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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3565
DDL0243-0002
Progetto di legge Camera n. 243 - testo presentato - (DDL12-243)
(suddiviso in 17 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C243. TESTIPDL
...C243.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC243 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- In tempi in cui l'intera disciplina
  in ordine alle Forze armate italiane è messa in discussione e
  da più parti se ne sollecita un rinnovamento, invitiamo i
  membri di questa Assemblea a non trascurare una fondamentale
  necessità, già posta in rilievo nelle precedenti legislature:
  l'istituzione del servizio militare volontario femminile nelle
  Forze armate.
    Questa proposta di legge, d'altra parte, rientra nel
  fondamentale principio sancito dalla Costituzione che
  riconosce alla donna piena parità di diritti con gli uomini:
  in base a questo dettato le donne sono state progressivamente
  ammesse, quali protagoniste, in settori di attività che ancora
  alcuni decenni or sono erano loro preclusi.
    Oggi le donne prestano servizio non solo nella
  magistratura, nella diplomazia, ma anche nella Polizia di
  Stato, nei vigili
  urbani ed il loro impiego si va estendendo sempre più anche
  in attività particolari come il pilotaggio di aerei ed il
  comando di navi mercantili o di natanti.
    Noi riteniamo che i tempi siano maturi per dare attuazione
  al disposto dell'articolo 1 della legge 9 febbraio 1963, n.
  66, concernente l'ammissione della donna ai pubblici uffici ed
  alle professioni, che stabilisce: "L'arruolamento della donna
  nelle forze armate e nei corpi speciali è regolato da leggi
  particolari".
    D'altro lato, il servizio militare femminile in Italia non
  rappresenta una novità in quanto, già verso la fine
  dell'ultimo conflitto, venne istituito, come in molti Paesi,
  il corpo delle ausiliarie.
    Nelle altre nazioni, il primo corpo regolare femminile per
  l'espletamento dei servizi ausiliari fu istituito, sin
  dall'inizio del secondo conflitto mondiale, in Gran Bretagna
 
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  e, successivamente, negli Stati Uniti mentre in Russia le
  donne furono impiegate anche in azioni di combattimento.
    Inoltre, in tutti i Paesi in cui si manifestò il fenomeno
  della Resistenza le donne furono pari agli uomini sia nella
  lotta armata sia nei servizi delle unità cui appartenevano,
  per cui la proposta di legge, che sottoponiamo alla
  valutazione degli onorevoli colleghi, tanto sotto l'aspetto
  costituzionale quanto sotto quello della sua opportunità, non
  dovrebbe trovare ostacoli.
    Fra i Paesi che fanno parte della NATO il servizio militare
  femminile, attualmente, è espletato in Canadà, Danimarca, Gran
  Bretagna, Francia, Norvegia, Paesi Bassi, Stati Uniti e
  Turchia e, ovunque, l'apporto femminile è stato positivamente
  valutato non solo perché determinati servizi meglio si
  attagliano alle peculiari doti della donna, ma anche perché
  lasciano disponibili aliquote di personale maschile per i
  servizi e gli impieghi loro più attinenti.
  Belgio.
    In Belgio, con decreto reale del 30 aprile 1962, le Forze
  armate sono state autorizzate ad aprire arruolamenti
  volontari, con possibilità di successive rafferme, per le
  donne, destinandole ad unità non operative, a condizione che
  avessero almeno 18 anni di età, buona salute e moralità, che
  fossero risultate idonee previo esame di selezione tecnica in
  base ai titoli di cui erano in possesso.  Il periodo di
  arruolamento e ciascuna rafferma hanno una durata di due anni
  e le ausiliarie, pur avendo una propria gerarchia, sono sempre
  subordinate all'autorità militare ai cui ordini prestano
  servizio.
  Francia.
    In Francia le forze femminili, all'inizio, erano costituite
  da elementi provenienti dalla Resistenza, dalle volontarie
  dell'Africa settentrionale e dalle Forze armate francesi di
  liberazione.  Fino al 1962 le PFAT (terra), PFAM (marina), PFAA
  (aria), prestarono servizio in tutti i settori di operazione,
  pur senza portare armi (campagne di Francia, di Germania, di
  Cipro, di Corea, dell'esercito di Oriente, dell'Africa
  settentrionale) ed uno statuto comune alle tre armi entrò in
  vigore il 15 ottobre 1951.
