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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4390
DDL0337-0002
Progetto di legge Camera n. 337 - testo presentato - (DDL12-337)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C337. TESTIPDL
...C337.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC337 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Con questa proposta di legge non
  intendiamo entrare nel merito delle tante disfunzioni che
  travagliano il mondo della giustizia, siano esse strutturali o
  funzionali, perché un loro anche succinto esame richiederebbe
  una relazione di diverse decine di pagine.
    In questa sede ci limitiamo a considerare la situazione
  degli "utenti" e degli "operatori" del diritto nell'ambito
  degli uffici giudiziari del Veneto, che per la definizione
  delle loro cause civili e penali gravate di appello devono
  rivolgersi alla corte d'appello o alla corte di assise
  d'appello di Venezia.
    Il disagio materiale delle parti in causa e degli avvocati
  di tutto il Veneto per le trasferte a Venezia - costi
  economici a parte - è limitato, grazie alle buone
  comunicazioni viarie e ferroviarie, alla ricerca
  di un parcheggio, introvabile a Venezia quasi in ogni
  momento dell'anno, ed al trasferimento o a piedi o con mezzi
  nautici, certo non frequenti e soddisfacenti, alle sedi degli
  uffici giudiziari.
    Disagi, spese e contrattempi che potrebbero essere anche
  pazientemente sopportati quando vi fosse la certezza di
  ottenere giustizia in breve tempo.
    Ma, come più volte denunciato dai vari consigli dell'ordine
  degli avvocati e dei procuratori del Veneto, si tratta di una
  illusione, poiché, per arrivare ad una sentenza in grado
  d'appello si deve attendere, in media, dai sei ai sette anni,
  con inevitabili ed evidenti ripercussioni di malumori e di
  risentimenti, poiché il trascorrere degli anni incide
  pesantemente sui costi, vanifica la fiducia nella giustizia,
  discredita la magistratura.
 
                               Pag. 2
 
    Per meglio comprendere questa situazione, abbiamo svolto
  una schematica indagine statistica per la sola città di
  Verona, dalla quale è risultato che, "quantitativamente" il
  tribunale e la pretura della città scaligera, assieme, sono il
  secondo "fornitore" di appelli per Venezia.
    Infatti nel 1990, in sede penale, il tribunale di Verona ha
  trasmesso per l'appello 202 cause, e la pretura 466.  La corte
  d'assise, a sua volta, ha trasmesso 10 procedimenti.
  Complessivamente 678 cause.
    L'anno successivo vi è stato, in sede penale, un minor
  carico di appelli provenienti dalla pretura e,
  complessivamente, con gli appelli del tribunale e della corte
  d'assise, le cause trasmesse ammontarono a 458.  Ma si trattò
  di un fenomeno momentaneo poiché, subito dopo, nel 1992,
  furono trasmessi, sempre in sede penale, 598 procedimenti, ivi
  compresi gli 8 di corte di assise.
    In parallelo, negli stessi anni, in sede civile, vennero
  trasmesse per l'appello a Venezia: nel 1990, numero 385 cause;
  nel 1991, numero 305; nel 1992, numero 367 che, sommate a
  quelle penali, danno per ciascun anno i seguenti totali: 1990,
  numero 1.143; 1991, numero 846; nel 1992, numero 1.049.
    Sin qui abbiamo considerato il carico di lavoro trasmesso a
  Venezia dal tribunale e della pretura di Verona, ma per
  comprendere le ragioni ed i motivi di questa proposta di legge
  è necessario vedere quale sia il carico complessivo di lavoro
  della corte d'appello.
    In sede penale, al 31 dicembre 1991, erano pendenti 5.959
  appelli provenienti da tutto il Veneto.  Nel corso dell'anno
  pervennero altri 2.404 nuovi procedimenti e la corte ne definì
  1.870, rinviandone 6.493 al nuovo anno (il 1992), con un
  aumento di 534 cause in sofferenza rispetto alla chiusura
  dell'anno precedente.
    Più grave ancora la situazione delle cause in sede civile,
  dove al 31 dicembre 1991 erano pendenti 7.445 appelli di
  contenzioso ordinario, tralasciando nel conteggio quelli di
  volontaria giurisdizione (94), e delle sezioni minori (19).
    Nel corso dell'anno sopravvennero 1.954 nuovi procedimenti,
  e la magistratura della corte ne esaurì 1.784.  Pertanto, alla
  fine del 1992, il carico pendente ammontava a 7.615 appelli,
  con un aumento di 170 cause rispetto al 1991.
    Di fronte a questa situazione che, esaminando le
  statistiche anche degli anni precedenti al biennio 1991-1992,
  denuncia presso la corte d'appello e la corte di assiste
  d'appello un costante  trend  in aumento di cause in
  sofferenza, ci sembra più che giustificato l'allarme lanciato
  in particolare dal consiglio dell'ordine degli avvocati di
  Verona anche perché, assommando i dati penali a quelli civili,
  risulta che al 31 dicembre 1992 a Venezia erano
  complessivamente pendenti 14.108 appelli.
    Data la irreversibilità della tendenza, che diventa sempre
  più pesante, l'unico rimedio possibile appare l'istituzione a
  Verona di una sezione distaccata della corte d'appello e della
  corte di assise d'appello di Venezia.
    Venezia, in tal modo, sarebbe sollevata da un carico di
  lavoro non indifferente, tenendo presente che a Verona
  verrebbero radicati anche gli appelli provenienti dal
  tribunale e dalle preture della provincia di Vicenza, come
  quelli di Bassano del Grappa, consentendo così anche a quelle
  parti in causa ed a quegli operatori di usufruire del più
  agevole accesso agli uffici giudiziari di Verona (rispetto a
  Venezia) e, altresì, abbreviando i tempi delle loro attese.
    Per questi dati obiettivi sia nell'interesse del diritto
  del cittadino di ottenere giustizia in tempi adeguati, sia per
  allontanare l'ingiusto discredito che la situazione di fatto
  fa ricadere sulla magistratura, siamo certi che gli onorevoli
  colleghi vorranno dare la loro approvazione alla presente
  proposta di legge, attesa da anni dalla popolazione
  interessata ed in particolare dagli operatori del settore.
 
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