Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4166
DDL0309-0002
Progetto di legge Camera n. 309 - testo presentato - (DDL12-309)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C309. TESTIPDL
...C309.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC309 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- L'istituzione di una Commissione
  parlamentare d'inchiesta sul Consiglio nazionale delle
  ricerche (CNR) e sul funzionamento della struttura del
  Ministro vigilante (già Ufficio del Ministro per il
  coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e
  tecnologica, ora Ministero dell'università e della ricerca
  scientifica e tecnologica) è ormai atto improcrastinabile per
  il sostanziale silenzio serbato dal Governo nei confronti di
  alcune centinaia di interrogazioni e di interpellanze
  presentate fin dal febbraio 1981 da deputati e senatori di
  gruppi di maggioranza e di opposizione nei confronti del CNR.
  Laddove risposta vi è stata, questa generalmente ha "protetto"
  le attività discutibili del suddetto ente e ha omesso di
  considerare gli specifici quesiti posti dai parlamentari.
    Il CNR ha ricevuto dallo Stato per l'attività ordinaria e
  per i progetti finalizzati molte migliaia di miliardi.  I conti
  consuntivi, come è stato riscontrato dagli organi di controllo
  e di vigilanza, sono deliberati con notevole, persistente
  ritardo rispetto a quanto stabilito dal regolamento di
  contabilità degli enti pubblici emanato con decreto del
  Presidente della Repubblica n. 696 del 18 dicembre 1979, gli
  stanziamenti per le attività di ricerca esterna non sono più
  pubblicati sul  Bollettino ufficiale  dell'ente (parte V),
  ma in un volume annuale che omette di riferire su una serie di
  interventi finanziari (periodici, congressi, manifestazioni
  varie, ed altro) riportati di contro nella citata
  pubblicazione periodica cessata di fatto, ed i cui dati ultimi
  risalgono al 1984.  Inoltre, la mancata pubblicazione
  dell'Annuario
 
                               Pag. 2
 
  degli organi di ricerca (aggiornato al 1^ luglio 1978) e della
  rivista  La ricerca scientifica,  sospesa nel 1977, non
  consente di conoscere periodicamente la concreta attività
  degli istituti, centri e gruppi di ricerca.
    Invero, le uniche possibilità sono costituite
  dall'occasionale pubblicazione di documentazione, se e quando
  voluta dal presidente dell'ente, che comunque non supplisce la
  doverosa, precisa, puntuale, periodica rendicontazione alla
  comunità scientifica, al Governo, al Parlamento (organo che
  pur approva gli stanziamenti senza avere mai avuto piena
  cognizione dell'effettiva produttività scientifica e della
  regolarità amministrativa).
    Vi è in atto un ampio contenzioso civile, penale,
  amministrativo e contabile che il Ministro vigilante non ha
  mai esternato in dettaglio al Parlamento e che comunque indica
  un grave stato di malessere ben oltre quella "patologia
  dell'ente pubblico" comunemente ammessa dagli esperti di
  diritto amministrativo.  L'ente, sia durante la presidenza
  Quagliariello sia durante l'attuale gestione, ha propagandato
  il presunto impegno nel Mezzogiorno più con operazioni di
  facciata che con concrete attività tali da fornire davvero
  impulso alla ricerca scientifica in generale e soprattutto a
  quelle attività economiche (agrarie, pastorali, industriali ed
  altro) proprie dei territori in cui gli organi di ricerca del
  CNR, spesso dotati di insufficiente personale e mezzi
  finanziari limitati, si trovano ad operare.  Anche alla
  responsabilità del CNR risale l'aumento dei paurosi ritardi
  nel campo della ricerca applicata e della innovazione: ritardi
  che non verranno mai più colmati dal Mezzogiorno, stanti le
  caratteristiche del comparto.  Inoltre, vi è stata la
  frammentazione delle strutture fisiche (unità di ricerca)
  dovuta ad esigenze di soddisfazione di una variegata
  "clientela" locale (accademica, politica) e tutto ciò ha
  determinato interventi asfittici, privi giocoforza del
  patrimonio umano e finanziario necessario per risolvere
  seriamente annosi problemi.
    Sempre in tale ottica clientelare-assistenzialista, si
  inquadra l'asfittico e riduttivo problema delle borse di
  studio e delle assunzioni  ex  articolo 36 della legge n.
  70 del 20 marzo 1975 che alla loro scadenza, tra qualche anno,
  creeranno un notevolissimo precariato, destinato ad aumentare
  la disoccupazione intellettuale, oppure, nella migliore delle
  ipotesi, l'emigrazione verso altre regioni dell'Italia
  centrale e settentrionale e verso l'estero.  Purtroppo, gli
  stretti rapporti tra l'amministrazione dell'ente e le
  organizzazioni sindacali inquadrate nella "triplice",
  l'attività vessatoria dei presidenti Quagliariello e Rossi
  Bernardi, avallata dai direttori generali Moretti, Donadio e
  Colle non consente nell'ambito dell'ente una discussione
  approfondita sulla reale redditività dei miliardi stanziati
  per l'intervento straordinario nel Mezzogiorno.  Sembra che
  tale intervento sia stato prevalentemente finalizzato al
  completamento delle operazioni immobiliari a Napoli, Palermo e
  Catania effettuate o avviate dalla gestione Quagliariello,
  arrecando così indubbio beneficio a chi ha dissipato svariate
  decine di miliardi: gli edifici acquisiti, ormai da molti
  anni, ancora non sono stati completati con le varie
  ristrutturazioni giudicate necessarie e la prevista spesa di
  alcune centinaia di miliardi per indefinibili e frammentate
  aree e poli di ricerca, anche nel Sud e nelle isole, non può
  non destare vivissime preoccupazioni.  Oggi più di ieri, il
  potere assoluto è nelle mani del presidente dell'ente che
  usufruendo di gravi e permanenti disfunzioni interne, tra cui
  le frequenti assenze e l'arrendevolezza del direttore
  generale, è di fatto il "proprietario" di un ente pubblico
  tanto da esautorare, vessare, perseguitare chiunque
  all'interno si opponga alla di lui gestione, con esiti
  disastrosi allorché gli organi di giustizia e di controllo
  sono intervenuti, per ripristinare il rispetto dello Stato di
  diritto.
    Si può a buon diritto affermare che il CNR sembra essere,
  anche per le capacità di penetrazione negli organi giudiziari,
  amministrativi, parlamentari aventi funzioni molto delicate,
  un pianeta inesplorato
 
