| Onorevoli Colleghi! -- Il riscatto degli anni di studi
universitari, ai fini della pensione, è stato indubbiamente
una conquista sociale che è servita anche d'incitamento e di
impegno allo studio. Molti insegnanti, forniti di diploma, pur
essendo nei ruoli delle scuole medie di primo grado, hanno
avvertito il bisogno di dare prestigio a se stessi ed alla
scuola, arricchendosi con gli studi universitari e la
laurea.
I docenti, entrati nei ruoli di educazione tecnica ed
artistica con semplici diplomi, ma che poi hanno conseguito
una laurea, hanno chiesto il riscatto degli anni di studi
universitari, ai fini della pensione, ma, con assurda
discriminazione, lo hanno ottenuto solo e quando la loro
laurea era
specifica, e rispondente alle materie d'insegnamento.
Limitazione, questa, ingiusta e restrittiva, non
rispondente allo spirito della legge, che tende ad incentivare
la cultura e perciò riconosce, premia e consacra gli anni di
studi universitari.
Le facoltà si scelgono eminentemente secondo la vocazione e
le attitudini.
Le lauree in ingegneria ed in architettura, richieste per
la educazione tecnica ed artistica, se sono più consone e
corrispondenti alle materie d'insegnamento, non debbono essere
preclusive al conseguimento di un beneficio riconosciuto ad
altri.
La presente proposta di legge vuole essere d'incitamento
agli studi e giusto
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riconoscimento di un diritto maturato nelle finalità di una
scuola aperta, senza grettezze restrittive alla cultura nella
pienezza del suo significato più ampio e più vario.
Non si tratta di un provvedimento che esprima o reclami
privilegi, ma che pone
sullo stesso piano quanti sono forniti dello stesso
titolo.
Nel campo della educazione tecnica ed artistica è ovvio che
molti insegnanti non siano forniti di titolo specifico, ma per
motivi di analogia è giusto estendere ad essi i benefìci di
cui godono gli altri laureati.
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