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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4179
DDL0311-0002
Progetto di legge Camera n. 311 - testo presentato - (DDL12-311)
(suddiviso in 7 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C311. TESTIPDL
...C311.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC311 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- In migliaia di comuni, frazioni e
  contrade, pure pullulanti di gioventù studiosa, continuano a
  registrarsi paurose assenze e carenze di istituzioni
  scolastiche, specialmente medie e superiori: sicché il
  riconosciuto e consacrato diritto allo studio subisce, anno
  dopo anno, compressioni e condizionamenti che producono
  forzose rinunce, tradimenti delle naturali inclinazioni,
  devianze di ogni genere, e, soprattutto, pendolarismi
  stressanti e defatiganti sul piano psicofisico che non
  consentono il meglio dell'applicazione e del rendimento.
    Con la nostra proposta di legge, però, non ci peritiamo
  affatto di chiedere che la Repubblica - alla quale pure
  compete l'obbligo di facilitare sull'intero suo territorio
  l'esercizio del sancito diritto - provveda con un sol colpo di
  bacchetta magica alla capillarizzazione degli istituti di
  istruzione di ogni tipo, alla concessione della gratuità di
  tutti i libri di testo e alla dotazione delle attrezzature e
  dei materiali didattici di cui tutto intero il mondo della
  scuola italiana, da quello elementare a quello universitario,
  abbisogna.  Avendo individuato nel pendolarismo uno dei nodi
 
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  cruciali del problema relativo al pernicioso disadattamento
  della gioventù studiosa e alle sue drammatiche conseguenze (la
  diffusione del pendolarismo è enorme, e specialmente nelle
  regioni meridionali nelle quali gli studenti che vanno e
  vengono devono fare i conti con una insufficienza dei
  collegamenti e dei trasporti che si aggrava sempre di più, e
  nelle quali - statistiche alla mano - il tasso di ripetenza è
  quattro volte maggiore rispetto a quello che si registra nelle
  regioni settentrionali e quattro volte maggiore è il tasso di
  abbandono scolastico!), intendiamo invocare la concessione
  della assoluta gratuità degli spostamenti ferroviari o
  automobilistici a tutti quegli studenti che, avendo scelto un
  tipo di scuola, sono costretti a frequentarlo ad oltre dieci
  chilometri di distanza, ancorché nel comune di residenza.
    Certo, sarà abbastanza facile opporre che questa Repubblica
  "non può", dal momento che è protervamente ingolfata,
  attraverso i suoi grandi sacerdoti, nella ricerca di una
  fiscalizzazione senza fine e a tutti i costi (e a senso unico:
  ché, si sa, alla fin fine verranno spremuti ancora e sempre
  gli stessi...).  Riteniamo, invece, con la nostra proposta di
  legge, di invocare un doveroso, non paternalistico, incentivo
  statale, prima ancora che allo studio, al suo non-abbandono,
  alla non-devianza da esso, una sorta di premio di
  incoraggiamento per quegli studenti che si sobbarcano di
  sacrifici incredibili (e ad altissimo rischio!) pur di portare
  a compimento il corso di studi prescelto.  Lungi da noi
  l'intenzione di invocare riconoscimenti ufficiali di diritti
  privilegiati, noi crediamo di dover suggerire al regime dei
  privilegi travestito da Stato di diritto l'adozione di un
  provvedimento legislativo che incoraggi la gioventù studiosa
  emarginata a proseguire o ad intraprendere gli studi più
  consoni alle proprie attitudini e che elimini il pericolo
  reale (che è sì degli studenti, ma è anche e soprattutto della
  comunità nazionale) che, di fronte alle cronicizzate
  "impossibilità" dei bilanci familiari e a quelle, altrettanto
  cronicizzate, dei collegamenti e dei trasporti, certi giovani
  - pure aventi, alla stregua di tutti i loro coetanei, il
  diritto di andare a scuola e di accedere al tipo di istruzione
  più adatto alle proprie vocazioni - debbano finire per
  trovarsi nella penosa condizione di non poterlo esercitare
  perché fin troppo costoso, alla luce degli immancabili rincari
  delle tariffe del trasporto pubblico locale, rincari
  rivelatisi tanto puntuali quanto irriguardosi del galoppare a
  ritroso delle risorse dei soliti ignoti.
    E, del resto, l'espansione urbanistica spesso incontrollata
  e soprattutto priva di una contestuale programmazione a
  livello dei servizi indispensabli, nonché la necessità di
  dimensionare e localizzare (quando pure sia avvenuto!) edifici
  scolastici e corsi di studio, sono aspetti dai quali, sì, non
  si può e non si deve prescindere: ma sono pur sempre aspetti
  che non possono e non devono penalizzare l'utenza scolastica
  residente altrove e che ha il diritto di avanzare la medesima
  domanda di scolarizzazione di quanti abitano in prossimità dei
  plessi!  Dovendo già affrontare tempi lunghi e disagi legati,
  come abbiamo affermato, da una scarsa capillarità dei mezzi di
  trasporto, gli studenti pendolari hanno, a parere nostro, il
  diritto di chiedere che venga loro restituito, sotto forma di
  abbuono, almeno il costo economico, se non quello psicofisico,
  di residenze lontane dalle sedi di studio.  La Repubblica che
  per esigenze urbanistiche, e quindi sociali, ha ritenuto e
  ritiene opportuno localizzare soltanto in alcuni centri le sue
  aule (sicché non ha potuto e non può soddisfare, a tappeto,
  l'intera domanda) non può continuare ad esigere la
  penalizzazione, sacrificale, di una coatta mobilità. Né il
  vigente regime degli "sconti sulle tariffe ordinarie" può
  continuare a rappresentare l'incentivo, il riconoscimento, la
  medaglietta, per chi si sottopone, senza avere alternativa, a
  spossanti quotidiani andirivieni.  Gli esiti degli abbonamenti
  scontati non sono stati e non sono capaci di sventare i rischi
  e diminuire i sacrifici fin qui descritti e statisticamente
  denunciati.  Sono stati insufficienti, e lo sono: le rinunce e
  le devianze, culturali o sociali, sono aumentate.
 
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