| Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge di seguito
esposta ha lo scopo di eliminare l'evidente ingiusta
situazione determinatasi nei confronti di coloro che da anni
prestano servizio in qualità di docenti nelle scuole
parificate o legalmente riconosciute.
La serie di provvedimenti legislativi che si sono succeduti
con cadenza quasi annuale, a partire dalla legge 20 maggio
1982, n. 270, ha consentito l'immissione in ruolo di migliaia
di docenti delle scuole di ogni ordine e grado, compresi
coloro che prestano servizio nelle scuole italiane
all'estero.
Lo spirito che sottendeva alle varie operazioni di
"sistemazione" del personale era da ricercare nel tentativo,
lodevole, di eliminare ogni forma di precariato, dando
finalmente agli operatori scolastici sicurezza di status
ed all'amministrazione scolastica, centrale e periferica,
certezza degli organici e generale presenza del
personale di ruolo.
Occorre però rilevare come da tutti questi provvedimenti
legislativi, siano rimasti esclusi gli insegnanti che hanno
prestato, e prestano tuttora, servizio nelle scuole private o
parificate legalmente riconosciute.
Si tratta di alcune migliaia di persone che in tutte le
parti del Paese prestano servizio anche con nomine autorizzate
dai provveditori agli studi (come nel caso della scuola
materna ed elementare), e che vantano anzianità di servizio
considerevoli.
Molti di questi, specialmente nelle province meridionali,
sono in possesso di una o più abilitazioni all'insegnamento
conseguite nei concorsi ordinari banditi dal Ministero della
pubblica istruzione.
I meccanismi introdotti da molti provvedimenti legislativi
(riserve di posti nei concorsi ordinari, precedenze assolute
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nell'attribuzione delle supplenze) hanno peggiorato la
condizione di questi insegnanti impedendo, di fatto, la
possibilità di un loro transito dalle scuole private a quelle
statali, con grave danno per la stessa amministrazione
scolastica che si priva
di personale qualificato, specializzato e con notevole
esperienza didattico-educativa.
Alla luce di quanto sopra si sottopone all'attenzione della
Camera la seguente proposta di legge.
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