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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


34563
DDL2879-0002
Progetto di legge Camera n. 2879 - testo presentato - (DDL12-2879)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2879. TESTIPDL
...C2879.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2879 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Da molto tempo tra le popolazioni
  del Ponente Ligure e del Basso Piemonte c'è vivo interesse
  comune a creare un'unione di tipo economico e culturale con la
  vicina Costa Azzurra.  Anche l'articolo 3, comma 2, dello
  statuto della provincia di Imperia recita in questi termini:
  "La provincia ribadisce le sue affinità storiche,
  linguistiche, di cultura, di usi e di costumi con le
  popolazioni ed i territori delle province di Cuneo, di Savona,
  con il dipartimento delle Alpi Marittime e la regione francese
  della Provence Alpes Cote d'Azur".
    L'ideale bacino, che porta il nome di "Alpazur", nonostante
  gli accordi economici effettuati dalle camere di commercio,
  industria, artigianato e agricoltura e l'abbattimento delle
  frontiere doganali, trova
  il suo limite nella impossibilità oggettiva di una reale
  integrazione amministrativa.
    Tuttavia è possibile, ai sensi dell'articolo 132 della
  Costituzione, creare una nuova regione costituita dal
  triangolo delle tre province di Cuneo, Savona ed Imperia.
    Detta regione, con una propria autonomia amministrativa,
  potrà intensificare con maggior forza i rapporti con il vicino
  dipartimento francese di Nizza: i benefici saranno certamente
  di indubbia portata.
    Inoltre i motivi di distacco delle due province (Imperia e
  Savona) rispetto alla restante parte della Liguria e in
  particolare da Genova sono noti.
    Le vicende storiche hanno poi messo in evidenza che i
  motivi di contrasto sono stati superiori a quelli di
  unione.
 
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    Attualmente il bacino genovese si dibatte in una crisi di
  vasta portata per cui i gravi problemi di Genova (porto,
  industria, eccetera) hanno distratto l'attenzione della
  regione Liguria dalle problematiche del Ponente Ligure.  La
  stessa economia della Riviera di Ponente, prevalentemente
  basata sul turismo, non lega con quella genovese.
    C'è da sottolineare ancora che l'insofferenza da parte dei
  comuni della Riviera di Ponente ha raggiunto ormai livelli di
  guardia per questi motivi:
      1) il Ponente soffre di continue crisi idriche che ne
  condizionano la stessa sopravvivenza economica.  Il
  disinteresse della regione a questo proposito è risultato
  pressoché totale nonostante esista una legge specifica (legge
  5 gennaio 1994, n. 36) che attribuisce a piani di portata
  regionale la soluzione del problema;
      2) altrettanto grave è il problema della viabilità per
  una zona di frontiera.  Il raddoppio della ferrovia e
  dell'Aurelia attendono da circa quarant'anni una soluzione
  almeno a livello progettuale.
    I comuni non riescono a conoscere (anche per loro interessi
  specifici) neppure i possibili tracciati perché manca
  un'azione di coordinamento tra gli stessi organismi: azione
  che dovrebbe essere svolta da un ente superiore quale la
  regione.  Si arriva quindi al paradosso che, mentre nella parte
  francese esistono tre diverse strade a scelta del turista, sul
  versante italiano se ne trova una sola e anche male attrezzata
  con conseguente disagio ed immagine negativa per coloro che si
  accingono a visitare l'Italia.
    Lo stesso discorso vale per la linea ferrata che è ancora
  quella di inizio secolo nonostante sia linea
  internazionale.
    A ragione o a torto la provincia di Cuneo si considera
  dimenticata dal resto del Piemonte.  La posizione geografica
  l'ha portata fino ad oggi ad essere esclusa dalle grandi vie
  di comunicazione (la provincia di Cuneo vanta primati negativi
  in termini di viabilità) tanto da essere considerata la
  cenerentola del Piemonte, pur avendo enormi potenzialità di
  sviluppo in ogni settore.
    Le grandi vie di accesso al suo sbocco naturale, costituito
  da Nizza e dalle province di Imperia e Savona, sono sempre
  state negate alla provincia di Cuneo, che usufruisce di una
  sola autostrada a carreggiata unica per Savona e di un colle
  con traforo (il Colle di Tenda) che la unisce alla Francia,
  progettato nel secolo scorso, del tutto inadatto al traffico
  presente e a rischio di inagibilità.
    Eppure i legami più stretti di tradizioni, cultura, storia
  ed economia, legano la provincia di Cuneo proprio alla Val
  Roya (italiana fino al dopoguerra), a Nizza (italiana fino al
  1860), nonché alle due province liguri di Imperia e di Savona,
  con le quali la provincia di Cuneo può considerarsi un ponte
  naturale e strettissimo verso la Francia.
    Al contrario tra le province del Ponente e la provincia di
  Cuneo si sono sviluppati rapporti di interconnessione sia in
  senso orizzontale sia in senso verticale:
        a)  in senso orizzontale: le province di Imperia,
  Savona e Cuneo sviluppano un'economia di tipo omogeneo e si
  confrontano in termini di competitività, ma anche di
  interdipendenza con la vicina Costa Azzurra;
        b)  in senso verticale: le popolazioni del basso
  Piemonte trovano nella Riviera di Ponente un naturale punto di
  riferimento per trascorrere il fine settimana, le vacanze
  estive e il soggiorno invernale.  Viceversa le stazioni
  sciistiche piemontesi rappresentano una meta a portata di mano
  per lo svago invernale dei savonesi e degli imperiesi.
    Il miglioramento delle vie di comunicazione con il cuneese,
  oggi trascurato, intensificherebbe i traffici commerciali e
  turistici con un rilevante incremento delle attività portuali
  di Savona e di Imperia.
    In un quadro di più accentuato senso di valorizzazione
  delle autonomie locali e di volontà nel riscrivere la
  Costituzione in senso federalista, la formazione di una nuova
  regione, da denominarsi "Alpiazzurre",
 
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  rappresenterebbe un'unità omogenea che potrebbe
  sviluppare una potenzialità economica certamente superiore
  alla sommatoria del prodotto interno lordo di ciascuna
  provincia.  Si attiverebbe di conseguenza un processo di
  integrazione economica e commerciale con il più avanzato e
  progredito dipartimento di Nizza e si realizzerebbe così
  l'agognato dipartimento chiamato "Alpazur".
    Sul piano giuridico, tuttavia, devono essere rispettate le
  condizioni poste dal primo comma dell'articolo 132 della
  Costituzione, prima fra queste che la nuova regione debba
  avere un minimo di abitanti non inferiore ad un milione.  In
  effetti la popolazione, secondo l'ultimo censimento ISTAT
  1991, ammonterebbe per la nuova regione "Alpiazzurre" a
  1.045.468 abitanti.  Di conseguenza la Liguria avrebbe una
  popolazione di 1.178.048 abitanti, mentre il Piemonte
  conterebbe su 3.755.331 abitanti.
    E' evidente che per l'approvazione della presente proposta
  di legge costituzionale debbano pronunciarsi favorevolmente i
  consigli comunali rappresentanti almeno un terzo delle
  popolazioni interessate; inoltre la proposta dovrà essere
  approvata dalla maggioranza delle popolazioni stesse tramite
  referendum.
    Secondo i parametri stabiliti dall'articolo 57 della
  Costituzione i senatori della nuova regione "Alpiazzurre" sono
  stabiliti in numero di cinque.
    Con leggi ordinarie dello Stato saranno regolati i poteri e
  le attribuzioni della nuova regione.
 
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