| Onorevoli Colleghi! -- Con la legge 26 marzo 1990, n. 62,
si è inteso disciplinare l'effettuazione delle lotterie.
L'esperienza ha dimostrato che l'effettuazione di dodici
lotterie in un anno, più una internazionale, è scarsamente
remunerativa per le casse dello Stato e non riesce ad offrire
un gettito adeguato agli stessi enti organizzatori delle
manifestazioni collegate alle lotterie. Nel 1989, con sei
lotterie, tutte con biglietto a lire 4.000, furono venduti
60.937.981 biglietti per un incasso di lire
243.751.924.000.
Nel 1990, con tre lotterie con biglietto a lire 4.000 e
sette con biglietto a lire 5.000, si è avuta una netta perdita
nei biglietti venduti (52.822.189) ed un lieve incremento
degli incassi (lire 250.538.210.000). D'altra parte tredici
lotterie pongono problemi seri anche dal punto di vista
organizzativo: stampa di biglietti, periodi di vendita,
pubblicità. Le lotterie che potremmo definire più deboli,
quelle cioè collegate a manifestazioni meno conosciute
rischiano - come è già accaduto - di dover ricorrere al fondo
di riserva non riuscendo a pagare i premi con gli incassi.
Oggi poi tutto quanto è reso più complicato dalla lotteria
così detta "gratta e vinci".
La nostra proposta di legge considera per alcuni aspetti
conclusa la fase sperimentale della legge n. 62 del 1990 e
stabilisce che tutti gli anni si dovranno svolgere cinque
lotterie tradizionali (Merano, Monza, Agnano, Venezia,
Viareggio) più la lotteria internazionale. Tre saranno ogni
anno le lotterie che potranno a rotazione sperimentare la loro
capacità di presa.
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