                               Pag. 3
 
  e non già una struttura la cui sede centrale si trova
  nel centro di Roma.
    Tuttavia, ben poco avrebbe potuto fare di male l'ente se
  non avesse ottenuto il persistente quanto illegale avallo da
  parte del Ministro vigilante che da anni usufruisce, a spese
  del CNR, di personale (tempo fa anche molto numeroso) ivi
  comandato.  Alcuni di questi dipendenti sono stati addetti e
  preposti a strutture con compiti di istruttoria di atti
  provenienti dall'ente-datore di lavoro e perfino di controllo
  e vigilanza sul CNR da cui dipendevano o dipendono...
    Sul punto, l'acquisizione di idonee prove documentali e
  testimoniali potrà bene illuminare la Commissione sulla
  stretta connessione tra Ministro (e relativa struttura)
  vigilante ed ente vigilato o presunto tale.  Sembra esservi
  stato tra le due strutture una sorta di indissolubile quanto
  irregolare "sposalizio" che si è manifestato apertamente in
  sede di proposta di reiezione di ricorsi straordinari contro
  il CNR, risposte compiacenti (per il CNR) ad interrogazioni,
  silenzio su altri atti del sindacato ispettivo parlamentare.
  In tal modo, alcuni ben noti amministratori e dirigenti del
  CNR ottenendo di fatto l'avallo dell'autorità vigilante hanno
  dissipato pubblico denaro in operazioni patrimoniali,
  inquadramenti di personale, cene, hanno licenziato,
  "bilicenziato", sottratto promozioni, sottoposto a
  procedimenti disciplinari i dipendenti colpevoli di non essere
  acquiescenti ai voleri superiori, mentre altri dipendenti
  colpevoli di gravi infrazioni non sono stati "disturbati"; e
  hanno fatto quanto altro hanno voluto indipendentemente dalla
  liceità degli atti e delle procedure.
    Colleghi deputati, sono queste le principali ragioni per le
  quali proponiamo, attendendo il vostro consenso, che sia
  costituita una Commissione parlamentare d'inchiesta per far
  luce sui singoli punti evidenziati dall'unito articolato che
  sottoponiamo al vostro esame, non prima di richiamare la
  vostra attenzione su quanto dichiarato dalla CISNAL il 15
  ottobre 1986, in occasione della indagine conoscitiva svolta
  ai sensi dell'articolo 144 del regolamento della Camera dei
  deputati, per quanto riguarda il CNR:
    "...La CISNAL altresì reputa indispensabile la creazione di
  "parchi scientifici" che, sulla base delle esperienze di altri
  paesi più avanzati, realizzino una concentrazione di attività
  qualificate, rendendo più facile il collegamento tra i
  ricercatori e consentendo il superamento di difficoltà
  logistiche e burocratiche che allo stato attuale
  contribuiscono in misura non irrilevante ai ritardi
  complessivi delle attività del settore.  Per quanto riguarda i
  "parchi" si ritengono del tutto insufficienti le indicazioni
  fornite da Rossi Bernardi e carenti i programmi del CNR...
    ...Per quanto riguarda il Mezzogiorno, la CISNAL esterna
  infine la sua viva preoccupazione per lo stato di arretratezza
  scientifica ribadito dalle cifre fornite dal presidente del
  CNR.  Ma anche in questo caso non si può pensare di risolvere
  tutto con operazioni contabili che, allo stato attuale, non
  farebbero altro che accrescere la già ingente mole dei residui
  non utilizzati.  La ricerca nel Mezzogiorno può e deve essere
  sviluppata in presenza di più generali scelte sul modello di
  sviluppo e attraverso programmi che puntino alla formazione di
  quadri qualificati.  I progetti accennati da esponenti
  governativi appaiono estremamente vaghi e tendenti ad una
  riproposizione, in chiave "tecnologica", di vecchie pratiche
  assistenzialistiche.  Vanno, ad avviso della CISNAL,
  privilegiate attività connesse all'agricoltura e alle
  biotecnologie, consone alle tradizioni culturali ed economiche
  delle regioni meridionali e suscettibili di positivi sviluppi
  anche in assenza di significativi insediamenti
  industriali...
    ...La stessa CISNAL ritiene, comunque, che non si possano
  risolvere i problemi con un mero aumento della dotazione di
  fondi, che ci deve essere senz'altro anche se oggi "il collo
  della bottiglia" è rappresentato dalla mancanza di ricercatori
  qualificati.  E' necessaria una politica di destinazione di
  maggiori fondi a questo settore, ma accompagnata da programmi
  precisi di informazione, poiché
 
