| Onorevoli Colleghi! -- I motivi che ispirano la presente
proposta di legge che si sottopone alla vostra valutazione
sono molteplici ma, tra essi, uno è decisamente prioritario:
far piena luce sul sinistro marittimo che interessò la
motonave Stabia I, giacché in questo caso il concorso
delle umane responsabilità con il cosiddetto Act of God
fu letale per numerosi marinai imbarcati.
L'affondamento della motonave il 4 gennaio 1979 nelle acque
prospicienti il porto di Salerno, nelle immediate vicinanze
del molo, ove tuttora trovasi, ha costituito motivo della
emanazione della ordinanza di quella capitaneria che, in data
13 gennaio 1979, ha vietato l'ancoraggio e la sosta di
qualsiasi natante nello specchio d'acqua interessato. Mentre
il molo, gravemente danneggiato, richiede
interventi che non possono essere liberamente effettuati,
proprio per la esistenza del relitto che limita gravemente la
libera praticabilità delle acque in cui trovasi.
Si tratta, nel caso del naufragio della motonave Stabia
I, di un altro degli innumerevoli casi di "sinistrosità
marittima" dai quali l'Italia è investita (nel Mediterraneo il
25 per cento dei sinistri marittimi avvengono lungo le coste
italiane) con una escalation che deve essere letta anche
attraverso la lente delle responsabilità di chi lascia
navigare - privato od ente pubblico che sia - naviglio
obsoleto o comunque inadeguato o non idoneo alla navigazione
per i più vari motivi: nella fattispecie si incrociano più
responsabilità e più livelli di indagine, dalle carenze ed
inefficienze di attrezzature indispensabili alla navigazione
ai ritardi nel soccorso,
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dalle inchieste amministrative ai procedimenti penali già
tradottisi in rinvii a giudizio ed in provvedimenti preventivi
di restrizioni della libertà personale.
Il recupero del relitto servirà dunque a far piena luce
sull'episodio luttuoso e a dare sollievo a quei familiari
delle vittime scomparse che sperano che tra le contorte
lamiere della nave possa esser reperita la salma di un loro
congiunto.
E forse, onorevoli colleghi, costituirà anche un richiamo a
chi, per dolo o per colpa grave, lascia che navighino fino al
limite della affondabilità nei mari italiani e del mondo,
natanti inidonei e privi di
requisiti di sicurezza, fidando nelle carenze o nei ritardi
nell'accertamento delle responsabilità.
E' per questo che confidiamo nel vostro consenso alla
presente proposta di legge che riproduce, quasi senza
variazioni, quella presentata già i1 28 luglio 1981, con il
numero 2752, e quelle ripresentate nelle successive
legislature. Da allora, le circostanze ulteriormente emerse
processualmente hanno consolidato l'urgenza di far chiarezza
assoluta sul naufragio, e di consentire finalmente che abbiano
l'estremo riposo vittime innocenti, più che del mare, forse
degli uomini.
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