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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


3642
DDL0254-0002
Progetto di legge Camera n. 254 - testo presentato - (DDL12-254)
(suddiviso in 32 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C254. TESTIPDL
...C254.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC254 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La conferenza di Rio de Janeiro ha
  riportato con prepotenza all'attenzione del mondo il problema
  "ambiente" ed ha indicato urgenze e linee di intervento.
    Dare una definizione al termine "ambiente" non è cosa
  facile; esso assume diversi significati: paesaggio, atmosfera,
  suolo, acqua ed altro; oggi però esso assume sotto di sé altri
  significati, come: pericolo, disastro ecologico, emergenza,
  degrado.
    Da ciò si deduce che se l'ambiente crea allarme sociale,
  esso rappresenta elemento necessario per la sopravvivenza
  umana e per ciò che la circonda.  Diventa così inscindibile il
  nesso biologico esistenziale, fisico e psichico, tra l'uomo e
  l'ambiente, sì che questo costituisce il termine di proiezione
  del primo e nel contempo il dato significativo dell'armonia
  biologica tra gli stessi.
    Perché l'uomo prendesse coscienza dell'importanza di tale
  inscindibile legame, sono occorse le catastrofi ecologiche, il
  degrado ambientale, l'emergenza, il pericolo.  La salute, bene
  tutelato dalla nostra Costituzione (articolo 32) non si limita
  più all'incolumità fisica dell'uomo preso isolatamente, ma
  inserito nella comunità, così che la sua tutela e protezione
  si estende alla vita associata dell'uomo, assumendo un
  contenuto di socialità e di sicurezza, per cui il diritto alla
  salute piuttosto che come diritto alla vita e alla incolumità
  fisica si configura come diritto all'ambiente salubre.
    La presa di coscienza non basta; essa si deve tradurre in
  un rimedio per ciò che è avvenuto e prevenzione per ciò che
  potrebbe accadere, questa è una delle più importanti
  responsabilità politiche nei confronti del corpo elettorale:
  ecco perché noi, che di quella coscienza siamo i
 
