| Onorevoli Colleghi! -- Molti comuni si trovano nella
condizione di gravi squilibri di bilancio e rischiano il
dissesto finanziario a causa dei maggiori oneri per
l'esproprio di aree per l'edilizia economica e popolare,
determinati con sentenze della magistratura ordinaria.
Non sono poche le situazioni, infatti, in cui i comuni sono
stati condannati a risarcire i proprietari delle aree ablate
con somme rilevanti (anche 40-50 mila lire in comuni di
piccole dimensioni).
Si tratta, in moltissimi casi, di aree site nelle "zone
Peep" ed in cui i comuni hanno proceduto all'occupazione delle
aree senza adottare, successivamente e nei termini, il decreto
di espropriazione, ovvero hanno subito condanne giudiziarie di
rideterminazione dell'indennità di esproprio.
Difatti, la magistratura ordinaria, accogliendo le
opposizioni dei proprietari dei terreni ablati, ha
rideterminato il costo delle aree, condannando il comune al
pagamento di somme di gran lunga superiori a quelle
determinate dall'Ente locale.
La presente proposta di legge si pone l'obiettivo di dare
una soluzione al problema ed evitando, da un lato, che i
comuni ricorrano a dissesto finanziario e, dall'altro, di
richiedere ai cittadini assegnatari delle aree somme
rilevantissime che in molti casi non sono in grado di
fronteggiare.
Il decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, consentiva ai
comuni la possibilità di accedere ad appositi mutui con la
Cassa depositi e prestiti con l'onere di ammortamento a totale
carico dello Stato.
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Ora i comuni che si trovano nella situazione sopra
descritta non possono più avvalersi della possibilità concessa
dal citato decreto-legge n. 8 del 1993 perché i termini per
usufruirne sono scaduti.
Tenuto conto che a fronte dei 1.473 miliardi di lire
disponibili, ne risultano impegnati solo 432, la presente
proposta di
legge intende riaprire i termini per consentire ai comuni di
poter presentare le domande di mutuo non oltre il sessantesimo
giorno dalla data di entrata in vigore della legge proposta e
concedendo i mutui sino ad esaurimento dei fondi seguendo
l'ordine cronologico della presentazione delle domande.
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