| Onorevoli Colleghi! -- Il centro storico di Bari,
coincidente oggi con il quartiere di San Nicola e con la zona
A 1 del piano regolatore generale del comune di Bari, è
un nucleo urbano di antichissima origine, dalla storia
plurimillenaria.
Nel corso dei secoli Bari ha avuto un ruolo più o meno
importante nel più generale contesto territoriale; certamente
in ogni caso, ha avuto una significativa continuità di
insediamento su una penisola di 40 ettari. Questa penisola
protesa verso il mare è stata la ragione prima
dell'insediamento, in antitesi con la piatta linea di costa; è
stata sempre difendibile, erta sulla linea d'acqua, chiusa
alla campagna.
Questa collocazione ha costituito per secoli il limite, ma
anche la sua caratteristica saliente, sicché assume un valore
più generale la sintetica descrizione della città del IX
secolo fatta da Bernardus Monachus Francus nel suo
"Itinerarium in loca sancta anno 870 factum": "Que
civitate, supra mare sita, duobus est a meridie latissimis
munita muris, ab aquilone vero mari prominet exposita".
In poche righe due volte torna la parola mare e si
ribadisce il concetto della dominanza su di essa del sito
(supra, prominet).
Appunto, la ragione dell'insediamento è - prima di tutto -
nel rapporto con il mare (con l'approdo, con il porto quindi)
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a a questa ragione la città è sempre stata subordinata.
Per i motivi fin qui detti, Bari non ha avuto nei secoli
espansioni al di fuori del sito di primo impianto se non nel
XIX secolo, con la fondazione extra moenia del Borgo
murattiano.
E' evidente che il centro storico di Bari si è costruito e
ricostruito più volte "su se stesso", dando luogo ad una
stratificazione edilizia ed urbana di eccezionale complessità
che impedisce di differenziare il giudizio fra parti degne di
conservazione e altre meno. Il centro storico, nel suo insieme
è un unico monumento che contiene, certo, edifici di
eccellenza, distinguibili dal tessuto minore, ma che va
risanato e conservato nel suo complesso.
Per questo motivo la presente proposta di legge ha come
obiettivo fondamentale la "conservazione ed il recupero
architettonico, urbanistico, ambientale ed economico del
centro storico di Bari".
Peraltro particolare attenzione deve essere rivolta ai
monumenti e fra questi non a caso si fa riferimento
prioritario al "patrimonio artistico romanico", con ciò
intendendo le parti alto-medievali del centro storico di
Bari.
E' infatti dimostrato dagli studi sin qui svolti che,
fondamentalmente, la forma urbana e l'assetto generale del
centro storico di Bari hanno avuto definizione in epoca
bizantina e normanna, fra i secoli IX e XII.
Già nel 1071, anno dell'assedio di Roberto il Guiscardo
alla città del Catapano bizantino, Bari era un organismo
urbano complesso, basato su una struttura tripolare
costituita: ad ovest dall'ansa portuale; a nord-est dalla
cittadella catapanale; dall'episcopio di Santa Maria in
posizione baricentrica; su una trama di percorsi pubblici
costituita dall'asse nord-sud (che dalla porta vetus si
spingeva fino alla punta nord collegando in tal modo
l'episcopio e il pretorio) e da una serie di assi da est verso
ovest convergenti verso la zona del porto. In relazione a tali
poli urbani e a tali assi
si organizzava un tessuto edilizio fondato sull'aggregazione
di residenze intorno a corti urbane.
La cinta delle mura, a più riprese rinforzata dai
bizantini, perimetrava la città dal porto alla cittadella
catapanale, che costituiva una sorta di roccaforte dotata
della seconda porta urbana; da questa le mura continuavano
racchiudendo tutta la punta nord (dove i monasteri che si
andavano costruendo rappresentavano i nuovi bastioni) e
collegando questa di nuovo con l'area portuale.
Tale assetto, rinforzato poi in epoca normanna con il primo
nucleo del Castello e con la costruzione della basilica di S.
Nicola sui resti del palazzo Catapanale, è ancora oggi
leggibile e sostanziato dai mirabili monumenti romanici
citati, nonché da una miriade di chiese più piccole e di
edifici civili minori (case torri).
L'urgenza degli interventi previsti nella proposta è
dettata dall'enorme degrado ambientale e sociale in cui versa
il centro storico di Bari. "Quell'enorme patrimonio è una
risorsa dimenticata - scrive Dionisio Ciccarese nel suplemento
de La Gazzetta del Mezzogiorno dedicato alla "città
dimenticata" - calpestata e consegnata al degrado non solo
urbanistico ma anche culturale. La dilagante affermazione
della criminalità costringe i residenti ad una perdita di
identità".
La presente proposta di legge mira a favorire la
conservazione ed il recupero di un così cospicuo patrimonio
storicoartistico, di preminente interesse nazionale, evitando,
però qualsiasi "museificazione" del centro storico di Bari e
puntando, dunque, sulla rivitalizzazione delle funzioni
residenziali e terziarie di qualità.
Inoltre, nella proposta di legge si fa riferimento al piano
particolareggiato in corso di redazione a cura del comune di
Bari e propone, come metodo di intervento fondamentale il
ricorso alle procedure proprie degli "accordi di
programma".
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