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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


34546
DDL2875-0002
Progetto di legge Camera n. 2875 - testo presentato - (DDL12-2875)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2875. TESTIPDL
...C2875.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2875 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- E' nel Quattrocento che si
  assiste al rapido aumento della richiesta di libri:
  l'aumentata richiesta riguarda le esigenze professionali di
  ecclesiastici, legali, burocrati, ma si registra anche un
  incremento dei libri di devozione e di lettura amena destinati
  ai laici.  Tale fenomeno si associa all'invenzione della
  stampa: infatti le notizie che in tutti i maggiori centri
  d'Europa fossero in corso esperimenti di stampa, confermano
  che era diffuso il desiderio di sveltire la produzione
  libraria.
    Le origini della stampa restano ancora molto oscure.  La
  nuova tecnica comincia come un segreto di mestiere gelosamente
  custodito, inoltre, per un certo periodo, il libro stampato si
  distingueva appena dal manoscritto.  Si comprende quindi come
  mai la paternità dell'invenzione della stampa sia così
  controversa e poco conosciuto sia Panfilo Castaldi.  Medico e
  tipografo,
  nato a Feltre il 22 settembre 1398, nel 1472 si trova
  a Milano con il privilegio di stampare nel Ducato. "...fra il
  1471 e il 1472, un privilegio simile a quello accordato al
  Pianella... era stato concesso al medico Panfilo Castaldi,
  venuto appositamente a Milano da Venezia, portando seco la sua
  officina" (G.  Biscaro 1915 cit. da Una guida per Feltre ed
  Athena).  A lui, secondo lo storico secentesco A. Cambruzzi, si
  deve l'invenzione dei caratteri mobili da stampa prima del
  Gutenberg.  Su ciò a lungo si è scritto e discusso per
  confutare il primato tedesco.  Certo è che Panfilo Castaldi è
  una figura di primo piano nel grande fermento rinascimentale
  in cui le innovazioni sul piano delle idee procedono grazie a
  innovazioni e scoperte tecnicoscientifiche.  E' stupefacente la
  rapidità con cui la stampa si diffuse: verso l'inizio del XVI
  secolo praticamente ciascun Paese europeo aveva stamperie e
  stampatori propri.
 
                               Pag. 2
 
    All'incirca nel giro di una generazione la stampa si
  diffuse in tutta Europa e la rapidità della sua diffusione fu
  dovuta al fatto che si trattava della continuazione del già
  esistente commercio libraio.
    Si è calcolato che durante il periodo degli incunaboli,
  cioè durante l'infanzia della tipografia, sino al 1500 vennero
  stampate in Europa almeno trentamila diverse edizioni.  E'
  innegabile che la stampa costituirà uno dei punti di partenza
  del mondo moderno poiché se i primi libri non si discostavano,
  per contenuto, dalla produzione manoscritta, tuttavia,
  gradualmente, essi giunsero a introdurre nuove forme, nuove
  idee e giocarono un ruolo chiave nel Rinascimento, nella
  Riforma e, più tardi, nell'Illuminismo.  Il giornale nacque nel
  corso del XVII secolo come mezzo di comunicazione destinato
  alla classe borghese urbana, con funzioni essenziali per il
  commercio e la politica.  Per le sue caratteristiche il
  giornale era uno strumento di comunicazione essenzialmente
  laico, legato agli interessi economici, politici e sociali del
  momento.
    Contribuì a promuovere la democrazia e il cambiamento
  sociale; la circostanza che in talune Dichiarazioni dei
  diritti delle colonie americane e in talune Costituzioni
  dell'Ottocento fosse riconosciuta la libertà di stampa e non
  anche la libertà di parola, comprova che all'epoca vi era una
  diffusa consapevolezza dell'importanza della stampa come
  fattore di mutamento sociale, incommensurabilmente maggiore
  rispetto alla parola.
    Oggi, nell'epoca della comunicazione di massa, la stampa
  rappresenta una delle tecnologie sviluppatesi per la
  diffusione su vasta scala dell'informazione e della cultura
  nelle società moderne, ma continua
  ad avere un ruolo non secondario nel cambiamento e
  nell'integrazione sociale in quanto svolge una funzione nella
  vita della società per quanto riguarda questioni di politica,
  d'opinione e di etica pubblica e privata.  Quale che sia
  l'esattezza o la rilevanza dell'informazione fornita è
  verosimile che noi, in linea generale, dipendiamo da essa.  Di
  conseguenza, i mezzi di comunicazione di massa possono avere
  un ruolo di primaria importanza come fattori di
  socializzazione e come fonti di modelli di comportamento
  positivi o negativi.
    Essi offrono una ricca panoramica di fatti reali e
  immaginari dalla quale possiamo trarre elementi per costruire
  la nostra interpretazione del mondo e forniscono schemi di
  riferimento per collocare i fatti in un contesto.  I mezzi di
  comunicazione di massa possono anche giocare un ruolo nel
  provocare eventi storici, come avvenne per la caduta del
  presidente Nixon, sebbene sia più probabile che essi siano
  canali e strumenti del cambiamento, piuttosto che la causa
  diretta.  In tutti gli spunti proposti sopra non è chi non veda
  che la nostra attuale società dell'informazione ha le sue
  radici proprio in quella contestata invenzione della stampa da
  cui siamo partiti e di cui una parte degli studiosi
  attribuiscono il merito a Panfilo Castaldi.  Feltre ritiene
  quindi che non si debba far passare il sesto centenario della
  Sua nascita senza riproporne con forza l'opera, l'ambiente in
  cui si è formato che nel Rinascimento è stato importantissimo
  crocevia fra le più importanti correnti di pensiero, arte,
  merci, in definitiva, ricchezza e che ancora oggi conserva
  testimonianze dello splendido passato, ma vuole proporsi come
  luogo di incontro e di riflessione sul ruolo della stampa
  all'inizio del terzo millennio.
 
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