| Onorevoli Colleghi! -- Amari fatti recenti e allarmanti
avvenimenti recentissimi conclamano la necessità della difesa
della libertà della toga del difensore, sempre più assediata,
quando non proprio intimidita da certe manifestazioni di
eccesso di potere, di protagonismo e di discutibile imperio da
parte di taluni magistrati, che, in una posizione privilegiata
per iniziative a volte incontrollate, sino ad essere definite
da altri magistrati "persecutorie", rendono sempre meno
praticabile, e comunque più rischioso il difficile, altissimo
esercizio del mandato difensivo, considerato fondamentale da
ogni costituzione di ogni Paese civile.
Non potendo disciplinare, quindi, i singoli casi di
guarentigie si è costretti a ricorrere all'istituto della non
punibilità purché i fatti definiti "favoreggiamento", che,
secondo le ultime esperienze giudiziarie quasi sempre
coincidono con lo stesso esercizio del mandato difensivo,
siano maturati in costanza di attività defensionale e
nell'ambito di essa e cioè siano deontologicamente
ineccepibili: tanto perché sensibili al dovere ai corretti
limiti non vogliamo rispondere ad un privilegio di iniziativa
senza controllo con un sistema di illimitate guarentigie.
Ci onoriamo pertanto di proporre la seguente innovazione
legislativa, sollecitandone l'urgente, inderogabile
approvazione.
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