| Onorevoli Colleghi! -- Con la presente proposta di legge
sottoponiamo al vostro giudizio l'opportunità di istituire la
facoltà di giornalismo nelle nostre università.
Il motivo di questa iniziativa risiede nell'importanza
sempre crescente che la professione di giornalista ha assunto
nell'informare l'opinione pubblica, specialmente con il sempre
più massiccio affermarsi delle comunicazioni di massa, che con
gli ulteriori sviluppi della tecnologia porterà il giornale
stampato direttamente nelle nostre case.
Non a torto il giornalismo è stato definito il "quarto
potere" ed anche un non approfondito esame rende evidente la
incidenza di questo essenziale mezzo di comunicazione nelle
vicende quotidiane, dal campo politico a quello finanziario,
economico, sociale, giudiziario, ed anche strettamente
individuale, esaltando ed abbattendo qualsiasi persona, dal
divo dello sport, dello spettacolo, all'uomo d'affari, al
manager, ai Ministri, ai Capi di Stato.
Attualmente i detentori di questo immenso potere sono
persone che arrivano alla professione dalla pratica, dal
tirocinio, via via affinandosi attraverso successi ed
insuccessi.
Non intendiamo in alcun modo interferire sulla "libera
concorrenza" fra giornalisti e giornalisti, ma riteniamo
opportuno che coloro i quali si affacciano al tirocinio
abbiano già una preparazione di base ad alto livello, come può
e deve essere quella di un corso universitario
quadriennale.
Resti però inteso che tutti coloro che otterranno il
diploma di laurea in giornalismo
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e conseguiranno il titolo di dottore, non per questo
saranno abilitati alla professione.
Conseguita la laurea, infatti, dovranno svolgere due anni
di pratica e, solo in presenza di un giudizio positivo
potranno chiedere l'iscrizione nell'albo professionale,
condizione essenziale per poter esercitare la professione.
Già da tempo è stata avvertita la necessità di dare una
specifica preparazione ai giovani che intendono avviarsi a
questa professione, e sono sorte, per iniziativa privata o di
gruppi, le "scuole" di giornalismo, ciascuna con una propria
struttura, con diversa durata dei corsi, con piani di studio
non sempre collimanti. Alcune "scuole" sono state elevate ad
"ente morale", altre si denominano "istituti superiori": tutto
ciò sta a dimostrare la opportunità della creazione di una
facoltà di giornalismo.
Nella nostra proposta di legge prevediamo un corso
quadriennale, che, dopo un piano di studi comune nei primi due
anni, si scinde in due indirizzi: giornalismo della carta
stampata, e quello dei mezzi audiovisivi.
Il piano di studi comprende nel primo biennio tredici
insegnamenti fondamentali, comuni ai due indirizzi. Per il
secondo biennio e per ciascun indirizzo sono previsti otto
insegnamenti fondamentali, di cui due tecnico-pratici, e
quattro complementari per un complesso obbligatorio di
venticinque esami oltre l'esame di laurea.
Per la realizzazione di questo progetto si delega il
Ministro dell'università e della
ricerca scientifica e tecnologica a determinare con propri
decreti:
a) il numero delle facoltà da istituire presso le
università statali, tenendo conto, per la scelta delle sedi,
dell'ordinamento regionale dello Stato;
b) per il primo corso di laurea il piano di studi
dei quattro anni;
c) annualmente il numero dei posti per ciascun
corso di laurea;
d) il numero dei posti nel ruolo unico dei
professori ordinari ed associati da mettere a concorso, anche
per le discipline tecnico-pratiche;
e) l'utilizzazione, specialmente per il primo corso
di laurea, del personale docente presso le attuali scuole di
giornalismo che hanno un piano di studi (materie e durata
quadriennale) analogo o affine a quello della nuova
facoltà.
La presente proposta di legge prevede anche che il Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica
prima di emanare i decreti considerati alle lettere a), b),
c) e d) debba sentire, oltre gli altri organi dello
Stato, istituzionalmente competenti, anche la presidenza
nazionale dell'Ordine dei giornalisti, per un opportuno e
doveroso collegamento.
Onorevoli colleghi, affidiamo al vostro giudizio questa
proposta di legge e, con la vostra collaborazione critica, ne
auspichiamo l'approvazione.
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