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  rapresentanti, proponiamo una legge-quadro sull'ambiente che
  possa una volta per tutte dare una risposta organica
  all'emergenza "ambiente".
  1)  Lo stato dell'ambiente:
    Quando si parla di stato dell'ambiente si fa riferimento
  alla situazione ambientale nella sua globalità, prescindendo
  così dai confini che dividono ogni singola nazione; i fenomeni
  ecologici infatti sono strumenti collegati tra loro da un
  rapporto continuo di causa ed effetto.  Così la distruzione
  della foresta tropicale direttamente non riguarda l'Italia,
  indirettamente però ne condiziona i fattori climatici.
    Da ciò si deduce l'importanza di una collaborazione
  internazionale per la difesa del pianeta; in attesa, però, che
  tale collaborazione sia tradotta in accordi ed iniziative
  normative, è necessaria una legislazione nazionale completa ed
  organica che possa essere successivamente confrontata con
  quella di altri Paesi.
    Analizziamo brevemente i singoli aspetti dell'odierno stato
  ambientale, in modo da intervenire per tamponare e prevenire i
  problemi ad essi inerenti.
  ARIA.
    Il disagio provocato dall'inquinamento atmosferico è quello
  che viene percepito maggiormente dalla popolazione soprattutto
  in grandi centri urbani e nei grandi centri industrializzati.
  L'aria inquinata è un sistema chimicamente e fisicamente
  instabile per la "immissione" in essa di sostanze che ne
  alterano il normale equilibrio.  Le principali cause: le
  emissioni di anidride carbonica e di altri gas generatori
  dell'"effetto serra", le emissioni di clorofluorocarburi che
  sono responsabili del "buco di ozono"; per non parlare delle
  emissioni di biossido di zolfo, di piombo, monossido di
  carbonio, delle piogge acide.
  ACQUE.
    Altro elemento fondamentale per la nostra esistenza è
  l'acqua; essa viene rinnovata e utilizzata secondo cicli e
  fasi ben determinate e che l'attività dell'uomo ha modificato,
  alterandone così la qualità e la quantità.
    Per quanto riguarda le acque superficiali, infatti, non
  pochi sono i casi di bacini ad elevato rischio ambientale, per
  esempio il bacino del Po, in cui si riversano gli scarichi
  civili, industriali ed agricoli di una delle zone a più alta
  densità di popolazione e attività agricola e industriale
  d'Italia.  Lo stesso dicasi per le acque del sottosuolo
  continuamente minate dalla presenza nel terreno di diserbanti
  (contaminazione da atrazina), nitrati, cloruri, solfati ed
  altro.  E' naturale poi che anche le acque costiere vengano
  condizionate dalle alterazioni delle acque che in esse si
  riversano.
  SUOLO.
    Le modificazioni del suolo sono dovute in parte a cause
  naturali geologiche (sismicità, franosità), in parte
  all'intervento devastante dell'uomo: deforestazione, crescita
  dei centri urbani, sfruttamento al di là delle esigenze
  effettive, abbassamento del suolo per l'estrazione di acque
  dal sottosuolo, erosione delle coste.
  FAUNA E FLORA.
    L'inquinamento dell' habitat,  la pesca e la caccia non
  controllate hanno provocato uno squilibrio della fauna ed in
  alcuni casi la sua completa distruzione, soprattutto se si
  considera che l'Italia è un punto di passaggio obbligatorio
  per la fauna migratoria.
    Anche sulla flora l'intervento dell'uomo è stato
  devastante: i disboscamenti, i decespugliamenti, le bonifiche,
  l'industrializzazione, l'urbanizzazione, l'uso di diserbanti,
  lo sfruttamento eccessivo delle piante per motivi estetici ed
  erboristici.
    La tutela del patrimonio floreale e faunistico è quella che
  ha un bisogno immediato di essere realizzata; esistono già i
  parchi nazionali, le riserve naturali, i parchi naturali
  regionali, le aree marine, le riserve naturali marine.  Ma
  tutti sono in stato di abbandono e arretratezza.
 