    Con la legge n. 70-596 del 9 luglio 1970, cui hanno fatto
  seguito il decreto n. 72-806 del 31 agosto 1972  (Code du
  service national)  e la legge n. 73-625 del 10 luglio 1973,
  il servizio nazionale femminile è stato ristrutturato.  Ha
  sempre carattere volontario con una durata pari a quella
  prevista per il contingente maschile di leva.  La domanda può
  essere presentata da donne di età fra i 18 ed i 27 anni, non
  coniugate e senza figli a carico, che godono dei diritti
  civili, di buona moralità, in possesso dei requisiti richiesti
  per le mansioni cui sono destinate, cioè servizi medici,
  paramedici, di laboratorio, degli organismi scientifici
  militari, amministrativi, tecnici, assistenziali, sociali e
  inerenti alla motorizzazione.
    Il Ministro della difesa decide in merito all'accoglimento
  delle domande in relazione ai posti disponibili nei vari
  servizi.
    La esclusione dal servizio ha luogo di diritto quando la
  volontaria perda la cittadinanza francese, oppure su decisione
  del Ministro della difesa nazionale quando sia incorsa in
  determinate condanne, per gravi mancanze disciplinari, per
  sopravvenuta inattitudine fisica o professionale.  Il servizio,
  inoltre, può cessare a domanda della interessata in caso di
  matrimonio, di maternità, per gravi motivi personali o
  familiari.
  Gran Bretagna.
    La Gran Bretagna è stata, nel tempo, il primo Paese che
  abbia istituito un servizio militare femminile e ciò prima
  dell'inizio del secondo conflitto mondiale.  Attualmente nella
  Royal Navy vi sono circa 3.400 donne, nella Royal Air Force
  5.800, nei Royal Naval Corps 5.500 e questi servizi ausiliari
  femminili fanno parte integrante e permanente delle Forze
  armate della
 
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  corona ed i loro ufficiali ricevono il brevetto di nomina
  dalla regina.  Esse hanno i gradi corrispondenti a quelli delle
  Forze in cui prestano servizio e possono raggiungere il grado
  di brigadiere generale nell'esercito, di commodoro dell'aria
  in aviazione, di direttore della marina che corrisponde al
  nostro grado di contrammiraglio.
    Nel servizio delle Air Force sono ammesse al pilotaggio
  degli aerei come  flight lieutenent, squadron leader, wing
  commander, group captain.
  Stati Uniti.
    Negli Stati Uniti le  Women's Army Corps  (WACS)
  comprendono i corpi femminili delle tre armi.  L'arruolamento
  ha luogo a domanda sia in relazione all'arma prescelta sia in
  funzione dell'impiego cui l'ausiliaria è qualificata.
  L'arruolamento è ammesso per le donne dai 20 ai 49 anni di età
  e come titolo di studio è sufficiente aver compiuto due anni
  di scuola superiore.  La mancanza del titolo di studio può
  essere superata dall'esito positivo delle prove di idoneità e
  dalla classificazione conseguita negli esami di ammissione.
    Le WACS sono addette ai servizi tecnici, ospedalieri,
  fotografici, cinematografici, disegno, operatori, radio,
  tecnici, elettronici, telefonisti, motoristi, mansioni
  amministrative in genere, servizi logistici, rifornimenti e
  così via.
    E' interessante notare che le WACS sono arruolate nelle
  Forze armate (USAF) sulla stessa base del personale maschile e
  svolgono le loro mansioni in altre 200 categorie di servizi.
  Attualmente nell'USAF prestano servizio circa quarantamila
  donne di cui diecimila come infermiere di volo, cioè personale
  sanitario adibito a prestare servizio sugli aerei attrezzati
  per il soccorso o per lo sgombero feriti.
    Altro personale femminile, con apposito brevetto, è addetto
  al pilotaggio di aerei per trasporti, servizi di corriere,
  servizi meteorologici ed è anche ammesso al collaudo in volo
  di motori per alcuni tipi di aereo.
    Esse, fin dal 1948, fanno parte integrante delle forze
  attive ed in congedo e ricevono le stesse indennità e gli
  identici emolumenti degli uomini.  Anche l'avanzamento è
  soggetto alle analoghe condizioni ed alle stesse procedure
  previste per il personale maschile, ma nel servizio femminile
  sono previsti solo i gradi fino a quello di colonnello o
  corrispondente.  Sembra - da notizie stampa - che in questi
  ultimi tempi sia stato istituito anche un grado di ufficiale
  generale.
