| Onorevoli Colleghi! -- Riteniamo doveroso presentare questa
proposta di legge che abbiamo già sottoposto all'attenzione
degli onorevoli colleghi durante la X e la XI legislatura.
Purtroppo soprattutto nella XI legislatura, stante lo stato
di emergenza, la Camera dei deputati non ha potuto prendere in
esame il testo. Desideriamo pertanto reiterarlo con la
certezza che i colleghi vorranno benevolmente esaminarlo.
L'attualità dei problemi che propone, ci induce a ritenere
che possa completare il suo corso in questa legislatura.
Nella regione Toscana, ricca di cultura, di monumenti, di
città, che si possono definire nella tradizione delle loro
bellezze e della loro storia, vi sono anche ampi territori a
carattere montuoso che, nell'armonia di un complessivo
equilibrio naturale,
fanno della Toscana una delle zone più interessanti
d'Italia.
Con la presente proposta di legge intendiamo sottoporre
agli onorevoli deputati il problema della valorizzazione della
Garfagnana che, nell'ambito della regione Toscana, costituisce
una delle zone depresse, e che necessita di incentivazioni
tese a valorizzarne il suo naturale patrimonio.
La Garfagnana si estende su un territorio di circa 540
chilometri quadrati, confina a nord-est con l'Emilia, a
sud-est con la valle del Serchio, a sud-ovest con Massa
Carrara e la Versilia, a nord-ovest con la Lunigiana.
L'area, geograficamente delimitata dall'Appennino, dalle
Alpi Apuane, dalle alture che la separano dalla Lunigiana,
coincide con la parte alta del bacino del Serchio, una delle
grandi vallate interne della
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Toscana, separata dall'Emilia dalla catena appenninica che
qui, nel monte Prato (m. 2.054), raggiunge la quota più
elevata della Toscana, ed è separata dalla piana costiera
dalla catena delle Apuane.
Come si vede, la Garfagnana è una zona di montagna, che
racchiude tutte le caratteristiche delle alte quote, dalla
flora alla fauna alla speleologia.
Sotto quest'ultimo aspetto la zona, essendo una delle aree
carsiche più importanti d'Italia, ha subito nel corso dei
millenni l'azione disgregatrice dell'acqua, che ha creato un
gran numero di antri, voragini e pozzi.
Le aree della Vetricia della Carcaraia sono tra le zone a
maggior densità di cavità naturali che si conoscano. Alcune
hanno uno sviluppo notevole, come l'Antro del Corchia,
profondo 1.200 metri e con uno sviluppo di oltre 40
chilometri. Accanto alle grandi cavità vi sono numerose
piccole e medie grotte di facile accesso, che offrono la
possibilità di diversi contatti con il mondo sotterraneo.
Se nel sottosuolo vi sono interessanti ambienti da
conoscere, non meno interessanti sono i boschi che ricoprono
le Apuane e, nel suo complesso, la flora. Dalla macchia
mediterranea della Versilia si sale verso le alte quote che
nel versante garfagnino presentano orizzonti tipicamente
alpini, con varietà di piante di interesse per gli studiosi e
per la scienza.
E' ovvio che in questo compatto ma diversificato manto di
vegetazione viva una fauna del più vivo interesse. Nelle
numerose grotte e caverne sono stati trovati reperti di
diverse specie di animali in gran parte estinte. Se la fauna,
come è naturale, è andata modificandosi nel tempo, tutt'ora
nel versante garfagnino delle Apuane vivono oltre 40 specie di
mammiferi, fra cui il cinghiale ed il cervo, mentre non sono
rari l'aquila reale ed il falco pellegrino.
Le amministrazioni locali, anche se poco aiutate dallo
Stato e dalla regione, hanno cercato di dare la massima tutela
all'ambiente, come nel Parco naturale della Orecchiella.
