| Onorevoli Colleghi! -- Da molto tempo tra le popolazioni
del Ponente Ligure e del Basso Piemonte c'è vivo interesse
comune a creare un'unione di tipo economico e culturale con la
vicina Costa Azzurra. Anche l'articolo 3, comma 2, dello
statuto della provincia di Imperia recita in questi termini:
"La provincia ribadisce le sue affinità storiche,
linguistiche, di cultura, di usi e di costumi con le
popolazioni ed i territori delle province di Cuneo, di Savona,
con il dipartimento delle Alpi Marittime e la regione francese
della Provence Alpes Cote d'Azur".
L'ideale bacino, che porta il nome di "Alpazur", nonostante
gli accordi economici effettuati dalle camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura e l'abbattimento delle
frontiere doganali, trova
il suo limite nella impossibilità oggettiva di una reale
integrazione amministrativa.
Tuttavia è possibile, ai sensi dell'articolo 132 della
Costituzione, creare una nuova regione costituita dal
triangolo delle tre province di Cuneo, Savona ed Imperia.
Detta regione, con una propria autonomia amministrativa,
potrà intensificare con maggior forza i rapporti con il vicino
dipartimento francese di Nizza: i benefici saranno certamente
di indubbia portata.
Inoltre i motivi di distacco delle due province (Imperia e
Savona) rispetto alla restante parte della Liguria e in
particolare da Genova sono noti.
Le vicende storiche hanno poi messo in evidenza che i
motivi di contrasto sono stati superiori a quelli di
unione.
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Attualmente il bacino genovese si dibatte in una crisi di
vasta portata per cui i gravi problemi di Genova (porto,
industria, eccetera) hanno distratto l'attenzione della
regione Liguria dalle problematiche del Ponente Ligure. La
stessa economia della Riviera di Ponente, prevalentemente
basata sul turismo, non lega con quella genovese.
C'è da sottolineare ancora che l'insofferenza da parte dei
comuni della Riviera di Ponente ha raggiunto ormai livelli di
guardia per questi motivi:
1) il Ponente soffre di continue crisi idriche che ne
condizionano la stessa sopravvivenza economica. Il
disinteresse della regione a questo proposito è risultato
pressoché totale nonostante esista una legge specifica (legge
5 gennaio 1994, n. 36) che attribuisce a piani di portata
regionale la soluzione del problema;
2) altrettanto grave è il problema della viabilità per
una zona di frontiera. Il raddoppio della ferrovia e
dell'Aurelia attendono da circa quarant'anni una soluzione
almeno a livello progettuale.
I comuni non riescono a conoscere (anche per loro interessi
specifici) neppure i possibili tracciati perché manca
un'azione di coordinamento tra gli stessi organismi: azione
che dovrebbe essere svolta da un ente superiore quale la
regione. Si arriva quindi al paradosso che, mentre nella parte
francese esistono tre diverse strade a scelta del turista, sul
versante italiano se ne trova una sola e anche male attrezzata
con conseguente disagio ed immagine negativa per coloro che si
accingono a visitare l'Italia.
Lo stesso discorso vale per la linea ferrata che è ancora
quella di inizio secolo nonostante sia linea
internazionale.
A ragione o a torto la provincia di Cuneo si considera
dimenticata dal resto del Piemonte. La posizione geografica
l'ha portata fino ad oggi ad essere esclusa dalle grandi vie
di comunicazione (la provincia di Cuneo vanta primati negativi
in termini di viabilità) tanto da essere considerata la
cenerentola del Piemonte, pur avendo enormi potenzialità di
sviluppo in ogni settore.
Le grandi vie di accesso al suo sbocco naturale, costituito
da Nizza e dalle province di Imperia e Savona, sono sempre
state negate alla provincia di Cuneo, che usufruisce di una
sola autostrada a carreggiata unica per Savona e di un colle
con traforo (il Colle di Tenda) che la unisce alla Francia,
progettato nel secolo scorso, del tutto inadatto al traffico
presente e a rischio di inagibilità.
Eppure i legami più stretti di tradizioni, cultura, storia
ed economia, legano la provincia di Cuneo proprio alla Val
Roya (italiana fino al dopoguerra), a Nizza (italiana fino al
1860), nonché alle due province liguri di Imperia e di Savona,
con le quali la provincia di Cuneo può considerarsi un ponte
naturale e strettissimo verso la Francia.
Al contrario tra le province del Ponente e la provincia di
Cuneo si sono sviluppati rapporti di interconnessione sia in
senso orizzontale sia in senso verticale:
a) in senso orizzontale: le province di Imperia,
Savona e Cuneo sviluppano un'economia di tipo omogeneo e si
confrontano in termini di competitività, ma anche di
interdipendenza con la vicina Costa Azzurra;
b) in senso verticale: le popolazioni del basso
Piemonte trovano nella Riviera di Ponente un naturale punto di
riferimento per trascorrere il fine settimana, le vacanze
estive e il soggiorno invernale. Viceversa le stazioni
sciistiche piemontesi rappresentano una meta a portata di mano
per lo svago invernale dei savonesi e degli imperiesi.
Il miglioramento delle vie di comunicazione con il cuneese,
oggi trascurato, intensificherebbe i traffici commerciali e
turistici con un rilevante incremento delle attività portuali
di Savona e di Imperia.
In un quadro di più accentuato senso di valorizzazione
delle autonomie locali e di volontà nel riscrivere la
Costituzione in senso federalista, la formazione di una nuova
regione, da denominarsi "Alpiazzurre",
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rappresenterebbe un'unità omogenea che potrebbe
sviluppare una potenzialità economica certamente superiore
alla sommatoria del prodotto interno lordo di ciascuna
provincia. Si attiverebbe di conseguenza un processo di
integrazione economica e commerciale con il più avanzato e
progredito dipartimento di Nizza e si realizzerebbe così
l'agognato dipartimento chiamato "Alpazur".
Sul piano giuridico, tuttavia, devono essere rispettate le
condizioni poste dal primo comma dell'articolo 132 della
Costituzione, prima fra queste che la nuova regione debba
avere un minimo di abitanti non inferiore ad un milione. In
effetti la popolazione, secondo l'ultimo censimento ISTAT
1991, ammonterebbe per la nuova regione "Alpiazzurre" a
1.045.468 abitanti. Di conseguenza la Liguria avrebbe una
popolazione di 1.178.048 abitanti, mentre il Piemonte
conterebbe su 3.755.331 abitanti.
E' evidente che per l'approvazione della presente proposta
di legge costituzionale debbano pronunciarsi favorevolmente i
consigli comunali rappresentanti almeno un terzo delle
popolazioni interessate; inoltre la proposta dovrà essere
approvata dalla maggioranza delle popolazioni stesse tramite
referendum.
Secondo i parametri stabiliti dall'articolo 57 della
Costituzione i senatori della nuova regione "Alpiazzurre" sono
stabiliti in numero di cinque.
Con leggi ordinarie dello Stato saranno regolati i poteri e
le attribuzioni della nuova regione.
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