  Svizzera.
    In Svizzera, con l'ordinanza del 26 dicembre 1961 è stato
  istituito il servizio complementare femminile riservato alle
  cittadine elvetiche con età compresa fra i 19 ed i 40 anni.
  L'ammissione in servizio ha luogo a domanda.  Esse hanno gli
  stessi obblighi e gli stessi diritti del personale maschile.
  Il servizio complementare ha durata di 91 giorni ed il
  proscioglimento ha luogo di diritto al compimento del
  sessantesimo anno di età, per la perdita della cittadinanza,
  per sopravvenuta inidoneità fisica oppure per matrimonio o
  maternità ed in questi due casi su domanda della
  interessata.
    Le donne fanno parte integrante delle Forze armate, hanno
  una propria gerarchia ed i quadri sono preparati attraverso
  appositi corsi.
  Canada.
    Le donne in Canada si sono distinte nel servizio militare
  durante la seconda guerra mondiale ma, dopo il conflitto, i
  servizi femminili furono sciolti.  Nel 1951, però, il
  Cabinet Defence Commitée  ne approvò l'arruolamento
  nell'esercito, nella marina e nell'aeronautica tanto per il
  servizio attivo quanto per quello di complemento.
  Successivamente le donne ufficiali poterono divenire
  consultants  (consiglieri) nell'esercito regolare e nel
  1955 le donne di ogni grado furono ammesse nei corpi di
  complemento della marina.  A parità di funzioni le donne
 
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  hanno la stessa retribuzione degli uomini e, quando terminano
  il periodo di servizio, hanno diritto alla pensione ed alla
  indennità sulla stessa base di quanto previsto per il
  personale maschile.
  Norvegia.
    In Norvegia le donne in servizio nelle Forze armate sono
  impiegate, in tempo di pace, come civili e remunerate secondo
  i sistemi civili.  Esse, quindi, non hanno prospettive di
  carriera militare ma, dal 1957, per farle beneficiare della
  protezione prevista dalla Convenzione di Ginevra, sono state
  invitate a firmare una dichiarazione con cui si impegnano, in
  caso di mobilitazione, a proseguire il proprio servizio come
  personale militare.  Esse vengono munite anche di una uniforme
  che attualmente indossano solo durante le manovre.  Nel 1951 il
  Parlamento ha approvato la nomina di ispettrici per le tre
  armi: esse, insieme con la Direttrice delle infermiere,
  costituiscono il consiglio femminile delle Forze armate.  Tale
  organismo "consiglia" il Ministero della difesa ed il comitato
  dei capi di stato maggiore su tutte le questioni attinenti
  l'impiego delle donne.
  Israele.
    Un accenno particolare va fatto per lo Stato di Israele ove
  il servizio militare femminile è obbligatorio anche in tempo
  di pace, con una durata di 20 mesi.  Alla leva sono chiamate le
  donne sino al 26^ anno di età con esonero di quelle sposate
  con figli o per motivi religiosi, ma in tal caso prestano
  servizio civile.  Il personale femminile è impiegato nei
  servizi amministrativi ed ausiliari delle Forze armate ed in
  numero limitato al quartier generale.
                           *  *  *
    Il servizio militare femminile, come previsto nella
  presente proposta di legge, ha carattere esclusivamente
  volontario e l'arruolamento avviene a domanda in relazione al
  numero dei posti disponibili, secondo le specialità e le
  mansioni annualmente fissate nel bando di concorso emanato dal
  Ministero della difesa.  Il personale femminile si può
  arruolare per un anno, quindi raffermarsi per un periodo di
  tre anni.
    Successivamente, a domanda, passa in servizio volontario
  continuativo.
    Le donne volontarie, che prestano servizio senz'armi,
  durante la guerra non possono essere assegnate a reparti o
  unità combattenti, aerei e navi in azioni operative.  A domanda
  possono prestare servizio su mezzi aerei, navali e terrestri
  adibiti al soccorso e allo sgombero dei feriti e degli
  ammalati dalla zona di operazioni.
    I loro compiti e le loro mansioni troveranno applicazione
  soprattutto nei servizi che, nell'ambito delle Forze armate,
  offrono una ampia gamma di possibilità.
