| Onorevoli Colleghi! -- E' indubitabile la necessità e
l'urgenza di intervenire, immediatamente, per assicurare la
funzionalità dei collegi inquirenti per i reati ministeriali
costituiti ai sensi dell'articolo 7 della legge costituzionale
16 gennaio 1989, n. 1, presso i tribunali ordinari aventi sede
nei capoluoghi dei distretti di corte d'appello, ed in
particolare per l'organizzazione, ai sensi dell'articolo 97
della Costituzione, del collegio inquirente per i reati
ministeriali costituito presso il tribunale di Roma, con
competenza per il distretto della corte d'appello di Roma.
E' importante infatti consentire a tali organi collegiali,
istituiti con la legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1,
approvata dal Parlamento sulla base della volontà popolare di
abrogare la Commissione
parlamentare inquirente, espressa nelle votazioni per i
referendum popolari del novembre 1987, l'adeguato
svolgimento della loro funzione giurisdizionale "inquirente"
attraverso la garanzia pratica data dalla soluzione
legislativa di una triplice serie di esigenze che ne
impedirebbero l'efficace funzionamento.
E' infatti importante assicurare ai magistrati sorteggiati,
ai sensi dell'articolo 7 della legge costituzionale 16 gennaio
1989, n. 1, per il periodo biennale previsto da tale norma e
per l'eventuale periodo di proroga della funzione indicato nel
secondo comma dello stesso articolo, la possibilità di
svolgere esclusivamente la speciale funzione inquirente
esentandoli per tali periodi dallo svolgimento delle normali
attività giurisdizionali presso gli
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uffici giudiziari cui sono e restano assegnati, in modo da
evitare l'attuale insopportabile e rischiosa duplicazione di
funzioni.
E' ancora necessario costituire i collegi esistenti in
uffici autonomi presso i tribunali aventi sede nel capoluogo
del distretto giudiziario della corte di appello
territorialmente competente, e quindi in maniera simmetrica a
quanto fatto per gli uffici delle procure della Repubblica
presso i medesimi tribunali. Di conseguenza si dovranno
apportare le necessarie modifiche alle tabelle di legge che
prevedono gli uffici giudiziari nonché prevedere le relative
qualifiche dirigenziali da attribuire ai funzionari
amministrativi che già dirigono le segreterie dei collegi
istituiti.
Per il collegio inquirente per i reati ministeriali di Roma
si dovranno considerare particolari iniziative organizzative
visto il preponderante carico di lavoro dovuto al fatto
oggettivo che il Governo ha sede in Roma e che gli atti
ministeriali, tranne casi particolari, vengono formati nella
capitale, per cui la competenza territoriale è, quasi per la
totalità dei procedimenti, del collegio di Roma.
Occorre anche considerare che soltanto dal 16 gennaio 1989
al 6 giugno 1992 si sono avuti nel nostro Paese 154
procedimenti per reati ministeriali dei quali 151 istruiti o
in fase di istruzione presso il collegio di Roma, due presso
quello di Milano ed uno a Napoli, e che questi ultimi tre sono
stati comunque successivamente trasmessi a Roma per motivi di
competenza territoriale. Pertanto, dal gennaio 1989 ad oggi,
l'attività del collegio di
Roma comprende almeno il 98 per cento dei casi di
procedimenti per reati ministeriali finora avutisi nonostante
i gravissimi problemi che hanno impedito sin dal suo nascere
la piena funzionalità dell'organo. Di conseguenza occorre
costituire l'ufficio di segreteria del collegio, prevedendo
necessariamente per il funzionario preposto l'inquadramento in
un'adeguta qualifica dirigenziale ed inoltre la relativa
dotazione organica, numerica e per qualifica, del personale
addetto, secondo quanto risolto dalla tabella allegata alla
presente proposta di legge.
Occorre infine costituire, presso i collegi oggetto della
presente proposta di legge, delle sezioni di polizia
giudiziaria effettivamente operative e dotate di tutti i mezzi
necessari all'efficace svolgimento delle attività di indagini
preliminari, attribuite al collegio dall'articolo 1 della
legge 5 giugno 1989, n. 219, prevedendone l'adeguata
composizione con ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria
esperti nella lotta per la repressione dei reati contro la
pubblica amministrazione, assegnati dall'Arma dei carabinieri,
dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza.
Ci si consenta di aggiungere che il recente carico di
presunti reati ministeriali gravante sul collegio di Roma e la
gravità delle carenze evidenziate da una interrogazione
parlamentare presentata già nel 1992 anche per quello che
riguarda persino i materiali dell'ufficio giudiziario,
suggeriscono l'assoluta opportunità ed urgenza di approvare la
proposta che segue che peraltro riproduce quella n. 1114 del
24 giugno 1992 (XI legislatura).
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