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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4686
DDL0381-0002
Progetto di legge Camera n. 381 - testo presentato - (DDL12-381)
(suddiviso in 12 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C381. TESTIPDL
...C381.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC381 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! -- Il centro storico di Bari,
  coincidente oggi con il quartiere di San Nicola e con la zona
  A 1  del piano regolatore generale del comune di Bari, è
  un nucleo urbano di antichissima origine, dalla storia
  plurimillenaria.
    Nel corso dei secoli Bari ha avuto un ruolo più o meno
  importante nel più generale contesto territoriale; certamente
  in ogni caso, ha avuto una significativa continuità di
  insediamento su una penisola di 40 ettari.  Questa penisola
  protesa verso il mare è stata la ragione prima
  dell'insediamento, in antitesi con la piatta linea di costa; è
  stata sempre difendibile, erta sulla linea d'acqua, chiusa
  alla campagna.
    Questa collocazione ha costituito per secoli il limite, ma
  anche la sua caratteristica saliente, sicché assume un valore
  più generale la sintetica descrizione della città del IX
  secolo fatta da Bernardus Monachus Francus nel suo
  "Itinerarium in loca sancta anno 870 factum": "Que
  civitate, supra mare sita, duobus est a meridie latissimis
  munita muris, ab aquilone vero mari prominet exposita".
    In poche righe due volte torna la parola mare e si
  ribadisce il concetto della dominanza su di essa del sito
  (supra, prominet).
    Appunto, la ragione dell'insediamento è - prima di tutto -
  nel rapporto con il mare (con l'approdo, con il porto quindi)
 
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  a a questa ragione la città è sempre stata subordinata.
    Per i motivi fin qui detti, Bari non ha avuto nei secoli
  espansioni al di fuori del sito di primo impianto se non nel
  XIX secolo, con la fondazione  extra moenia  del Borgo
  murattiano.
    E' evidente che il centro storico di Bari si è costruito e
  ricostruito più volte "su se stesso", dando luogo ad una
  stratificazione edilizia ed urbana di eccezionale complessità
  che impedisce di differenziare il giudizio fra parti degne di
  conservazione e altre meno.  Il centro storico, nel suo insieme
  è un unico monumento che contiene, certo, edifici di
  eccellenza, distinguibili dal tessuto minore, ma che va
  risanato e conservato nel suo complesso.
    Per questo motivo la presente proposta di legge ha come
  obiettivo fondamentale la "conservazione ed il recupero
  architettonico, urbanistico, ambientale ed economico del
  centro storico di Bari".
    Peraltro particolare attenzione deve essere rivolta ai
  monumenti e fra questi non a caso si fa riferimento
  prioritario al "patrimonio artistico romanico", con ciò
  intendendo le parti alto-medievali del centro storico di
  Bari.
    E' infatti dimostrato dagli studi sin qui svolti che,
  fondamentalmente, la forma urbana e l'assetto generale del
  centro storico di Bari hanno avuto definizione in epoca
  bizantina e normanna, fra i secoli IX e XII.
    Già nel 1071, anno dell'assedio di Roberto il Guiscardo
  alla città del Catapano bizantino, Bari era un organismo
  urbano complesso, basato su una struttura tripolare
  costituita: ad ovest dall'ansa portuale; a nord-est dalla
  cittadella catapanale; dall'episcopio di Santa Maria in
  posizione baricentrica; su una trama di percorsi pubblici
  costituita dall'asse nord-sud (che dalla  porta vetus  si
  spingeva fino alla punta nord collegando in tal modo
  l'episcopio e il pretorio) e da una serie di assi da est verso
  ovest convergenti verso la zona del porto.  In relazione a tali
  poli urbani e a tali assi
  si organizzava un tessuto edilizio fondato sull'aggregazione
  di residenze intorno a corti urbane.
    La cinta delle mura, a più riprese rinforzata dai
  bizantini, perimetrava la città dal porto alla cittadella
  catapanale, che costituiva una sorta di roccaforte dotata
  della seconda porta urbana; da questa le mura continuavano
  racchiudendo tutta la punta nord (dove i monasteri che si
  andavano costruendo rappresentavano i nuovi bastioni) e
  collegando questa di nuovo con l'area portuale.
    Tale assetto, rinforzato poi in epoca normanna con il primo
  nucleo del Castello e con la costruzione della basilica di S.
  Nicola sui resti del palazzo Catapanale, è ancora oggi
  leggibile e sostanziato dai mirabili monumenti romanici
  citati, nonché da una miriade di chiese più piccole e di
  edifici civili minori (case torri).
    L'urgenza degli interventi previsti nella proposta è
  dettata dall'enorme degrado ambientale e sociale in cui versa
  il centro storico di Bari. "Quell'enorme patrimonio è una
  risorsa dimenticata - scrive Dionisio Ciccarese nel suplemento
  de  La Gazzetta del Mezzogiorno  dedicato alla "città
  dimenticata" - calpestata e consegnata al degrado non solo
  urbanistico ma anche culturale.  La dilagante affermazione
  della criminalità costringe i residenti ad una perdita di
  identità".
    La presente proposta di legge mira a favorire la
  conservazione ed il recupero di un così cospicuo patrimonio
  storicoartistico, di preminente interesse nazionale, evitando,
  però qualsiasi "museificazione" del centro storico di Bari e
  puntando, dunque, sulla rivitalizzazione delle funzioni
  residenziali e terziarie di qualità.
    Inoltre, nella proposta di legge si fa riferimento al piano
  particolareggiato in corso di redazione a cura del comune di
  Bari e propone, come metodo di intervento fondamentale il
  ricorso alle procedure proprie degli "accordi di
  programma".
 
DATA=940427 FASCID=DDL12-381 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0381 TOTPAG=0009 TOTDOC=0012 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=010 PAGFIN=0002 RIGFIN=073 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=038100 00 FASCIDC=12DDL0381 SORTNAV=0038100 000 00000 ZZDDLC381 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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