| Onorevoli Colleghi! -- La presente proposta di legge
risponde alla necessità di assicurare i finanziamenti ai
comuni ed ai proprietari per il restauro ed il recupero dei
trulli della Valle d'Itria, un patrimonio culturale di
importanza nazionale, che, a causa della crisi dell'economia
agricola e vitivinicola collinare e per l'esaurimento delle
tradizioni tecniche costruttive, rischia, in assenza di opere
di manutenzione, l'abbandono o, peggio ancora, la
trasformazione selvaggia determinata dalla cultura
consumistica e dal turismo di massa.
I trulli di Alberobello e della Valle d'Itria
caratterizzano, con la loro presenza, l'omogeneità storica e
culturale di gran parte del territorio del comprensorio delle
tre province pugliesi di Taranto, Bari e Brindisi.
Non sono mancati nel passato i provvedimenti che, in
attuazione delle diverse leggi di tutela, hanno riconosciuto
l'importanza nazionale dei trulli e l'interesse pubblico per
la loro tutela, anche se limitati al comune di Alberobello,
per il quale la regione Puglia aveva varato la legge 26
novembre 1979, n. 72, che prevedeva interventi per la
ricostruzione del centro storico, luogo di maggiore
concentrazione dei trulli.
Tale legge regionale, limitata e scarsamente dotata di
risorse finanziarie, è stata abrogata nel 1988.
Attualmente non esiste, dunque, nessuno strumento pubblico
che incentivi il recupero di queste costruzioni oggetto di
studi e di interesse turistico sempre crescente.
Oggi il recupero è legato solo all'iniziativa privata, che
spesso si scontra con
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gli altissimi costi di ristrutturazione e con la carenza di
manodopera specializzata.
Per far fronte a questi problemi è opportuno che venga
varato un provvedimento legislativo che risponda ai bisogni di
conservazione e di valorizzazione paesaggistica di uno scorcio
d'Italia particolarmente suggestivo.
Obiettivo della presente proposta di legge è quello di
fornire le risorse per corretti interventi di restauro, tesi a
consentire la più varia fruibilità dei trulli, in modo da
avviare, attraverso i finanziamenti ai comuni ed ai
proprietari, un processo di recupero delle antiche tecniche
costruttive come garanzia di recupero della struttura interna
ed esterna dei trulli, delle costruzioni a conversa (lamie),
dei muri a secco, delle aie e delle cisterne in pietra (fogge)
ed in genere delle pertinenze dei fabbricati che si intendono
tutelare.
In questo contesto la conservazione diventa un obiettivo
politico a cui sono chiamati tutti i cittadini, anche al fine
di consentire la riappropriazione dell'identità culturale e
dello stretto rapporto tra abitante e zona abitata.
Il restauro conservativo deve essere tradotto in uso
appropriato, cioè socialmente finalizzato, di tutto il
territorio costruito ed agricolo; la campagna deve essere
salvata e valorizzata come pure il centro storico: entrambi
devono essere considerati parti intangibili del territorio da
recuperare alle loro funzioni abitative e produttive.
Per le motivazioni su esposte i proponenti si augurano che
la proposta di legge possa trovare accoglimento anche da parte
degli altri gruppi politici, sensibili alla necessità di
conservare testimonianze della nostra civiltà.
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