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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3436
DDL0225-0002
Progetto di legge Camera n. 225 - testo presentato - (DDL12-225)
(suddiviso in 7 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C225. TESTIPDL
...C225.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC225 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La partecipazione e l'interesse
  dimostrati dall'Assemblea della Camera in occasione della
  legge istitutiva dell'ora di educazione civica nelle scuole,
  sono oggi nuovamente richiesti per una proposta di legge che
  riteniamo essere il necessario completamento del precedente
  atto normativo.  A noi sembra infatti che all'insegnamento dei
  princìpi di diritto fondamentali del nostro Stato debba
  associarsi quello delle buone maniere, in quanto esse
  costituiscono lo strumento di base del vivere sociale.
    Chi ha avuto l'occasione di conoscere sistemi di vita
  diversi da quelli nazionali, ma anche chi di tali sistemi non
  ha alcuna esperienza, non può mancare di rilevare alcuni
  aspetti del carattere sociale italiano che certamente non
  fanno onore alla nostra Nazione.  L'italiano infatti appare
  spesso poco disciplinato e prepotente, poco rispettoso delle
  code davanti ai servizi
  pubblici, un insopportabile strafottente quando occupa per
  molto tempo un telefono pubblico, un vandalo irrefrenabile
  quando danneggia i beni dello Stato.
    Proprio per la frequenza di casi come quelli descritti,
  siamo certi che molti abbiano spesso riconosciuto
  l'opportunità di impartire, a tali individui, qualche lezione
  di buone maniere.
    D'altra parte il fenomeno appare evidente anche negli
  uffici pubblici, dove spesso ci si "scontra" con un personale
  assai poco disponibile, scortese quando non maleducato.
    In un'epoca caratterizzata da una serie di garanzie per i
  lavoratori, nei confronti dei quali direttori e datori di
  lavoro possono difficilmente intervenire, la soluzione ideale
  per offrire un miglior servizio alla società è quella di
  partire dal basso, tentando d'instillare in questi individui
  una vera coscienza sociale.
 
                               Pag. 2
 
    Ecco dunque perché è necessario che i cittadini, sin dai
  primi anni della loro vita, apprendano i primi rudimenti del
  vivere sociale, comprese le norme comuni del galateo, in modo
  che anche un corretto comportamento interpersonale in ogni
  circostanza della vita di relazione possa contribuire alla
  omogeneizzazione dei rapporti sociali sui quali diverrebbe
  ininfluente la cosiddetta originaria "estrazione sociale".
    Ma vi è un altro aspetto del problema che vorremmo venisse
  discusso e risolto: ovvero i comportamenti sociali nei
  confronti dell'ambiente urbano e della natura in genere, con
  particolare riferimento al corretto uso del territorio
  (discariche ed inquinamento delle foreste, studio della
  composizione fisica e biologica dei materiali in rapporto alla
  loro biodegradabilità, inquinamento atmosferico e rapporto fra
  industria e sviluppo tecnologico, educazione al riciclaggio
  dei materiali, e via dicendo).
    Certamente tale problema sta a cuore a tutti ma non si può
  negare che spesso manca il rispetto delle norme basilari per
  soddisfare tali esigenze.
    Nell'ambito normativo, rispetto agli altri Paesi europei,
  l'Italia risulta essere molto indietro perché non ha mai
  predisposto misure idonee né creato strutture adeguate per
  favorire lo sviluppo di una coscienza sociale volta alla
  tutela del suo ambiente civile e naturale.
    D'altra parte ciò che vorremmo proporre è soprattutto
  un'opera di informazione e di sensibilizzazione verso alcune
  problematiche che ad alcuni paiono troppo lontane per
  curarsene.
    La presente proposta non mira certamente alla creazione di
  individui dai modi affettati ed ipocriti.  Non è lo sviluppo
  dell'esteriorità che ci preme: il nostro obiettivo è infatti
  quello di favorire la formazione di una mentalità nuova che
  dia maggior peso alle esigenze comuni.
    Una maggiore disciplina, fatta non di costrizioni ma di una
  maggiore sensibilità sociale, è alla base dello sviluppo di
  una coscienza civica.  Certo la libera determinazione dei
  singoli è importante ma nell'ambito della vita sociale noi
  crediamo che la libertà individuale debba incontrare un limite
  nella libertà altrui.  Ciò che proponiamo, e che qualcuno
  potrebbe confondere come un tentativo di appiattire la
  società, è in realtà un modo per garantire a tutti la
  possibilità di esprimere liberamente le proprie esigenze senza
  il timore di venire sopraffatti da chi è favorito
  dall'incarico che riveste, dal sesso o dalla presenza
  fisica.
    L'insegnamento di questa materia - secondo noi - deve
  essere affidato ai docenti già incaricati dell'insegnamento
  dell'educazione civica, una materia, quest'ultima, che con la
  prima ha non poche affinità, almeno in ordine ai metodi e agli
  scopi che si prefigge.
    Riteniamo che, piuttosto che inserire una nuova materia in
  aggiunta a quelle già numerose delle scuole secondarie di
  primo e di secondo grado, sia necessario e sufficiente
  ritagliare un po' di spazio all'interno dell'insegnamento
  dell'educazione civica al fine di approfondire e sviluppare
  gli argomenti più importanti in merito al comportamento
  sociale nei confronti degli altri individui e dell'ambiente in
  cui essi vivono.
 
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