| Onorevoli Colleghi! -- La persistenza della situazione di
tensione sociale connessa al problema abitativo e,
particolarmente, all'incidenza del fenomeno degli sfratti
richiede l'adozione di misure urgenti, volte ad arginare
l'impatto dei provvedimenti esecutivi nelle aree maggiormente
interessate dal fenomeno.
Ciò non contrasta con l'impegno del Parlamento per dotare
il Paese di una legislazione stabile che consenta, superata la
legislazione di emergenza, di ricostruire
un graduale equilibrio tra domanda ed offerta nel
settore degli alloggi.
L'attenzione dei presentatori della presente proposta di
legge è rivolta a questo duplice aspetto, ed intende
caratterizzarsi per la ricerca di una saldatura tra le misure
contingenti e la prefigurazione della necessaria normativa di
medio e di lungo periodo.
La priorità viene data oggi all'emergenza in quanto gli
osservatori segnalano
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un andamento ascendente delle procedure di sfratto.
Appare, perciò, quanto mai opportuno contrastare la
tendenza a ricorrere ai meccanismi forzosi per il rilascio
degli immobili, attivando un regime di sospensione delle
esecuzioni.
Questa azione di contenimento è peraltro suggerita
dall'attuale situazione di incertezza del mercato immobiliare,
scosso, nel settore delle compravendite,
dagli inasprimenti fiscali e dall'introduzione dell'imposta
comunale sugli immobili (ICI) e, nel settore delle locazioni,
dalle frizioni che nascono dal precario regime dei "patti in
deroga"; un'incertezza oltremodo pericolosa perché rischia di
determinare una nuova ondata di sfratti che andrebbero a
colpire le fasce più deboli della società in un momento di
crisi economica e di grave diminuzione dell'occupazione.
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