Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4636
DDL0377-0002
Progetto di legge Camera n. 377 - testo presentato - (DDL12-377)
(suddiviso in 7 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C377. TESTIPDL
...C377.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC377 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Il diffondersi nel nostro Paese
  delle malattie provocate da AIDS e di quelle ad esso
  rapportabili ha assunto ampiezza e virulenza tali da
  interessare l'intera collettività nazionale, configurandosi
  come problema altamente sociale.
    Al 31 marzo 1993 sono pervenute al Centro operativo AIDS
  (COA) dell'Istituto superiore di Sanità 16.860 notifiche di
  casi di AIDS; 1.080 in più rispetto al precedente trimestre.
  Tra tutti i casi notificati fino ad oggi, 9.048 risultano
  deceduti (vedi la tabella A allegata alla relazione).  C'è da
  dire poi che il numero dei casi notificati non rappresenta in
  modo completo la dimensione del fenomeno AIDS nel Paese;
  infatti, esiste un ritardo di notifica a causa del quale il
  numero reale dei casi di AIDS diagnosticati sino ad oggi è
  superiore al numero di notifiche di AIDS pervenute al COA alla
  stessa data.  Dalla distribuzione del ritardo di
  di notifica osservata negli anni passati, si è stimato che il
  40 per cento dei casi viene riportato con un ritardo di 90 o
  più giorni rispetto alla data di diagnosi al 31 marzo 1993.
  Aggiustando quindi i dati per il ritardo della notifica, il
  numero di casi di AIDS si avvicinerebbe a quota 18.000.
    L'esigenza di tutelare specificatamente questa malattia,
  così come fu fatto per la tubercolosi dal 1928 a oggi,
  rispetto ad altre malattie tipicamente sociali, trova la sua
  ragione non solo nel dato di contagiosità ma nelle stesse
  reazioni di rifiuto e di discriminazione già prodotte nei
  confronti dei malati di tubercolosi da parte della
  collettività.
    Sul corpo sociale incombe perciò l'obbligo di assistere con
  strutture sanitarie ed economiche gli ammalati di AIDS, siano
  essi lavoratori o non lavoratori, così come è stato fatto in
  passato con l'assistenza antitubercolare, originariamente
 
