| Onorevoli Colleghi! -- Si è parlato per troppo tempo,
ormai, del diritto alla salute al fine di sollecitare,
giustamente, l'istituzione di strutture pubbliche, che
venissero incontro alle esigenze, purtroppo sempre crescenti,
dell'utenza.
Ma oggi, nel momento in cui il Servizio sanitario nazionale
è posto più che mai sotto accusa, noi vogliamo richiamare
l'attenzione dell'Assemblea su una proposta di legge già
presentata nella X e nella XI legislatura che, per la gravità
e l'attualità della questione affrontata, si rivela come
complementare rispetto a qualsiasi riforma sanitaria.
Considerato che l'educazione sanitaria nelle scuole non è
istituzionalizzata e lo studio dell'ambiente è affidato
pressoché all'interesse ed alla curiosità individuale, si vede
come in effetti in Italia si sia
ancora molto lontani dall'avere una coscienza sanitaria,
tant'è che la presente richiesta di prestazioni riguarda quasi
esclusivamente la diagnosi e la terapia, non la prevenzione.
Noi riteniamo che da parte delle donne possa essere dato un
segnale di sensibilità verso un problema che non può essere
ulteriormente dilazionato nel tempo, partendo da una
inversione dei presupposti: se il cittadino non ha ancora
acquisito una coscienza sanitaria, vuoi per inadempienza dello
Stato, vuoi per una scarsa sensibilità al problema, occorre
affermare un "dovere" alla salute, nel rispetto cristiano o
laico della vita, nella esaltazione della vita stessa che è
patrimonio del singolo ma anche della collettività.
Il cancro dell'utero e quello mammario sono divenuti ormai
per le donne, le mal du
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siècle; eppure alla sua aumentata diffusione non
corrisponde una immagine più chiara della malattia e delle sue
cause. E' statisticamente assodato, ad esempio, che il cancro
mammario può insorgere in soggetti che abbiano preso
anticoncezionali per otto anni di seguito e prima dei
venticinque anni, senza aver avuto un figlio in precedenza.
Nel simposio internazionale di Montecarlo dell'ottobre 1984 è
emerso che 500 mg di caffeina (pari ad otto caffé) triplicano
la frequenza della iperplasia lobulare atipica della mammella
e della mastopatia fibrocistica, che hanno tutti i presupposti
per trasformarsi in cancro; le donne che fumano hanno
diciassette volte più delle altre il rischio di ammalarsi di
cancro del collo dell'utero, ed ancora anche lo stress
ha la sua importanza: i topi inoculati con virus e
stressati hanno cancro mammario dopo 330 giorni, non stressati
dopo 660 giorni. A fronte, allora, di una situazione
obiettiva, occorre tentare di intervenire e porre riparo
attraverso una attenta opera di informazione e prevenzione
oncologica.
La prima può essere affidata alla scuola ed ai consultori,
la seconda alle strutture pubbliche e private, per offrire
all'utente la possibilità di scegliere la struttura di sua
fiducia. In sostanza con questa proposta di legge si intende
trasferire nel campo della normativa legislativa un obbligo
morale, che ogni donna dovrebbe avvertire nei riguardi di se
stessa, dei propri figli, della società, un obbligo tuttavia,
che non è stato avvertito, se non in minima parte,
talora per ignoranza, talora per timore della nocività degli
esami cui sottoporsi, o ancora per i ritmi di vita, convulsi e
stressanti, che impongono alle donne scelte tali da porre la
salute su un piano secondario rispetto ad altre scelte che
appaiono primarie. La riforma sanitaria, poi, ha messo in moto
una serie di meccanismi burocratici che scoraggiano il
cittadino. E' per questo che nella presente proposta di legge
si prevede che gli esami possano essere fatti senza la
preventiva autorizzazione, ma regolarmente registrati su un
cartellino che, essendo formulato in doppia copia, è diretto
sia all'interessata, sia al centro raccolta dati da istituirsi
presso la unità sanitaria locale di appartenenza dell'utente.
Con la istituzione del centro raccolta dati si intende fornire
una opportuna struttura di supporto per la ricerca
scientifica, considerando che i fondi finalizzati alla ricerca
sul cancro sono inadeguati: la minuziosa raccolta dei dati
eterogenei per diversi fattori (aree geografiche, età,
condizioni economiche ed ambientali, eccetera) costituisce una
valida base statistica, sulla quale operare indagini e
ricerche.
I motivi esposti ci confortano circa la opportunità di
presentare questa proposta di legge, che non ha la pretesa di
risolvere un annoso e complesso problema, ma intende soltanto
contribuire alla sua soluzione attraverso un doveroso apporto
del singolo cittadino, che deve divenire cosciente
dell'importanza e della rilevanza sociale della salute,
significativo indice delle condizioni reali di progresso
civile di una popolazione.
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