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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4569
DDL0369-0002
Progetto di legge Camera n. 369 - testo presentato - (DDL12-369)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C369. TESTIPDL
...C369.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC369 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge che presentiamo
  alla vostra valutazione, e, ci auguriamo, alla vostra
  approvazione, è nata da una constatazione che chiamiamo anche
  voi a fare: nei centri urbani il rapporto tra cementificazione
  territoriale e cittadini è schiacciante e le residue aree di
  verde, esclusi i parchi pubblici, hanno reso l'ambiente delle
  città italiane invivibile.
    L'Italia, purtroppo, vanta un triste primato in Europa,
  essendo agli ultimi posti per quanto riguarda il rapporto tra
  verde ed abitante.  Ed appunto ai parchi pubblici - quando ci
  sono - bisogna ricorrere per tentare almeno un minimo di
  riequilibrio del rapporto tra popolazione e verde urbano.
    Ma il tessuto dei parchi pubblici urbani, molto rari ed
  esigui, è caratterizzato da un verde concentrato e non
  diffuso, non fruibile da tutti, a volte collocato nella
  periferia o in aree urbane inaccessibili, per la distanza, per
  il traffico caotico, per la carenza di mezzi pubblici, da
  parte dei più.
    Restano, invece, nelle piccole ma anche nelle grandi città,
  ed ogni giorno diminuiscono - preda della cementificazione
  pubblica e privata abusiva, e non - residuali aree
  agricole.
    Per i proprietari e per i conduttori di fondi è sempre più
  difficile resistere alla tentazione di abbandonare la
  coltivazione di questi fazzoletti di terra, per costruirvi
  direttamente o cederne la proprietà a vantaggio
 
                               Pag. 2
 
  della speculazione privata in costante agguato per le
  potenziali rendite di posizione che è possibile trarne, anche
  grazie all'assurdo rincorrersi dei condoni edilizi.  Sono
  continue poi le occupazioni temporanee e gli espropri per
  pubblica utilità relativi ad opere che hanno contribuito in
  misura notevolissima a dipingere di grigio il marginale
  tessuto verde che i centri urbani offrivano.
    D'altra parte, obiettivamente, la commercializzazione dei
  prodotti agricoli ed il reddito derivante dalla coltivazione
  dei fondi sono notoriamente colpiti da spese di produzione ed
  imposte tali da renderli molto inferiori a quelli offerti da
  altri comparti produttivi.  Infine, anche il verde agricolo
  urbano appartiene alla memoria storica delle nostre città ed
  in quanto tale va difeso per non cancellarne le residue,
  deboli tracce, sopravvissute miracolosamente alla marea della
  cementificazione.
    Siamo partiti da queste considerazioni, ed in particolare
  dalla consapevolezza che il permanere delle aree agricole
  nelle città offrirebbe un contributo significativo al
  riequilibrio del rapporto tra verde ed abitante, per formulare
  una proposta forse dirompente rispetto alle tendenze in atto,
  che vedono queste aree destinate, sembra, a scomparire
  progressivamente per cedere il passo all'impetuoso torrente
  della cementificazione, avvalentesi di un articolato
  che, pur nella sua incisività, ha dalla sua, a noi sembra, il
  pregio "rivoluzionario" della brevità e della chiarezza.  Si
  tratta di un unico articolo con il quale viene imposto a tali
  aree il vincolo assoluto di destinazione esclusivamente
  agricola, il divieto di assoggettabilità ad occupazioni ed
  espropri - salvo che questi siano finalizzati alla
  realizzazione di parchi pubblici - la esenzione da imposte,
  anche di successione e, qualora le aree siano coltivate,
  altresì la esenzione fiscale della commercializzazione dei
  relativi prodotti e del relativo reddito agricolo.
    Crediamo, colleghi deputati, che la introduzione di queste
  norme nel nostro ordinamento possa servire non solo ad
  impedire gli ampi fenomeni speculativi in atto in danno delle
  aree agricole residuali nei centri abitati ma anche a
  valorizzarne la proprietà, non essendo punitive ma anzi idonee
  a stimolare la coltivazione e la produzione agricola con le
  previste esenzioni fiscali.  Così da poter, con il vincolo di
  destinazione e con la incentivazione alla produzione agricola,
  assicurare il mantenimento di un rapporto ambientale più
  equilibrato, nei centri urbani, tra la quota di verde e la
  popolazione residente.
    Confidiamo perciò nel vostro assenso alla nostra iniziativa
  legislativa che riproduce quella già proposta il 24 giugno
  1992 con il n. 1093 (nella XI legislatura).
 
DATA=940427 FASCID=DDL12-369 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0369 TOTPAG=0003 TOTDOC=0003 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=012 PAGFIN=0002 RIGFIN=049 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=036900 00 FASCIDC=12DDL0369 SORTNAV=0036900 000 00000 ZZDDLC369 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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