| Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge che segue
riproduce - quanto all'articolato - quelle già presentate
nelle due precedenti legislature. Essa trae orgine da una
convinzione più che fondata perché confermata dai fatti:
quella che a beneficiare dell'erogazione dell'intervento
straordinario dello Stato nel Mezzogiorno siano state - da
sempre - aziende non meridionali con la conseguenza evidente
che la loro "finanziarizzazione", il loro incremento
patrimoniale e tecnologico, alla fine non hanno privilegiato
affatto il Mezzogiorno.
Quando infatti - e quante volte è accaduto! - il capitale
sociale non sia allocato al sud - e stabilmente al sud (non
attraverso società costituite a bella posta ma controllate da
azionisti centro-settentrionali) - le imprese
centro-settentrionali sono discese al Mezzogiorno al solo
scopo di fare proprie le risorse dell'intervento straordinario
per poi tornarsene con il "bottino" al centro-nord, dopo aver
dismesso le aziende, licenziato i lavoratori, occupato anche
quote del mercato locale per consolidarne altrove il controllo
nel più ampio loro orizzonte.
La proposta di legge intende realizzare l'anagrafe delle
imprese meridionali per privilegiarle davvero nell'erogazione
di pubbliche risorse, intendendo per "meridionali" quelle che
dispongano totalmente od almeno maggioritariamente di capitale
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sociale facente capo a soggetti noti e residenti nel
Mezzogiorno: sinora - dicevamo - il drenaggio di risorse
pubbliche dello Stato a favore esclusivo di imprese, soci e
capitali settentrionali, non ha avuto alcuna positiva ricaduta
economico-produttiva ed occupazionale nel Mezzogiorno. Cosa
che, beneficiandone imprese nelle quali la proprietà e il
capitale sociale meridionale fosse quantomeno maggioritario,
sarebbe certamente possibile.
Ci rendiamo conto di come a qualcuno possa apparire
"provocatoria" la proposta. Ma questo, anche, essa vuole
essere: provocare, appunto, una riflessione su una delle cause
della mancanza di qualunque rapporto "costi-benefìci" tra
l'erogazione di risorse pubbliche nel sud e lo sviluppo
economico e sociale del Mezzogiorno.
Con l'approvazione della proposta, insieme a quanto altro
occorrerà con urgenza fare per salvare il Mezzogiorno dalla
crescente "emarginazione" del problema meridionale, si potrà
cominciare di nuovo a sperare, dovendo alle sole imprese
inserite nell'anagrafe fare riferimento per consolidare a sud
gli effetti dell'erogazione di risorse pubbliche e nazionali e
- si badi - europee. Ed è importante sottolineare questo
aspetto perché l'anagrafe costituirebbe una delle poche
giustificazioni valide nei confronti della Comunità europea
che giudica, ed in molti casi a ragione, arbitrario e di
turbativa per il regime europeo della libera concorrenza,
l'aiuto di Stato alle imprese.
In Italia se ne è troppo spesso abusato proprio
privilegiando interessi imprenditoriali che con la depressione
economica e sociale del sud non avevano proprio nulla a che
fare, anzi ne erano gli antipodi.
Confidiamo, quindi, onorevoli colleghi, nel vostro consenso
alla proposta che segue.
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