| Onorevoli Colleghi! -- E' nel Quattrocento che si
assiste al rapido aumento della richiesta di libri:
l'aumentata richiesta riguarda le esigenze professionali di
ecclesiastici, legali, burocrati, ma si registra anche un
incremento dei libri di devozione e di lettura amena destinati
ai laici. Tale fenomeno si associa all'invenzione della
stampa: infatti le notizie che in tutti i maggiori centri
d'Europa fossero in corso esperimenti di stampa, confermano
che era diffuso il desiderio di sveltire la produzione
libraria.
Le origini della stampa restano ancora molto oscure. La
nuova tecnica comincia come un segreto di mestiere gelosamente
custodito, inoltre, per un certo periodo, il libro stampato si
distingueva appena dal manoscritto. Si comprende quindi come
mai la paternità dell'invenzione della stampa sia così
controversa e poco conosciuto sia Panfilo Castaldi. Medico e
tipografo,
nato a Feltre il 22 settembre 1398, nel 1472 si trova
a Milano con il privilegio di stampare nel Ducato. "...fra il
1471 e il 1472, un privilegio simile a quello accordato al
Pianella... era stato concesso al medico Panfilo Castaldi,
venuto appositamente a Milano da Venezia, portando seco la sua
officina" (G. Biscaro 1915 cit. da Una guida per Feltre ed
Athena). A lui, secondo lo storico secentesco A. Cambruzzi, si
deve l'invenzione dei caratteri mobili da stampa prima del
Gutenberg. Su ciò a lungo si è scritto e discusso per
confutare il primato tedesco. Certo è che Panfilo Castaldi è
una figura di primo piano nel grande fermento rinascimentale
in cui le innovazioni sul piano delle idee procedono grazie a
innovazioni e scoperte tecnicoscientifiche. E' stupefacente la
rapidità con cui la stampa si diffuse: verso l'inizio del XVI
secolo praticamente ciascun Paese europeo aveva stamperie e
stampatori propri.
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All'incirca nel giro di una generazione la stampa si
diffuse in tutta Europa e la rapidità della sua diffusione fu
dovuta al fatto che si trattava della continuazione del già
esistente commercio libraio.
Si è calcolato che durante il periodo degli incunaboli,
cioè durante l'infanzia della tipografia, sino al 1500 vennero
stampate in Europa almeno trentamila diverse edizioni. E'
innegabile che la stampa costituirà uno dei punti di partenza
del mondo moderno poiché se i primi libri non si discostavano,
per contenuto, dalla produzione manoscritta, tuttavia,
gradualmente, essi giunsero a introdurre nuove forme, nuove
idee e giocarono un ruolo chiave nel Rinascimento, nella
Riforma e, più tardi, nell'Illuminismo. Il giornale nacque nel
corso del XVII secolo come mezzo di comunicazione destinato
alla classe borghese urbana, con funzioni essenziali per il
commercio e la politica. Per le sue caratteristiche il
giornale era uno strumento di comunicazione essenzialmente
laico, legato agli interessi economici, politici e sociali del
momento.
Contribuì a promuovere la democrazia e il cambiamento
sociale; la circostanza che in talune Dichiarazioni dei
diritti delle colonie americane e in talune Costituzioni
dell'Ottocento fosse riconosciuta la libertà di stampa e non
anche la libertà di parola, comprova che all'epoca vi era una
diffusa consapevolezza dell'importanza della stampa come
fattore di mutamento sociale, incommensurabilmente maggiore
rispetto alla parola.
Oggi, nell'epoca della comunicazione di massa, la stampa
rappresenta una delle tecnologie sviluppatesi per la
diffusione su vasta scala dell'informazione e della cultura
nelle società moderne, ma continua
ad avere un ruolo non secondario nel cambiamento e
nell'integrazione sociale in quanto svolge una funzione nella
vita della società per quanto riguarda questioni di politica,
d'opinione e di etica pubblica e privata. Quale che sia
l'esattezza o la rilevanza dell'informazione fornita è
verosimile che noi, in linea generale, dipendiamo da essa. Di
conseguenza, i mezzi di comunicazione di massa possono avere
un ruolo di primaria importanza come fattori di
socializzazione e come fonti di modelli di comportamento
positivi o negativi.
Essi offrono una ricca panoramica di fatti reali e
immaginari dalla quale possiamo trarre elementi per costruire
la nostra interpretazione del mondo e forniscono schemi di
riferimento per collocare i fatti in un contesto. I mezzi di
comunicazione di massa possono anche giocare un ruolo nel
provocare eventi storici, come avvenne per la caduta del
presidente Nixon, sebbene sia più probabile che essi siano
canali e strumenti del cambiamento, piuttosto che la causa
diretta. In tutti gli spunti proposti sopra non è chi non veda
che la nostra attuale società dell'informazione ha le sue
radici proprio in quella contestata invenzione della stampa da
cui siamo partiti e di cui una parte degli studiosi
attribuiscono il merito a Panfilo Castaldi. Feltre ritiene
quindi che non si debba far passare il sesto centenario della
Sua nascita senza riproporne con forza l'opera, l'ambiente in
cui si è formato che nel Rinascimento è stato importantissimo
crocevia fra le più importanti correnti di pensiero, arte,
merci, in definitiva, ricchezza e che ancora oggi conserva
testimonianze dello splendido passato, ma vuole proporsi come
luogo di incontro e di riflessione sul ruolo della stampa
all'inizio del terzo millennio.
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