indirizzi e criteri di
omogeneità validi su tutto il territorio nazionale, parametri
e funzioni perché questo tipo di assistenza trovi accoglienza
organizzativa nei programmi regionali secondo modalità e
tipologie miranti a garantirne l'efficienza, l'efficacia e il
gradimento da parte degli utenti e delle loro famiglie.
L'attivazione e il riconoscimento di tale tipo di
assistenza, siamo convinti è un'esigenza fortissima dei malati
e delle loro famiglie, in una fase di estrema sofferenza che
accompagna il distacco dalla vita, perciò riteniamo che,
questo aspetto particolare di assistenza, non possa non essere
riconosciuto da un Servizio sanitario nazionale che voglia
essere all'altezza dei più moderni ed efficaci sistemi
sanitari avanzati.
All'articolo 1, si stabiliscono le finalità della presente
proposta di legge definendo con un atto di indirizzo e
coordinamento l'organizzazione e il funzionamento dei servizi
e delle prestazioni per il trattamento a domicilio di pazienti
in fase pre e terminale.
All'articolo 2 si definisce una griglia di princìpi e
criteri del trattamento domiciliare.
All'articolo 3 si individuano le tipologie di assistenza a
domicilio per i pazienti preterminali e terminali.
All'articolo 4 si articolano i compiti che derivano alle
regioni dall'atto di indirizzo e coordinamento, nonché i
compiti delle regioni nei confronti delle unità sanitarie e
delle aziende ospedaliere.
All'articolo 5 si definiscono i parametri per quanto
riguarda la determinazione dei costi a carico del Fondo
sanitario nazionale per le prestazioni a domicilio, nonché le
modalità di gestione e verifica del tipo di prestazioni
offerte.
Infine, all'articolo 6 si stabiliscono i criteri di
finanziamento del programma.
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