| Onorevoli Colleghi! -- L'abolizione del Ministero
dell'agricoltura e delle foreste e la sua trasformazione nel
Ministero per le risorse agricole, alimentari e forestali ha
accentuato l'urgenza di una riforma e di una ricollocazione
del Corpo forestale dello Stato. Inoltre, varie normative,
come la legge 8 luglio 1986, n. 349, che affida al Corpo il
compito di difesa del patrimonio naturalistico italiano, e la
più recente legge 6 dicembre 1991, n. 394, che gli affida la
sorveglianza delle aree protette, hanno ulteriormente
orientato le competenze e le attività del Corpo forestale
dello Stato verso la conservazione della natura.
L'utilità del Corpo forestale - in passato per il governo
del patrimonio forestale e montano, oggi, più in generale, per
la conservazione della natura - appare
incontestabile. Il Corpo è una struttura qualificata, la cui
formazione ha subìto positive modifiche negli ultimi anni,
portando la sua cultura da un approccio produttivistico ad una
consapevolezza della necessità di salvaguardia degli
ecosistemi. Inoltre, il Corpo è efficacemente organizzato sul
territorio, con circa 9.000 uomini ed una forte ed efficiente
dotazione di mezzi e strutture.
A questo, va aggiunto che le associazioni ambientaliste
hanno più volte espresso grandi preoccupazioni circa
l'attuazione della legge quadro sulle aree protette. La citata
legge n. 394 del 1991 è di fatto inattuata, anche perché i
fondi per la sua attuazione sono stati impiegati in larga
parte per studi e ricerche che gli ambientalisti e la comunità
scientifica hanno ravvisato non utili e soprattutto
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non innovativi rispetto alle conoscenze esistenti e agli
studi pregressi. Lo stesso può dirsi per la parte del piano
triennale dell'ambiente investita per le aree protette.
Inoltre, in recenti dibattiti, promossi dalle stesse
associazioni ambientaliste, si è chiesto vivamente il
trasferimento del Corpo forestale dello Stato al Ministero
dell'ambiente, anche al fine di supplire alle carenze e alle
insufficienze gestionali del Servizio conservazione della
natura dello stesso Ministero dell'ambiente.
Al di là dell'emergenza legata alla legge sulle aree
protette, vi sono poi tutti gli
altri compiti istituzionali del Corpo, non meno importanti e
non meno significativi per la salvaguardia dell'ambiente.
La presente proposta di legge, recependo le indicazioni
provenienti non solo dagli ambientalisti ma anche dalle forze
sociali, culturali e sindacali operanti a contatto o
all'interno del Corpo forestale dello Stato, ha lo scopo di
trasferire il Corpo alle dipendenze funzionali del Ministero
dell'ambiente, costituendo peraltro una vera e propria
amministrazione periferica diffusa e radicata sul territorio,
di cui attualmente il Ministero dell'ambiente è privo.
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