                               Pag. 4
 
  altrimenti vi sarà soltanto quella dispersione cui poco fa si
  faceva cenno.
    ...In altri termini riteniamo che sia urgente la
  costituzione di una banca dati del CNR (annunciata da tempo),
  per la quale auspichiamo che anche il Parlamento faccia quanto
  è possibile per accelerare i tempi.  Questa banca dati sulla
  ricerca costituisce un elemento fondamentale per la
  circolazione delle informazioni oggi disponibili...
    ...In questa ottica è altresì opportuna la realizzazione
  dei cosiddetti "parchi scientifici".  Recentemente, il
  presidente del CNR, nella redazione della sua relazione
  annuale, ha fornito indicazioni alquanto vaghe e superficiali.
  Siamo dell'avviso, invece, che vadano individuate aree ben
  precise per la realizzazione di zone di concentrazione delle
  attività di ricerca, anche allo scopo di far circolare la
  conoscenza e di abbreviare i tempi della ricerca stessa...
    ...Per quanto riguarda il Mezzogiorno, il CNR ha
  organizzato un convegno proprio su questo tema.  Anche in
  questo caso vale il discorso generale secondo il quale
  non bastano le dotazioni di fondi se non si individuano dei
  programmi precisi, poiché altrimenti si rischia di realizzare
  una sorta di assistenzialismo tecnologico, con interventi a
  pioggia attraverso contributi svincolati da programmi generali
  che, nel Mezzogiorno, dovrebbero riguardare innanzitutto
  l'agricoltura e le varie tecnologie.  In altri termini si
  tratta di quei settori nei quali si dovrebbe realizzare una
  utilizzazione immediata delle risorse anche se non esistono
  insediamenti industriali tradizionali che, in altre zone del
  paese, potrebbero richiedere l'impiego di altro tipo di
  ricerche...".
    Da allora, nulla è mutato, se non l'aggravarsi dei problemi
  enunciati dal "sindacato nazionale".
    Anche per questo, l'inchiesta appare oltre che opportuna,
  urgente, dinanzi al pericolo di una ulteriore e definitiva
  marginalizzazione del Sud che l'Europa del 1994 già prefigura,
  nel permanere di gravissime inadempienze e carenze gestionali
  da parte del CNR sino ad oggi almeno.
 
DATA=940420 FASCID=DDL12-309 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0309 TOTPAG=0008 TOTDOC=0010 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=011 PAGFIN=0004 RIGFIN=038 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=4 SORTRES= SORTDDL=030900 00 FASCIDC=12DDL0309 SORTNAV=0030900 000 00000 ZZDDLC309 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



Ritorna al menu della banca dati