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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


34578
DDL2883-0002
Progetto di legge Camera n. 2883 - testo presentato - (DDL12-2883)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C2883. TESTIPDL
...C2883.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC2883 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Molti comuni si trovano nella
  condizione di gravi squilibri di bilancio e rischiano il
  dissesto finanziario a causa dei maggiori oneri per
  l'esproprio di aree per l'edilizia economica e popolare,
  determinati con sentenze della magistratura ordinaria.
    Non sono poche le situazioni, infatti, in cui i comuni sono
  stati condannati a risarcire i proprietari delle aree ablate
  con somme rilevanti (anche 40-50 mila lire in comuni di
  piccole dimensioni).
    Si tratta, in moltissimi casi, di aree site nelle "zone
  Peep" ed in cui i comuni hanno proceduto all'occupazione delle
  aree senza adottare, successivamente e nei termini, il decreto
  di espropriazione, ovvero hanno subito condanne giudiziarie di
  rideterminazione dell'indennità di esproprio.
    Difatti, la magistratura ordinaria, accogliendo le
  opposizioni dei proprietari dei terreni ablati, ha
  rideterminato il costo delle aree, condannando il comune al
  pagamento di somme di gran lunga superiori a quelle
  determinate dall'Ente locale.
    La presente proposta di legge si pone l'obiettivo di dare
  una soluzione al problema ed evitando, da un lato, che i
  comuni ricorrano a dissesto finanziario e, dall'altro, di
  richiedere ai cittadini assegnatari delle aree somme
  rilevantissime che in molti casi non sono in grado di
  fronteggiare.
    Il decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con
  modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, consentiva ai
  comuni la possibilità di accedere ad appositi mutui con la
  Cassa depositi e prestiti con l'onere di ammortamento a totale
  carico dello Stato.
 
                               Pag. 2
 
    Ora i comuni che si trovano nella situazione sopra
  descritta non possono più avvalersi della possibilità concessa
  dal citato decreto-legge n. 8 del 1993 perché i termini per
  usufruirne sono scaduti.
    Tenuto conto che a fronte dei 1.473 miliardi di lire
  disponibili, ne risultano impegnati solo 432, la presente
  proposta di
  legge intende riaprire i termini per consentire ai comuni di
  poter presentare le domande di mutuo non oltre il sessantesimo
  giorno dalla data di entrata in vigore della legge proposta e
  concedendo i mutui sino ad esaurimento dei fondi seguendo
  l'ordine cronologico della presentazione delle domande.
 
DATA=950713 FASCID=DDL12-2883 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=2883 TOTPAG=0003 TOTDOC=0003 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=010 PAGFIN=0002 RIGFIN=013 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=288300 00 FASCIDC=12DDL2883 SORTNAV=0288300 000 00000 ZZDDLC2883 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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