| Onorevoli Colleghi! -- Come è noto i tempi di attesa
per l'arruolamento al servizio di leva risultano essere
sovente molto lunghi ed onerosi per i giovani interessati.
Le attuali disposizioni che disciplinano la materia non
favoriscono certo la rapida soluzione delle numerose
situazioni di incertezza conseguenti alla dichiarazione di
rivedibilità degli iscritti alle liste di leva emesse in
seguito alla prima visita.
Situazioni che analogamente si ripresentano ai giovani che,
dopo aver inoltrato regolare domanda di rinvio per motivi di
studio, conseguono nello stesso anno in cui godono del
beneficio del rinvio il diploma di maturità o di laurea.
Tali situazioni di incertezza e di inutile attesa
costituiscono spesso un motivo di grave pregiudizio per
quanti, in attesa della chiamata alle armi, non possono
approfittare di importanti e talvolta irripetibili opportunità
di lavoro.
In un contesto giovanile in cui l'inserimento nel mondo del
lavoro risulta essere uno dei problemi di maggiore
preoccupazione, il riordino dei criteri e lo snellimento delle
procedure di arruolamento dei giovani potrebbero rappresentare
un passo importante nella direzione del riconoscimento a tutti
i cittadini del diritto al lavoro sancito dall'articolo 4
della nostra Costituzione.
La proposta, quindi, di abolire il criterio della
rivedibilità dei giovani iscritti alle liste di leva, con il
conseguente obbligo da parte dell'autorità militare preposta
all'esame medico personale di dichiarare gli interessati,
all'atto della prima ed unica visita, abili o riformati, è
finalizzata a rimuovere quegli assurdi ed ingiustificati
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ostacoli che spesso pregiudicano un'assunzione certa,
fondamentale per il futuro di qualsiasi persona. Problema che
è maggiormente sentito in quelle aree in cui la disoccupazione
giovanile ha raggiunto livelli decisamente insostenibili e
dove, quando capita, la prima occupazione arriva anche a
distanza di anni dalla conclusione della scuola dell'obbligo.
Altrettanto importanti sono le difficoltà incontrate da molti
neodiplomati e neolaureati cui permane l'obbligo di
assolvimento del servizio di leva.
I lunghi tempi intercorrenti tra la data di conseguimento
del diploma o della laurea e la chiamata alle armi, nel caso
in cui vi sia stata una precedente richiesta di rinvio, danno
luogo il più delle volte a periodi di inattività ed
improduttività dannosi, oltre che agli interessati ed al
proprio futuro professionale, all'economia in senso lato.
E' quasi impossibile, infatti, per chi si trovi in simili
situazioni, trovare un'occupazione che consenta di mettere a
frutto le proprie conoscenze solo per i pochi mesi
disponibili; l'inevitabile conseguenza è che spesso, come oggi
accade a molti giovani, dal conseguimento del titolo di studio
al termine del servizio di leva trascorrono mediamente quasi
due anni.
Ovvie le conseguenze sulla svalutazione del proprio titolo
di studio e sulle specificità delle discipline affrontate in
anni di sacrifici e di studi.
Si tratta in definitiva di ridurre al massimo le inutili e
dannose perdite di tempo legate all'arruolamento dei giovani,
nella consapevolezza che anche questo passo potrà contribuire
a ridurre il problema dell'occupazione giovanile, certamente
prioritario per il nostro Paese.
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