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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3562
DDL0242-0002
Progetto di legge Camera n. 242 - testo presentato - (DDL12-242)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C242. TESTIPDL
...C242.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC242 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Soltanto in Italia occorre aver
  compiuto 25 anni per votare al Senato.
    Nel resto d'Europa, anche per la Camera alta, dove c'è, si
  vota a 18 anni, salvo quando essa è non elettiva (Gran
  Bretagna) o non eletta direttamente, come in Irlanda, Francia
  e Paesi Bassi.  Fa eccezione la Grecia, dove si vota a 20
  anni.
    A quasi 20 anni dalla legge 8 marzo 1975, n. 39, che
  abbassò la maggiore età da 21 a 18 anni, quest'altra
  peculiarità italiana stride in contrasto con l'immagine di un
  paese moderno alle soglie dell'Europa unita.  Ma stride anche,
  paurosamente, con gli interessi e la dignità dei giovani
  compresi fra i 18 e i 25 anni.  E con il dato che, abbassata la
  maggiore età,
  si è addirittura accresciuta di altri tre anni la distanza
  temporale tra il conseguimento di questo requisito e
  l'esercizio del diritto di voto per il Senato.
    Sicché, nel 1975, non soltanto si trascurò l'equità di una
  riduzione contestuale per le due Camere, ma si acuì la
  sperequazione già inattuale.  L'Italia si trova ora ad
  affrontare questo problema in condizioni culturali migliori
  rispetto al 1975.
    Si tratta, peraltro, non solo di riconoscere un diritto
  (che "non può essere limitato..."), sancito dal terzo comma
  dell'articolo 48 della stessa Carta costituzionale; ma anche
  di prendere atto, sebbene con ritardo, del livello di maturità
  e del ruolo sociale conseguiti dai nostri
 
                               Pag. 2
 
  giovani.  E di considerare, finalmente in misura adeguata,
  l'arricchimento che ne deriverebbe alla dinamica democratica
  della nostra società.
    Quanto alla questione relativa alla riduzione anche
  dell'età per l'elettorato passivo al Senato, crediamo sia
  necessario subordinarla al conseguimento dell'obiettivo
  pregiudizialmente posto con la presente proposta.
    Nel 1975, quando si approvò la "nuova" maggiore età, non si
  procedette oltre per fedeltà alla filosofia della
  intangibilità della Carta costituzionale.
    Dopo che questa preclusione di principio è caduta diventa
  per un verso più attuale e per altro verso sempre più
  ineludibile il problema del pieno riconoscimento
  dell'elettorato attivo a tutti i cittadini della
  Repubblica.
 
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