| Onorevoli Colleghi! -- La cartapesta ha origini molto
remote; infatti le prime testimonianze in Italia risalgono al
'400 e questa tecnica è strettamente legata all'invenzione e
all'utilizzo del materiale cartaceo.
Tra le più antiche testimonianze sino ad ora accertate di
lavori in cartapesta si ricordano una Madonna col Bambino del
XV secolo depositata presso il Palazzo Ducale di Urbino, due
manichini sempre del XV secolo ed un Ecce Homo nel Museo
Bardini di Firenze, una cornice di specchio con figura di
donna in cartapesta dipinta, opera di Neroccio di Bartolomeo
Landi (1447-1550) presso il Victoria and Albert Museum di
Londra. Inoltre numerosi apparati per feste erano realizzati
in cartapesta da famosi artisti tra cui il Bernini; nel
Santuario di Santa Maria delle Grazie a Mantova vi sono 53
statue ex voto, di notevoli dimensioni, modellate dal
frate Acquanegra e poi continuate dal padre Serafino de
Legnago. Infine a Bologna vi sono numerosi pezzi realizzati in
cartapesta nel secolo XVIII dai maggiori scultori del luogo
tra cui A. Gabriello Pio. Queste opere sono solamente un
esempio del grande ed importante fenomeno dell'utilizzo della
cartapesta nel '400 e presente senza interruzioni a Lecce;
iniziato dove si è creato un importante patrimonio artistico e
culturale strettamente collegato al Barocco nel periodo di
maggiore splendore.
Al 1738 risale la realizzazione del soffitto in cartapesta
della Chiesa di Santa Chiara, tipico esempio di architettura
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barocca. La statuaria leccese si è da sempre espressa nelle
realizzazioni in cartapesta nelle quali ha raggiunto il
massimo del valore artistico in stretto rapporto con l'arredo
barocco.
Per tali motivi, storici, artistici e culturali, si
richiede l'apposizione del vincolo su tali opere a livello
nazionale per evitare errati interventi di restauro da parte
degli artigiani cartapestai che alterano con rifacimenti
totali l'originarietà e i caratteri tipologici dei singoli
pezzi.
Nel convegno svoltosi a Torciano a cura dell'Istituto
centrale per il restauro si è dimostrato, con due interventi
tipo, che la cartapesta può e deve essere recuperata al pari
di qualsiasi opera d'arte contrariamente
a quanto ritenuto sinora. Interventi errati hanno
comportato la perdita di numerosi pezzi in cartapesta di
notevole importanza con conseguente alterazione dell'immagine
del fenomeno culturale.
In assenza di catalogazione, apposizione del vincolo, corsi
di restauro a cura di personale specializzato, mostre e
restauro, si ritiene, con la presente proposta di legge, di
poter almeno procedere al vincolo dei manufatti in cartapesta
per evitare interventi dissennati sugli stessi. In seguito è
auspicabile che si voglia intervenire con progetti organici
per tutelare, recuperare, inventariare e far conoscere un
patrimonio ancora non sufficientemente noto al grosso
pubblico.
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