| Onorevoli Colleghi! -- La partecipazione e l'interesse
dimostrati dall'Assemblea della Camera in occasione della
legge istitutiva dell'ora di educazione civica nelle scuole,
sono oggi nuovamente richiesti per una proposta di legge che
riteniamo essere il necessario completamento del precedente
atto normativo. A noi sembra infatti che all'insegnamento dei
princìpi di diritto fondamentali del nostro Stato debba
associarsi quello delle buone maniere, in quanto esse
costituiscono lo strumento di base del vivere sociale.
Chi ha avuto l'occasione di conoscere sistemi di vita
diversi da quelli nazionali, ma anche chi di tali sistemi non
ha alcuna esperienza, non può mancare di rilevare alcuni
aspetti del carattere sociale italiano che certamente non
fanno onore alla nostra Nazione. L'italiano infatti appare
spesso poco disciplinato e prepotente, poco rispettoso delle
code davanti ai servizi
pubblici, un insopportabile strafottente quando occupa per
molto tempo un telefono pubblico, un vandalo irrefrenabile
quando danneggia i beni dello Stato.
Proprio per la frequenza di casi come quelli descritti,
siamo certi che molti abbiano spesso riconosciuto
l'opportunità di impartire, a tali individui, qualche lezione
di buone maniere.
D'altra parte il fenomeno appare evidente anche negli
uffici pubblici, dove spesso ci si "scontra" con un personale
assai poco disponibile, scortese quando non maleducato.
In un'epoca caratterizzata da una serie di garanzie per i
lavoratori, nei confronti dei quali direttori e datori di
lavoro possono difficilmente intervenire, la soluzione ideale
per offrire un miglior servizio alla società è quella di
partire dal basso, tentando d'instillare in questi individui
una vera coscienza sociale.
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Ecco dunque perché è necessario che i cittadini, sin dai
primi anni della loro vita, apprendano i primi rudimenti del
vivere sociale, comprese le norme comuni del galateo, in modo
che anche un corretto comportamento interpersonale in ogni
circostanza della vita di relazione possa contribuire alla
omogeneizzazione dei rapporti sociali sui quali diverrebbe
ininfluente la cosiddetta originaria "estrazione sociale".
Ma vi è un altro aspetto del problema che vorremmo venisse
discusso e risolto: ovvero i comportamenti sociali nei
confronti dell'ambiente urbano e della natura in genere, con
particolare riferimento al corretto uso del territorio
(discariche ed inquinamento delle foreste, studio della
composizione fisica e biologica dei materiali in rapporto alla
loro biodegradabilità, inquinamento atmosferico e rapporto fra
industria e sviluppo tecnologico, educazione al riciclaggio
dei materiali, e via dicendo).
Certamente tale problema sta a cuore a tutti ma non si può
negare che spesso manca il rispetto delle norme basilari per
soddisfare tali esigenze.
Nell'ambito normativo, rispetto agli altri Paesi europei,
l'Italia risulta essere molto indietro perché non ha mai
predisposto misure idonee né creato strutture adeguate per
favorire lo sviluppo di una coscienza sociale volta alla
tutela del suo ambiente civile e naturale.
D'altra parte ciò che vorremmo proporre è soprattutto
un'opera di informazione e di sensibilizzazione verso alcune
problematiche che ad alcuni paiono troppo lontane per
curarsene.
La presente proposta non mira certamente alla creazione di
individui dai modi affettati ed ipocriti. Non è lo sviluppo
dell'esteriorità che ci preme: il nostro obiettivo è infatti
quello di favorire la formazione di una mentalità nuova che
dia maggior peso alle esigenze comuni.
Una maggiore disciplina, fatta non di costrizioni ma di una
maggiore sensibilità sociale, è alla base dello sviluppo di
una coscienza civica. Certo la libera determinazione dei
singoli è importante ma nell'ambito della vita sociale noi
crediamo che la libertà individuale debba incontrare un limite
nella libertà altrui. Ciò che proponiamo, e che qualcuno
potrebbe confondere come un tentativo di appiattire la
società, è in realtà un modo per garantire a tutti la
possibilità di esprimere liberamente le proprie esigenze senza
il timore di venire sopraffatti da chi è favorito
dall'incarico che riveste, dal sesso o dalla presenza
fisica.
L'insegnamento di questa materia - secondo noi - deve
essere affidato ai docenti già incaricati dell'insegnamento
dell'educazione civica, una materia, quest'ultima, che con la
prima ha non poche affinità, almeno in ordine ai metodi e agli
scopi che si prefigge.
Riteniamo che, piuttosto che inserire una nuova materia in
aggiunta a quelle già numerose delle scuole secondarie di
primo e di secondo grado, sia necessario e sufficiente
ritagliare un po' di spazio all'interno dell'insegnamento
dell'educazione civica al fine di approfondire e sviluppare
gli argomenti più importanti in merito al comportamento
sociale nei confronti degli altri individui e dell'ambiente in
cui essi vivono.
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