La Garfagnana, lo possiamo dire senza retorica, è un'oasi
di verde dove oggi, nei suoi sedici comuni, abitano circa
31.000 abitanti.
E qui si pone il vero problema della Garfagnana che, pur
ricca di immense attrattive opportunamente sviluppate, ha
visto diminuire la popolazione presente ed attiva che nel 1951
contava circa 53.000 abitanti. Una riduzione del 40 per cento
deve dar da pensare, poiché una simile fuga dai propri paesi
denuncia la evidente esistenza di difficoltà e di problemi che
vanno affrontati e risolti.
In sintesi, possiamo dire che la popolazione tende ad una
continua diminuzione perché i giovani non trovano risorse;
l'economia è prevalentemente di tipo agropastorale; vi sono
industrie estrattive del marmo localizzate nei comuni di
Minucciano e Vagli Sotto, quindi a notevole altezza, oltre che
nel comune di Villa Collemandina. Fino a qualche decennio fa
l'economia della zona era basata prevalentemente sulla coltura
del castagno; l'allevamento è ancora una attività redditizia,
mentre la transumanza è in via di estinzione. Prevale la
piccola proprietà contadina, ma, a causa del forte esodo dei
giovani, attualmente vi sono molti terreni incolti,
specialmente nelle zone meno favorite.
Forse, una delle cause dell'economia depressa di questo pur
ricco territorio può essere individuata nella scarsezza delle
comunicazioni. Le strade sono assolutamente insufficienti e da
decenni si parla di nuovi flussi viari, ma i lavori proseguono
con lentezza esasperante. La Garfagnana è percorsa dalla
ferrovia Lucca-Aulla, costruita alla fine del secolo scorso,
obsoleta, ed i pochi convogli impiegano tempi esasperanti per
superare i chilometri del tracciato.
In questa situazione, la disoccupazione si fa sentire
sempre più pesantemente. A ragion del vero si deve dire che
gruppi di giovani hanno preso l'iniziativa di costituirsi in
cooperative per sfruttare quelle terre, ma con una prospettiva
ben poco sicura per il futuro.
Sin dagli inizi di questo secolo si considerò la necessità
di un collegamento veloce con la Versilia e la provincia di
Massa-
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Carrara che, attualmente, sono raggiungibili in circa due ore
di macchina.
Per portare un nuovo soffio di vita alla regione basterebbe
la realizzazione di un traforo di quattro chilometri sotto le
falde della Tambura, consentendo al turismo estivo della
Versilia di raggiungere con 20 minuti di macchina le alte
quote della Garfagnana.
Con questa realizzazione viaria la Garfagnana avrebbe anche
la possibilità di sfruttare i suoi monti durante il periodo
invernale, poiché vi sono bellissime piste da sci, ed il
settore del turismo potrebbe dare nuova linfa all'economia
della zona.
Inoltre, col traforo della Tambura si avvantaggerebbe
l'industria del marmo, elemento determinante nell'economia
della zona, venendo a ridurre il costo dei trasporti che oggi
incidono pesantemente sul costo totale del prodotto e
consentendo
agli stessi acquirenti di recarsi direttamente alle cave,
senza ricorrere agli intermediari, con reciproco vantaggio del
venditore e degli acquirenti.
Per tutti questi motivi, anche se esposti in modo
incompleto, abbiamo ritenuto necessario pensare ad una
soluzione che crediamo di aver individuato nella istituzione
di un consorzio fra i comuni della Garfagnana, aperto peraltro
anche ad altri enti.
In tal modo intendiamo attivare le forze umane ed
economiche nonché amministrative della Garfagnana, e nello
stesso tempo chiedere un intervento dello Stato affinché il
consorzio possa responsabilmente gestire le iniziative.
Affidiamo quindi la presente proposta di legge alla cortese
attenzione degli onorevoli colleghi e, aperti a tutti
suggerimenti che vorranno dare, ne sollecitiamo la
approvazione.
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