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  riservata ai lavoratori ed ai loro familiari ed estesa
  successivamente a tutti i cittadini colpiti da tubercolosi,
  ancorché non assicurati o non assistibili per difetto
  contributivo, possessori di reddito inferiore al minimo
  imponibile IRPEF (mediante l'articolo 5 della legge 14
  dicembre 1970, n. 1088, nel testo sostituito dall'articolo 5
  della legge 4 marzo 1987, n. 88).
    La semplice estensione di criteri analoghi nell'ambito dei
  soggetti affetti da AIDS consentirebbe di garantire loro la
  protezione sociale non solo quando siano lavoratori dipendenti
  e come tali aventi titolo alla tutela, purché facciano valere
  un anno di contribuzione nell'arco della vita assicurativa, ma
  anche quando siano familiari a carico degli stessi
  assicurati.
    Sono considerati familiari: il coniuge; i figli ed
  equiparati, minori o maggiorenni, se inabili o studenti; i
  fratelli e sorelle a carico, minori e maggiorenni, se inabili
  o studenti; i genitori.
    Si ricorda - per inciso - che tra gli assicurati contro la
  tubercolosi sono ricompresi: tutti i lavoratori dipendenti del
  settore privato; i lavoratori dello spettacolo; i dirigenti di
  aziende industriali; i titolari di pensione INPS; gli addetti
  ai servizi domestici e familiari; i maestri delle scuole
  elementari dello Stato, i direttori didattici e gli insegnanti
  di asilo e di scuole elementari parificate; gli appartenenti
  alle famiglie mezzadrili e coloniche; i detenuti e gli
  internati in istituti di prevenzione e di pena che lavorano
  all'interno o all'esterno degli istituti medesimi o in regime
  di semilibertà; il personale sanitario, amministrativo,
  salariato, dipendente da istituzioni pubbliche sanitarie,
  ospedali civili e psichiatrici, cliniche eccetera; i religiosi
  di ambo i sessi che prestino attività lavorativa alle
  dipendenze di terzi, compresi gli enti ecclesiastici,
  associazioni, case religiose.
    Un primo risultato positivo scaturirebbe dal fatto che, per
  beneficiare delle indennità economiche previste in analogia
  alla disciplina dell'assistenza antitubercolare, gli assistiti
  non ricoverati dovrebbero sottoporsi a controlli medici
  periodici presso le apposite strutture sanitarie per le
  necessarie constatazioni riguardanti la malattia da cui deriva
  il diritto all'assistenza economica.
    Altro risultato non da meno di quello sopra accennato
  riguarda l'estensione agli ammalati di AIDS della normativa
  sulla conservazione del posto di lavoro ora vigente per gli
  assistiti in regime antitubercolare.
    Le prestazioni economiche per gli assistiti ed i loro
  familiari verrebbero poste a carico della nuova gestione
  assicurativa per la tubercolosi e le malattie HIV, che
  resterebbe affidata all'INPS e potrebbero consistere -
  analogamente a quanto già avviene per la tubercolosi - nella
  erogazione: di indennità giornaliere, durante il ricovero o
  altre forme di cura; di indennità post-ricovero o cura
  ambulatoriale; di assegno di cura e di sostentamento; alla
  condizione che il curatore possa far valere almeno un anno di
  contribuzione versata o dovuta nell'arco della vita
  assicurativa.
    In mancanza di assicurazione o in caso di difetto del
  requisito contributivo, lo Stato dovrebbe provvedere ad
  assistere gli ammalati mediante gli organi del servizio
  sanitario nazionale, riconoscendo le stesse prestazioni
  economiche nella misura prevista per gli assistiti TBC in
  qualità di familiari di assicurato, a condizione che non
  abbiano redditi superiori ai minimi assoggettati all'IRPEF.
    Anche la nuova forma di tutela, come già quella
  antitubercolare, dovrebbe essere attuata nelle sue varie fasi
  nel rispetto più scrupoloso del segreto professionale da parte
  di ogni operatore od ufficio a ciò adibito.
    Inoltre, per gli assistiti che risultino assicurati per
  l'invalidità, vecchiaia e superstiti con almeno un anno di
  contribuzione effettiva, dovrebbero essere considerati come
  periodi di contribuzione effettiva - ai fini del diritto e
  della misura della pensione - i periodi di degenza in luogo di
  cura, i periodi di trattamento post-ricovero, di cura
  ambulatoriale e domiciliare e di godimento dell'assegno di
  cura e sostentamento.
 
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    La disposizione assume importanza particolare per gli
  assistiti in giovane età e perciò con brevi periodi di
  contribuzione, in quanto offre loro la possibilità di maturare
  i requisiti per la pensione diretta ed eventualmente per
  quella dei superstiti.
    Il finanziamento della nuova prestazione assicurativa può
  essere effettuato tramite l'avanzo di esercizio prodotto
  annualmente dall'assicurazione contro la TBC.
    L'onere di cui sopra è stato determinato tenendo conto di
  un costo medio giornaliero per prestazioni economiche stimato
  con riferimento alla TBC per l'anno 1993 in lire 52.000
  comprensivo degli importi per contributi figurativi
  pro-pensione (vedi tabella B).
    Prevedendo un numero di assistibili per l'intero anno 1993
  pari a 1.203 unità, l'onere complessivo ammonterebbe a 22.8
  miliardi (52.000 X 1.203 X 365 giorni) (vedi tabella B).
    I costi sono purtroppo destinati a crescere
  progressivamente, in funzione dei tassi previsti di sviluppo
  della malattia.
    Considerando, però, gli effetti positivi della campagna di
  prevenzione che il Ministero della sanità ha già avviato, la
  crescente sensibilizzazione dell'opinione pubblica e i
  risultati che verranno dalla ricerca scientifica, si può
  presupporre che, nell'arco di qualche anno, si potrebbe
  verificare un'inversione di tendenza.
    Il fenomeno AIDS, in quanto rappresenta un momento di
  virulenta aggressione del tessuto sociale, richiede efficacia
  e tempestività di interventi che lo riconducano in termini
  fisiologici al suo più basso regime.
    A tal fine, riassumendo, occorrono i meccanismi e gli
  istituti descritti sia riguardo alla normativa e alle
  strutture attualmente in vigore nell'assicurazione contro la
  tubercolosi, sia riguardo all'individuazione delle fonti di
  finanziamento.
 
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