| Onorevoli Colleghi! -- Durante gli anni della contestazione
venne coinvolta anche l'immagine dell'esercito italiano, già
degradato dalla acrimoniosa campagna antimilitarista promossa
dai partiti della sinistra.
I Governi che si succedettero in quei decenni, rendendosi
partecipi della filosofia allora corrente, e pensando che
l'uniforme operasse una sorta di condizionamento psicologico
sul comportamento della classe militare più giovane, ritennero
opportuna l'abrogazione della normativa che imponeva l'uso
della divisa anche nelle ore di libera uscita.
Questo, noi riteniamo, ha contribuito ad una certa
rilassatezza dei costumi militari, sia all'interno sia
all'esterno delle caserme, e ad oscurare l'immagine nazionale
ed internazionale della nostra classe militare.
Nella attuale fase storica, in cui si vuole riguadagnare la
fiducia ed il rispetto dell'opinione pubblica verso le nostre
forze militari mediante un rinnovamento tendente a favorire un
certo risultato qualitativo più che quantitativo,
l'obbligatorietà della divisa nelle ore di libera uscita può
contribuire notevolmente a tale processo di rinnovamento.
Crediamo sinceramente nello sviluppo morale e nel
sentimento civile del nostro esercito e nella possibilità di
elevare a più alto rango la classe militare italiana davanti
agli occhi dell'intera comunità, così che la presenza di
giovani militari non sia più motivo di imbarazzo, bensì di
sicurezza e di orgoglio.
I giovani militari non devono infatti dimenticare che anche
nelle ore di libera uscita essi sono tenuti al rispetto di
certe regole di condotta, militari ancorché civili.
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E' opportuno avere la possibilità di fare distinzione tra i
diversi corpi d'arma, nonché tra i militari ed i comuni
cittadini, sia in circostanze onorevoli quanto
disonorevoli.
Inoltre, in previsione di un esercito integrato europeo, la
cultura e le tradizioni militari italiane non si devono
confondere con quelle degli altri Stati europei.
Gli italiani non devono dimenticare che la sicurezza e
l'integrità dello Stato è comunque affidata al valore ed al
coraggio delle nostre Forze armate.
Nelle nostre città, e più generalmente in quelle delle
cosiddette "regioni a rischio", deve poi essere visibile,
anche nei giovani militari di leva, la presenza dello Stato: è
un contributo che i giovani di leva debbono responsabilmente
dare alla società, nel momento in cui questa è aggredita dai
fenomeni malavitosi e di criminalità.
Per queste valutazioni, proponiamo che l'attuale normativa
in materia sia modificata nel senso di ripristinare
l'obbligatorietà per i giovani di leva dell'uso della divisa
nelle ore di libera uscita.
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