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  RUMORE.
    Altra causa di danni per il benessere psicofisico è
  l'inquinamento acustico, che sino ad ora non è stato oggetto
  di alcuna legislazione.  I fattori scatenanti del fenomeno sono
  il traffico urbano, soprattutto in città ad alto tasso di
  popolazione, il traffico in generale e quello aereo in
  particolare.
  RIFIUTI.
    Esistono diversi tipi di rifiuti: quelli urbani,
  provenienti dalle abitazioni domestiche e dagli insediamenti
  civili, quelli speciali derivanti dalle lavorazioni
  industriali e da attività agricole (zootecniche), quelli
  ospedalieri; quasi tutti sono tossici e contaminanti
  (soprattutto quelli ospedalieri), ma gli impianti per la loro
  distruzione sono carenti o mal funzionanti.
    Senza menzionare la penosa quantità complessiva di rifiuti
  che in un anno vengono stimati nel nostro Paese, non si può
  evitare di sottolineare l'imminente pericolo che tali quantità
  rappresentano per l'equilibrio ambientale.
  2)  I responsabili del degrado ambientale.
    L'unico vero responsabile del degrado ambientale è l'uomo;
  non c'è fenomeno che non dipenda dal suo comportamento, a
  partire dall'urbanizzazione spesso disarticolata, disorganica
  e abusiva concentrata in grossi agglomerati urbani e con i
  problemi ad essa inerenti: sfruttamento delle acque,
  trasporti, smaltimento dei rifiuti, piani regolatori non
  rispettati, carenti, del tutto inesistenti.
    Si passa poi all'industrializzazione, che forse è una delle
  principali cause del dissesto ambientale, non solo per gli
  scarichi inquinanti, ma per la violazione di tutte quelle
  norme inerenti alla depurazione e al controllo dei processi
  produttivi.  La logica del profitto ha portato, nel secondo
  dopoguerra, ad uno sviluppo eccessivo e concentrato di poli
  industriali che hanno arrecato danni irreparabili per un buon
  70 per cento della nostra penisola.
    In ultimo ma non per importanza, l'agricoltura, in parte
  industrializzata essa stessa, in parte affidata ai
  fitofarmaci, ai fertilizzanti, ai diserbanti, condizionata
  dalla richiesta del mercato e quindi costretta a delle
  trasformazioni del territorio nocive per l' habitat;  si
  pensi agli allevamenti zootecnici, che oltre a comportare
  grosse trasformazioni del suolo producono rifiuti organici in
  quantità superiori alle capacità di smaltimento del
  terreno.
  3)  La legislazione in materia ambientale.
    La normativa a difesa dell'ambiente è nata a cavallo degli
  anni settanta, disarticolata e disorganica; tale legislazione
  non ha vietato l'inquinamento ma ha delegato la pubblica
  amministrazione decentrata (regioni, province, comuni) ad
  intervenire per limitare il fenomeno.  E' inutile dire che le
  pubbliche amministrazioni sono assenti e disattente alla
  applicazione della legge così che la magistratura si è trovata
  spesso a fronteggiare tali comportamenti omissivi, con il
  risultato di affidare la salvezza dell'ambiente alla maggiore
  o minore sensibilità di un giudice.
    Le associazioni ambientaliste hanno dato di sicuro una
  svolta, spingendo il legislatore ad interventi più drastici e
  a veri e propri divieti (cosiddetta legge Galasso).
  Ciononostante tale normativa non è servita a tamponare il
  fenomeno, questo perché: le leggi spesso enunciano princìpi ma
  poi non stabiliscono precetti, divieti e sanzioni per il
  rispetto di questi princìpi; le leggi delegano competenze e
  controlli ad enti non idonei ad affrontare tali compiti; le
  leggi rinviano la esecutività dei loro princìpi a futuri
  regolamenti di esecuzione o a futuri decreti ministeriali che
  non vengono prontamente emanati; le leggi rinviano ad altre
  leggi precedenti o future, per stabilire i canoni, i limiti e
  entità; le leggi stabiliscono princìpi generali e poi
  aggiungono eccezioni che, grazie ad interpretazioni estensive,
  diventano la regola.
    Il presente progetto di legge quadro per l'ambiente si
  prefigge lo scopo di ovviare a questi inconvenienti: esso
  nasce all'insegna della prevenzione prevedendo progetti e
  programmi e non intervenendo solo con divieti e sanzioni; ha
  carattere sistematico
 
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  nell'affrontare tutti i problemi ambientali con omogeneità
  pur nella loro eterogeneità; affianca alla prevenzione tecnica
  una programmazione e razionalizzazione economica compatibile
  con il risanamento ambientale; prevede un potenziamento del
  Ministero dell'ambiente e della sua struttura amministrativa;
  coordina l'attività centrale con quella di altri Dicasteri e
  con quella periferica regionale; istituisce nuovi organi di
  programmazione, ricerca e controllo; adegua le diverse
  esigenze dell'Italia meridionale e di quella settentrionale;
  regola e disciplina gli strumenti per far fronte alle esigenze
  finanziarie.
    Proprio perché legge-quadro il presente progetto tocca i
  momenti più salienti delle
  problematiche ambientali: spetta così agli operatori del
  diritto dare risposte concrete alle varie esigenze; spetta poi
  ad ognuno di noi prendere coscienza della realtà che ci
  circonda perché noi in prima persona siamo la causa del
  degrado ambientale: la società del benessere basata sull'"usa
  e getta" deve ridimensionare le sue abitudini e le sue
  sfrenate regole consumistiche, non si può demandare alla legge
  o all'intervento drastico del potere esecutivo ciò che è un
  dovere-diritto di ogni cittadino: solo con questa
  collaborazione avremo speranza di riuscire nel nostro intento
  per la salvezza di noi tutti e per il dovere che abbiamo nei
  confronti delle generazioni future.
 
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