| Onorevoli Colleghi! -- Attualmente le funzioni di
vigilanza, polizia marittima, controllo e soccorso in mare
sono variamente suddivise tra diversi corpi armati e forze di
polizia e questo genera intollerabili sovrapposizioni,
disfunzioni e sprechi di risorse pubbliche. Malgrado i
tentativi di coordinamento la esperienza quotidiana insegna
che la mancanza di unitarietà nello svolgimento di queste
delicate funzioni è fonte di notevoli inconvenienti.
Come è a tutti noto, attualmente i compiti di vigilanza e
sorveglianza sul mare territoriale e sulle aree marittime
soggette alla giurisdizione dello Stato in base alla normativa
internazionale, nonchè in alto mare, in base ad una serie di
accordi e convenzioni internazionali, sono ripartiti tra il
Corpo delle capitanerie di porto, che ha assunto dal giugno
del 1989 la denominazione di Guardia costiera, la Guardia di
Finanza, l'Arma dei carabinieri e la Polizia di Stato.
Pag. 2
Ognuno di questi Corpi ed Armi svolge in parte funzioni
specializzate, ma in larga misura i compiti si sovrappongono,
determinando una situazione paradossale, complicata da
problemi di competizione e gelosia tra le diverse
organizzazioni. Se si lamenta lo scarso coordinamento tra le
forze di polizia a terra bisogna riconoscere che sul mare il
quadro è ancora più negativo, con un antagonismo che sfocia
nella più totale mancanza di coordinamento.
La presente proposta di legge è diretta ad affrontare
radicalmente questo problema con la costituzione del Corpo
della guardia costiera che accorperà tutte le funzioni ed i
compiti oggi svolti dalla Guardia costiera, dai servizi navale
ed aereo della Guardia di finanza e dai servizi navali
dell'Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato.
Il Corpo della guardia costiera avrà ordinamento militare,
come avviene all'estero per altri organismi analoghi e
dipenderà dal Ministero della difesa. Il personale sarà
trasferito al nuovo Corpo da quattro Corpi ed Armi che oggi
svolgono le funzioni ed i compiti sopradescritti.
Naturalmente al Corpo della guardia costiera saranno
trasferiti anche tutti i mezzi navali, aerei e le relative
infrastrutture impiegati per i compiti di vigilanza, tutela,
sicurezza, polizia marittima.
Proprio il controllo centralizzato di mezzi aerei e navali
consentirà finalmente di ottimizzare l'impiego delle
consistenti risorse a disposizione, le cui potenzialità sono
oggi solo parzialmente sfruttate a causa di una gestione
frammentaria ed illogica. Un ulteriore vantaggio consiste
nella possibilità di pianificare l'acquisizione di nuovi mezzi
aerei e navali secondo le esigenze nazionali complessive,
mentre ora esistono quattro diversi ed indipendenti sistemi di
approvvigionamento che procedono in assoluta autonomia. E'
evidente che se si acquista un solo tipo di motovedetta in
grande numero di esemplari è possibile abbassare i costi
unitari e soprattutto i costi gestionali e di manutenzione,
semplificando anche l'addestramento del personale.
Parliamo di programmi che comportano investimenti per
centinaia di miliardi.
Per quanto riguarda i costi della riforma, la legge non
comporta alcun onere aggiuntivo, si tratta solo di trasferire
risorse già previste e ora distribuite in diversi capitoli di
bilancio. I risparmi conseguiti alla razionalizzazione ed alla
revisione dei programmi di riequipaggiamento permetteranno
inoltre di sostenere gli oneri aggiuntivi relativi alla
creazione delle strutture unificate di comando e controllo.
Ovviamente si potrà anche procedere ad una più razionale
distribuzione di mezzi e personale lungo le coste nazionali
evitando la situazione attuale che presenta incongrue
concentrazioni ed altrettanto inconcepibili "buchi". Un ultimo
vantaggio derivante dalla nuova struttura consisterà nella
possibilità di unificare i processi ed i programmi formativi
del personale, evitando sprechi e consentendo una migliore
preparazione complessiva.
Nella consapevolezza della estrema complessità della
materia che si intende disciplinare è stato previsto un
congruo termine per consentire di pervenire alla piena
integrazione delle funzioni e delle strutture oggi totalmente
separate. Il nuovo Corpo della guardia costiera dovrà essere
pienamente operativo dal 1^ gennaio 2000. Non è però
necessario attendere così a lungo per procedere ad una prima
razionalizzazione: per questo motivo si prevede che entro il
30 maggio 1996 gli enti ed i Ministeri interessati dalla
riforma provvedano a realizzare una serie di elementari misure
di coordinamento e cooperazione, che consentiranno di
anticipare a livello operativo almeno parte dei benefìci
complessivi della riforma. Si tratta in particolare di
garantire un controllo ed una gestione coordinata dei mezzi
aerei e navali attraverso una serie di centrali di comando e
controllo: l'informativa ed i sistemi di comunicazione
consentono di realizzare questo obiettivo rapidamente, a basso
costo e con l'impegno di un limitato nucleo di personale.
Altro vantaggio importante: la possibilità che ciascun mezzo
aereo e navale possa comunicare senza problemi con altri mezzi
e con le centrali a terra:
Pag. 3
sembra assurdo, ma oggi questo non avviene. Infine, dovrebbe
essere possibile ottenere anche un primo coordinamento dei
programmi di potenziamento ed ammodernamento, evitando di
acquisire separatamente quattro o cinque tipi diversi di unità
navale o di mezzo aereo quando un unico sistema può soddisfare
egregiamente tutte le esigenze.
Si è utilizzato lo strumento della legge delega trattandosi
di normativa ad alto
contenuto tecnico e che mal si presta ad una definizione
completa in sede parlamentare. E' stato comunque previsto un
ulteriore strumento di controllo parlamentare, nella forma di
un esame preventivo dei decreti legislativi da parte di
un'apposita Commissione bicamerale, in modo da consentire al
Parlamento di poter esprimere osservazioni di cui il Governo
possa tenere conto prima del varo definitivo del
provvedimento.
| |