| Onorevoli Deputati! - Il presente provvedimento è
diretto a reiterare il decreto-legge 28 febbraio 1994, n. 141,
finalizzato al risanamento ed al riordinamento della
concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, che,
come già rilevato nella relazione illustrativa del citato
decreto n.141, presenta una situazione di rilevante squilibrio
economico-finanziario, oltreché organizzativo, con perdite
stimate, al 31 dicembre 1993, in lire 560 miliardi.
Il presente provvedimento riconferma le scelte adottate nel
precedente, apportando alcune integrazioni volte a chiarire le
modalità di attuazione delle diverse fasi del processo di
risanamento della società concessionaria del servizio pubblico
radiotelevisivo.
Il provvedimento prevede che, entro tre mesi (articolo 1)
dalla data della sua entrata in vigore, il consiglio di
amministrazione della RAI-Spa rediga un dettagliato
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piano triennale di ristrutturazione da trasmettere al
Ministro delle poste e delle telecomunicazioni per
l'approvazione, di concerto con il Ministro del tesoro.
In particolare il provvedimento prevede la modifica
dell'articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n.206, per ciò che
concerne la data entro la quale sarà stipulata la nuova
convenzione tra lo Stato e la RAISpa, fissando il termine del
31 marzo 1994.
La predetta convenzione, di durata ventennale (articolo 6),
sarà integrata da un contratto di servizio di durata
triennale, ove troveranno determinazione l'ammontare del
canone di concessione ed i criteri per l'adeguamento del
canone di abbonamento, basati questi ultimi su parametri di
produttività, su obiettivi di qualità dei servizi e
sull'inflazione programmata.
Per il solo 1994 il decreto aumenta il canone di
abbonamento, elevandolo da lire 148.000 a lire 156.000,
allineandolo sostanzialmente al tasso di inflazione.
Il decreto stabilisce altresì (articoli 2 e 3) la
rideterminazione dei valori iscritti nel bilancio della RAI e
nei bilanci delle sue controllate, per consentire alla RAI la
copertura delle cennate perdite, nonché l'apporto di nuovo
capitale di rischio in un quadro di massima trasparenza.
La prevista cessione alla Cassa depositi e prestiti dei
crediti dello Stato (articolo 4, comma 1) per i canoni di
concessione relativi agli esercizi 1992 e 1993 e la successiva
conversione nel capitale della RAI dei crediti medesimi
(articolo 4, comma 2) rappresentano il contributo dello Stato
alla ricapitalizzazione dell'Azienda, operazione questa
necessaria al riequilibrio della sua struttura finanziaria e
di per sè pertinente alle finalità istituzionali delle
partecipazioni della Cassa depositi e prestiti. La conversione
dei crediti ceduti alla Cassa depositi e prestiti viene
effettuata su autorizzazione del Ministro del tesoro, il quale
emana il provvedimento sulla base di un rapporto predisposto
dal direttore generale della Cassa depositi e prestiti,
diretto ad illustrare lo stato
patrimoniale e le prospettive di riequilibrio economico e
finanziario della gestione aziendale della RAI. Quale termine
per la conclusione della predetta operazione, rispetto alla
quale l'autorizzazione ministeriale costituisce presupposto
essenziale, è indicata la data del 31 dicembre 1994.
A far data dalla suddetta conversione dei crediti ceduti
alla Cassa depositi e prestiti in capitale, è inoltre prevista
(articolo 7) la partecipazione del direttore generale della
Cassa depositi e prestiti alle riunioni del consiglio di
amministrazione della RAI, convocato mensilmente per la
verifica sullo stato di avanzamento del piano triennale di
ristrutturazione aziendale di cui all'articolo 1.
Il predetto direttore generale informa con apposita
relazione i Presidenti delle Camere ed il Presidente del
Consiglio dei Ministri.
Il controllo della gestione sociale della RAI (articolo 8)
è affidato ad un collegio sindacale ridotto a tre membri
rispetto ai cinque attuali.
Nella nuova composizione, il presidente del collegio
sindacale è il direttore generale dell'IRI, un sindaco
effettivo ed uno supplente sono designati dal Ministro del
tesoro, un sindaco effettivo ed uno supplente sono designati
dal Ministro delle poste e delle telecomunicazioni.
In attesa della completa realizzazione da parte della RAI
di una rete radiofonica riservata esclusivamente a
trasmissioni relative ai lavori parlamentari, è prevista
(articolo 9) la stipula di una convenzione di durata triennale
con un concessionario scelto sulla base di appositi ed
obiettivi criteri selettivi.
Il previsto onere, pari a lire 10 miliardi annui, è posto a
carico del bilancio dello Stato.
Per il solo anno 1994 (articolo 10), il decreto fissa il
canone di concessione a carico della RAI a lire 40 miliardi
con una riduzione, quindi, di lire 120 miliardi rispetto
all'ammontare già previsto nel bilancio dello Stato per lo
stesso esercizio.
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