Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


4869
DDL0394-0002
Progetto di legge Camera n. 394 - testo presentato - (DDL12-394)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C394. TESTIPDL
...C394.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC394 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Che cos'è la "Carta dei diritti del
  contribuente"?
    La Carta dei diritti del contribuente è un paragrafo di un
  capitolo programmatico che ormai da tempo stiamo scrivendo
  come forze progressiste: il capitolo che potremmo intitolare
  "Per uno statuto dei diritti del cittadino".
    Consumatore, utente, contribuente e tanti altri ruoli:
  comunque cittadino che, nel corso della propria vita e spesso,
  nell'arco di una stessa giornata, si trova in condizioni di
  debolezza, di disagio, di impotente inferiorità.  E vede i
  propri diritti calpestati e negati, sia dalle strutture
  pubbliche che da quelle private: in ospedale come al
  supermercato, sull'autobus come in banca.
    Per questo la necessità politica e al tempo stesso molto
  concreta di uno "Statuto dei diritti del cittadino": un atto
  che non solo riconosca al cittadino i suoi diritti nelle
  diverse situazioni della vita e nei diversi ruoli sociali che
  è chiamato ad interpretare, ma che gli attribuisca poteri
  reali.  Perché di questo si tratta: ridisegnare la mappa dei
  poteri all'interno della società.  Ricollocare gli attori
  sociali, economici, sindacali e politici.
    E' indispensabile spostare e riequilibrare tali poteri a
  favore del cittadino, in ogni sfera della vita sociale: nei
  confronti delle pubbliche amministrazioni, del mercato, del
  sistema dei servizi, della politica stessa.
    Elemento chiave di tale processo è sicuramente la questione
  dell'informazione, del
 
                               Pag. 2
 
  diritto all'informazione: diritto in sé e condizione
  essenziale per l'esercizio di tutti gli altri diritti.
    Porre la questione del diritto all'informazione significa
  contemporaneamente attribuire a qualcuno il "dovere di
  informare".  Ma non solo questo.  Significa che tale
  informazione ci sia (quindi che i dati vengano raccolti,
  elaborati, resi disponibili, aggiornati, eccetera); che sia
  intellegibile e comprensibile da parte di chi la vuole
  apprendere; che sia accessibile; che ci sia quando serve; che
  sia basata su dati comparabili, discussi e confrontati
  pubblicamente; e l'elenco potrebbe continuare.
    Quindi porre la questione del diritto all'informazione
  significa, innanzitutto porre, nella società delle
  comunicazioni di massa, multimediale e telematica, una grande
  questione democratica: la garanzia effettiva dell'uguaglianza
  dei cittadini, il loro eguale potere in termini di scelte, di
  opportunità, di responsabilità, di doveri e di diritti.
  Bisogna poi garantire che questo potere sia esercitabile per
  il fatto che è posto direttamente in mano all'interessato.
    Come non ritenere vera, infatti, l'affermazione di John
  Stuart Mill, secondo cui: "I diritti o gli interessi di
  chicchessia hanno la sicurezza di non essere mai tralasciati
  solo là dove gli interessati posseggano essi stessi la forza
  di difenderli"?
    Ovviamente l'informazione, pur essendo condizione
  indispensabile, da sola non dà garanzie rispetto all'esercizio
  reale dei propri diritti.
    Sono necessari mezzi, strumenti concreti e diversi perché i
  diritti possano essere fatti valere.
    Un esempio per tutti: quanti sono i servizi, pubblici o
  privati che siano, con i quali il cittadino entra
  quotidianamente in relazione?  Poste, telefoni, aerei, treni,
  ospedali, banche: un'infinità.  Perché non definire un insieme
  di  standard  minimi di
  qualità che devono essere garantiti da chi gestisce questi
  servizi?  Perché non istituire un'apposita Autorità pubblica
  cui affidare il compito di effettuare severi controlli e cui
  attribuire il potere di far rispettare tali  standard?
  Perché infine non definire un meccanismo automatico (come il
  compensation scheme  in Inghilterra) che, al di là
  dell'intervento dell'Autorità pubblica, indennizzi
  adeguatamente ed immediatamente il cittadino (restituzione dei
  soldi, riduzione del canone, eccetera) qualora il gestore del
  servizio non stia al contratto e non fornisca le prestazioni
  dovute?  Ecco uno dei tanti modi per cercare di dare
  contemporaneamente al cittadino diritti sulla carta
  (standard  di qualità dei servizi) e strumenti nei fatti
  per farli valere (Autorità, indennizzi automatici ed altro
  ancora).
    Nella presente proposta di legge costituzionale sono
  ricomprese le garanzie che si ritengono meritevoli di una
  tutela di livello costituzionale, sopraordinata al valore di
  legge ordinaria.
    A tal fine si propone di modificare gli articoli 53, 81 e
  97 della Costituzione, in modo da assicurare dignità
  costituzionale ai già menzionati diritti fondamentali del
  contribuente a una equa applicazione dei tributi, nonché alla
  informazione ed alla imparzialità ed economicità delle
  attività procedimentali in materia tributaria.
    La opportunità di una modifica della Costituzione sul punto
  si spiega in ragione della necessità di vincolare al rispetto
  di tali diritti fondamentali innanzi tutto lo stesso
  legislatore ordinario.
    Pertanto vengono posti o ribaditi precisi limiti al
  legislatore in materia tributaria volti a rendere
  concretamente conoscibile ed intellegibile la normativa
  tributaria medesima (articolo 1) ed a garantire l'effettiva
  equità del sistema fiscale (articoli 2 e 3).
 
DATA=940428 FASCID=DDL12-394 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0394 TOTPAG=0004 TOTDOC=0005 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=010 PAGFIN=0002 RIGFIN=069 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=039400 00 FASCIDC=12DDL0394 SORTNAV=0039400 000 00000 ZZDDLC394 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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