    A parte i servizi medico-sanitario, amministrativo nonché
  quello delle comunicazioni e dei collegamenti, per i quali la
  donna sembra avere una naturale predisposizione, non vediamo
  alcuna difficoltà nel prevedere una donna laureata adibita
  alle armi navali, ai servizi o studi aeronautici, agli
  istituti militari a carattere scientifico, come non vediamo
  alcuna difficoltà di preporre donne al comando di naviglio
  sussidiario o al pilotaggio di aerei per trasporti, o alla
  guida di automezzi, o quali addette ai magazzini, ai servizi
  logistici, oppure nei reparti fotografici, cartografici e così
  via.
    Il trattamento economico loro riservato, salvo per le
  volontarie, equiparate alla truppa, che godranno di benefici
  particolari, è identico a quello dei militari di pari grado e
  mansioni, ma è previsto un premio alla fine dell'arruolamento
  e della rafferma mentre il trattamento pensionistico è
  liquidato secondo quanto previsto per i militari.
    Il Corpo militare volontario femminile ha una propria
  divisa e la gerarchia dei gradi è identica a quella dei
  militari dell'esercito.
    Per l'arruolamento sono richieste le seguenti condizioni:
  aver compiuto gli anni 18 e non aver superato i 30, essere
 
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  cittadina italiana, di sana e robusta costituzione fisica, nel
  pieno godimento dei diritti civili, non coniugata, non essere
  stata condannata per delitti non colposi e non aver in corso
  alcun procedimento penale per tali delitti; essere in possesso
  del titolo necessario per le mansioni cui si aspira.
    Durante la rafferma o il servizio volontario continuativo
  che, salvo esigenze di servizio, è svolto nell'ambito della
  regione di residenza, le donne possono contrarre
  matrimonio.
    Noi riteniamo che anche in Italia il servizio militare
  volontario femminile rappresenti una positiva utilizzazione di
  intelligenze e di volontà con determinante apporto alla
  efficienza ed alla funzionalità delle nostre Forze armate,
  tenendo anche conto di quanto è scritto nel "Libro bianco" del
  Ministero della difesa (pagg. 335-336):
    "L'istituzione di un servizio militare femminile ha formato
  oggetto di apposite proposte di legge presso i due rami del
  Parlamento nelle passate legislature ed è stata recentemente
  riproposta all'attenzione della pubblica opinione da nuove
  specifiche iniziative parlamentari.
    Una soluzione positiva del problema non è in contrasto con
  i principi della Costituzione (ma anzi, tende ad adeguarsi
  allo spirito di alcune delle sue norme), né con le leggi
  vigenti.  L'introduzione del servizio militare femminile su
  base volontaria - a parte le considerazioni di ordine
  finanziario - può effettivamente corrispondere ad alcune
  specifiche esigenze delle nostre Forze armate.
    In relazione ai suddetti orientamenti, l'istituzione di un
  "corpo femminile" nell'ambito
  delle Forze armate è da tempo oggetto di attenzione
  da parte della Difesa.
    Fin dal 1966 gli studi in materia si sono orientati, in un
  primo momento, a ricercare un efficace correttivo alla
  diminuzione della durata della ferma di leva; successivamente
  - approfonditi i diversi aspetti della questione, anche in
  relazione a varie iniziative parlamentari - sono stati
  indirizzati verso la definizione di una forma di reclutamento
  su base volontaria, con funzioni ausiliarie ed integrative.
    I criteri da seguire per l'istituzione, a carattere
  sperimentale di un servizio femminile, sono stati così
  individuati:
      reclutamento su base volontaria;
      inquadramento del personale nelle categorie ufficiali
  (laureate e diplomate di secondo grado) e sottufficiali
  (diplomate di primo grado);
      strutturazione di un corpo unico (non combattente) per le
  tre Forze armate;
      impiego nei settori sanitari, logistico,
  tecnico-amministrativo, delle comunicazioni, addestrativo".
    Chiediamo, quindi, agli onorevoli colleghi di voler
  esprimere il loro voto favorevole alla presente proposta di
  legge che, sul piano sociale, apre ampie possibilità per un
  miglior impiego della donna italiana, affidandole compiti e
  mansioni non solo connaturati alla particolarità della sua
  natura, ma corrispondenti anche a quelle concrete
  manifestazioni di dedizione e di volontà che, nella tormentata
  storia del nostro Paese, specie nei momenti più difficili,
  sono assurte ad esempi di civismo e di amore patrio.
 
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