| Onorevoli Colleghi! -- L'abnorme sviluppo del trasporto
privato, come principale fattore di mobilità nelle aree
urbane, è una delle cause di alterazione dell'ambiente e della
qualità della vita, con gravi danni per la salute.
La crescita dei livelli di inquinamento atmosferico ed
acustico rappresenta il più evidente segno di questa deteriore
situazione in cui siamo costretti a vivere.
Da più parti si levano voci che chiedono l'introduzione di
radicali modificazioni rispetto a questo modello, perché non è
possibile ritenere che il problema venga risolto con le misure
di emergenza o attraverso i decreti "antismog" ed i pur
necessari piani di disinquinamento.
La via del risanamento passa attraverso lo sviluppo del
trasporto pubblico e di altre forme di mobilità di massa,
alternativi
all'uso dei mezzi privati, quali i sistemi di
parcheggio e di scambio tra auto e mezzo pubblico finalizzati
alla chiusura dei centri storici e delle aree urbane più
densamente popolate, le metropolitane leggere, la
riconversione all'elettricità dei trasporti pubblici,
l'integrazione del trasporto pubblico urbano con le ferrovie,
il rilancio delle ferrovie locali, le scale mobili e i nastri
trasportatori, gli erogatori di energia ed i posteggi per le
auto elettriche, le piste ciclabili ed ogni altra forma di
trasporto collettivo.
Occorre un impegno straordinario dello Stato in questa
direzione, innanzitutto attraverso l'introduzione di massicci
finanziamenti a carattere permanente.
La presente proposta di legge ha lo scopo di istituire un
"fondo per lo sviluppo del trasporto pubblico e della
mobilità
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di massa", da ripartire tra le regioni in proporzione
ai rispettivi consumi annui di benzine e gasolio per
autotrazione e da utilizzare, da parte di queste,
esclusivamente per spese di investimento sulla base di precise
norme di programmazione.
Il fondo viene alimentato da un aumento del prezzo di
questi carburanti di lire 50 a litro. Va sottolineato che
questo aumento riassorbe la sovrimposta sui carburanti che le
regioni hanno la facoltà di introdurre fino ad un massimo di
lire 30 a litro: la proposta di legge, infatti, prevede
l'abrogazione delle norme relative a questa sovrimposta.
Sulla base dei calcoli fatti sul consumo annuo di benzine e
gasolio per autotrazione
del 1991 (rispettivamente 20,30 miliardi di litri e
20,08 miliardi di litri), un aumento dell'imposta di
fabbricazione di 50 lire a litro dà un gettito aggiuntivo di
circa 1.000 miliardi per la benzina e di circa 1.000 miliardi
per il gasolio.
Con la legge avremo, dunque, una somma, stimabile in lire
2.000 miliardi l'anno (20.000 miliardi in dieci anni), da
ripartire tra le regioni per incrementare il trasporto
pubblico e la mobilità di massa. Una somma rilevante che, se
ben programmata e tempestivamente investita, consentirà di
compiere un vero e proprio salto di qualità nello sviluppo dei
trasporti pubblici e di avviare a soluzione il gravissimo
problema dell'inquinamento dell'aria.
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