| Onorevoli Colleghi! -- Il problema del traffico veicolare e
della sua espansione richiede un impegno sempre più pressante
da parte delle amministrazioni comunali al fine del controllo
della sicurezza stradale, della repressione di comportamenti
vietati dal codice della strada, nonché dell'educazione
stradale.
Ciò ha comportato negli ultimi anni la necessità di
ampliare, anche da parte dei comuni di minor ampiezza
demografica, l'organico della locale polizia municipale o del
corpo dei vigili urbani.
Si aggiunga poi per i comuni di medie e grosse dimensioni
la tendenza ad utilizzare gli agenti di polizia municipale per
compiti complementari alle forze dell'ordine, al fine della
prevenzione della microcriminalità. Risulta infatti prendere
più consistenza l'idea del "vigile di quartiere" come primo e
immediato riferimento del cittadino per segnalare episodi di
criminalità urbana (racket, estorsioni, turbative
dell'ordine pubblico).
Come è noto, l'arruolamento degli agenti di polizia
municipale avviene tramite concorso pubblico a cui si può
accedere con il requisito della minima età di 18 anni.
La proposta di legge che sottoponiamo alla vostra
attenzione nasce dalle anomalie segnalate in diversi comuni,
allorché vengono
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banditi i concorsi pubblici per entrare a far parte dei
corpi di vigilanza urbana o di polizia municipale.
Tali anomalie consistono nella situazione assurda, ed
economicamente svantaggiosa per i comuni stessi, in cui
vengono a trovarsi i candidati più giovani che non hanno
ancora adempiuto agli obblighi di leva. Questi ultimi,
superato il concorso con esito favorevole e regolarmente
assunti, devono ancora assolvere agli obblighi di leva.
In particolare:
1) i suddetti candidati, qualora superino la selezione,
vengono assunti, e dopo circa tre mesi di corso specialistico
sono inseriti a tutti gli effetti nel corpo di vigilanza
urbana.
Successivamente però, avendo ricevuto la cartolina
precetto, vengono messi in aspettativa dal comune e partono
quindi per effettuare il servizio di leva;
2) i medesimi poi, dopo dodici mesi di servizio militare,
rientrano nell'organico
dei vigili urbani del comune di appartenenza.
I comuni, pur avendo una copertura in organico,
materialmente non possono disporre dei neo-assunti nel periodo
di chiamata alle armi, con conseguenze problematiche per
l'efficienza di impiego del corpo per i compiti istituzionali
e complementari.
Si ritiene pertanto, considerando l'importanza dei compiti
assolti dai corpi di polizia municipale, che il servizio da
essi svolto per la collettività, possa essere equiparato al
servizio di leva.
Con la presente proposta di legge non solo si ovvierebbe
alle anomalie sopra descritte, ma si conseguirebbero anche due
importanti obiettivi quali l'ottimizzazione della gestione
degli organici e un notevole risparmio di risorse finanziarie
da parte dei comuni, secondo quanto previsto dall'articolo
5.
Siamo fiduciosi nell'attenzione del Parlamento e confidiamo
in una sollecita approvazione della nostra proposta di
legge.
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